Marc Marquez ha fatto ritorno nell'elite della MotoGP. Merito della Ducati e della Desmosedici, che ha saputo garantirgli una moto competitiva dopo anni difficili con la Honda. Nel documentario "Volver" (Ritorno) in onda su Dazn, Alberto Puig ha offerto una sguardo dettagliato sui momenti più critici della sua carriera. Quelli dopo l'infortunio a Jerez nel luglio del 2020.
L'incidente di Jerez
L'incidente in terra spagnola, in pieno periodo Covid, ha segnato uno spartiacque nella vita di
Marc Marquez. L'infortunio all'omero destro e
la gestione dopo il primo intervento hanno influito pesantemente sulle sue prestazioni. E sollevato dubbi sulla sua capacità di tornare ad essere campione della classe MotoGP. "
Il suo braccio era appeso a un filo. È stato molto coraggioso a prendere quella decisione". Un azzardo premiato con la conquista del titolo mondiale 2025, forse il più bello della sua vita.
La quarta operazione
Al Mugello nel 2022, il pluricampione di Cervera ha deciso di sottoporsi alla quarta operazione chirurgica. Una necessità per recuperare forza e mobilità al braccio, prima che fosse troppo tardi. "Nel momento in cui ha deciso 'Devo fermarmi per recuperare davvero', ha capito di non poter continuare al livello che desiderava. Il suo braccio... per dirla in parole povere, non era allineato", ha raccontato il team manager della Honda. "Creava tensione al suo interno, perdita di forza, una posizione di guida scorretta, affaticamento e dolore. Un giro, due giri, stabilire un tempo veloce, si può fare, ma una gara di 45 minuti, con i piloti lì, tutti che vanno forte... era molto complicato".
Honda-Marquez divorzio consensuale
Marc Marquez e Honda hanno chiuso i rapporti al termine della stagione MotoGP 2023. Un anno di transizione in Gresini Racing e poi il salto in Ducati factory. La RC213V aveva perso il suo vecchio splendore, la concorrenza europea fatto passi da gigante. "
La nostra moto non si stava evolvendo molto in quel momento", ha ammesso Alberto Puig. "
Se non sei fisicamente in forma e non hai un supporto tecnico significativo, puoi essere chiunque tu sia, ma domenica non sarai lì davanti".
Il documentario evidenzia anche il modo in cui Honda ha supportato il pilota nei momenti più difficili. Appoggiandolo persino nella scelta di cambiare livrea, senza ostruzioni, nonostante un contratto non ancora scaduto. "Ha preso quella decisione perché aveva bisogno di capire se fosse ancora competitivo. Honda è stata incredibilmente solidale in quel momento. Hanno capito la situazione appieno, senza obiezioni, riserve o resistenze. Honda era lì per lui".
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