Il pilota Yamaha dovrà dire addio alla classe regina del Motomondiale e non esclude un passaggio alle derivate di serie: troverà una buona sistemazione?
La griglia della MotoGP è praticamente definita per il 2027 e non prevede la presenza di
Alex Rins, al quale Yamaha non ha rinnovato il contratto. Non ci sono state altre offerte per consentirgli di continuare a correre nella top class, quindi il 30enne spagnolo è costretto a valutare altre opzioni per il suo futuro.
I tre anni in sella alla M1 sono stati molto difficili. Ha firmato per la casa di Iwata nel momento peggiore. Da pilota che era stato in grado di lottare per podi e vittorie ai tempi della Suzuki, si è ritrovato a faticare ad entrare in top 10. Il fatto di non conseguire risultati per più stagioni gli ha inevitabilmente complicato i piani futuri.
Alex Rins dalla MotoGP alla Superbike nel 2027?
Rins è ormai consapevole di non avere più la possibilità di essere un pilota titolare in MotoGP, da un lato è deluso e dall'altro deve accettare la realtà: "È difficile da gestire - ha dichiarato ad AS - perché a quanto pare non avrò una squadra per il prossimo anno. Non ci sono posti disponibili, quindi cercheremo di finire nel miglior modo possibile. Il mio periodo in MotoGP è stato molto positivo. È vero che è un peccato finire così, con i risultati che stiamo ottenendo, ma tutto quello che posso fare è cercare di godermi al massimo queste ultime gare".
Alex Rins non vuole smettere di correre
A non aiutare la carriera del pilota catalano anche gli infortuni, in particolare quello grave avuto nel 2023 al Mugello quando guidava la Honda del team LCR. Ha sofferto tanto, però è riuscito a rimettersi in piedi e, nonostante anni senza i risultati sperati, ha ancora grande voglia di gareggiare: "La verità è che, quando ti senti forte a livello personale, e con quello che ho passato, è piuttosto difficile dover fare un passo indietro e stare fermo senza correre. Abbiamo fatto tutto il possibile per essere qui, non è stato possibile. Cercheremo di trovare qualcosa in SBK per non stare semplicemente a casa a non fare niente".
Approdare nel Mondiale Superbike è un'opzione, però l'attuale pilota Yamaha è anche pronto a valutare altri campionati: "E se non dovesse funzionare, se non dovesse succedere nulla, allora dovrò trovare qualcosa che mi motivi davvero, che sia fare il collaudatore, passare alle auto da rally o correre in bici. L'unica cosa che voglio trovare è qualcosa che mi motivi, perché abbiamo sofferto molto per tre anni, senza alcuna ricompensa, allenandoci molto in silenzio".
SBK, quali sono le possibilità?
Tra luglio e agosto ci saranno tante decisioni da prendere nel paddock Superbike. Ovviamente, la sella più ambita è quella che Nicolò Bulega lascerà libera nel team ufficiale Aruba Ducati. Fa gola anche a Rins, però sembra che possa finire a Franco Morbidelli.
Ci potrebbe essere spazio anche in
BMW, che non ha esercitato le opzioni per rinnovare i contratti a Miguel Oliveira e a Danilo Petrucci. In Yamaha c'è Xavi Vierge con il contratto in scadenza a fine 2026, mentre il team Kawasaki nel 2027 potrebbe schierare due Ninja ZX-10RR e Manuel Puccetti valuterà anche piloti in uscita dalla MotoGP. C'è anche Honda che potrebbe cambiare almeno un pilota, se non entrambi, però si tratta di una grande scommessa salire su quella che oggi è la peggiore moto della griglia SBK.
Per quanto riguarda le squadre private, va capito cosa succederà tra il Barni Spark Racing Team e Alvaro Bautista, dato che lo spagnolo va per i 42 anni e non sta portando i risultati che lui e Marco Barnabò (
QUI la nostra intervista) speravano. In caso di separazione, non va comunque escluso il ritorno di Petrucci. In generale, per Rins qualche opportunità ci potrebbe essere nel campionato delle derivate di serie. Ma bisogna essere rapidi e bravi ad assicurarsi il posto migliore possibile.