Il titolo del venerdì di prove della MotoGP a Brno non può che esser "
FridAI Ogura". Con una sequenza di tornate veloci, suggellate dal crono conclusivo (record) di 1'51"735, il giapponese in forze al team Trackhouse si è preso la
prima posizione delle Practice a precedere nell'ordine Marco Bezzecchi, Fabio Di Giannantonio, Pecco Bagnaia, Marc Marquez, Pedro Acosta e via via tutti gli altri. Il Campione del Mondo Moto2 2024 si è mostrato decisamente competitivo sin dall'inaugurale sessione di prove libere, riaffermando come l'ex Masaryk Circuit gli piaccia eccome (uno dei suoi tracciati preferiti, sebbene ci abbia corso poche volte), ma anche di un cambio di approccio indispensabile per puntare in alto.
QUESTIONE DI APPROCCIO
In questo primo scorcio di stagione in sostanzialmente tutti gli eventi del calendario
Ai Ogura è stato uno dei piloti più veloci nelle fasi finali di gara. Spesso il risultato veniva inficiato da qualifiche non propriamente esaltanti e, non tanto da partenze dimenticabili, bensì da un approccio "
soft" nei primi giri. Diesel, se vogliamo. Ci metteva un po' a "
carburare", senza che vi fossero delle ragioni tecniche alla base di tutto ciò.
TUTTO E SUBITO
Chi lo conosce, scherzandoci un po' su, pensava che questo approccio morbido nelle battute iniziali delle gare fosse un discorso di abitudine. Ai Ogura è uno dei piloti (se non il pilota) che si allena di più. Quest'anno è tornato a vivere a tempo pieno in Giappone e spende 4, 5 giorni a settimana in pista. Da Motegi a Okegawa, in kartodromo, dove gli capita insomma. Si presenta in pista con le sue Honda CBR 600RR e CBR 1000RR-R (tuttora le sue moto preferite per allenarsi) e, con un treno di gomme, ci deve fare tutta una giornata. Dato che ha un solo set di gomme a disposizione, deve fare di necessità virtù e, per assurdo, questa abitudine se l'è portata in MotoGP. Ovviamente non è questo il motivo, bensì un discorso inerente un approccio che si porta dietro da sempre. In ogni turno e nei primi giri di gara, Ogura sta "alla finestra". Prima di forzare, di dare il massimo, verifica che tutto sia in ordine. Non è nemmeno un discorso di feeling, ma proprio di approccio.
NON MANGIA LE GOMME
Sul diventare un pilota più "esplosivo", Ai Ogura ed il team Trackhouse in questo biennio ci hanno lavorato eccome. Ultimamente i primi risultati si sono visti, anche perché nella MotoGP contemporanea se ti ritrovi ottavo al termine del primo giro, difficilmente puoi ambire al podio (per non parlare della vittoria) anche se hai il ritmo-gara dalla tua parte. Ed i sorpassi, lo si è visto, gli riescono bene, senza nemmeno mandare in crisi gli pneumatici. Anzi, Ogura proprio le gomme non le consuma: questo suo approccio "soft" lo porta nei primi giri a non "mangiarsi" gli pneumatici, arrivando poi nel finale con gomme ancora nuove. Con la possibilità di fare 5 giri in più... dopo la bandiera a scacchi! In teoria un pregio, in realtà un difetto: significa non saper ottimizzare il pacchetto e le situazioni, perdendo chance importanti.
LA SVOLTA A BRNO?
Progressi significativi in materia si sono visti nelle precedenti gare e, a Brno, potrebbe esserci la svolta definitiva in positivo. Il miglior tempo nelle Practice, riuscendo subito a sfruttare le soft al primo giro lanciato, indicano che una opportuna contromisura sia stata individuata. Ogni gara fa storia a sé, ma smussato questo suo limite, Ogura avrà tutte le credenziali per incidere anche in Sprint e Gran Premio. Sognando la prima vittoria nella classe regina che, al Giappone, manca ormai da 22 anni a questa parte.
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