Michele Pirro: "Valentino e Marquez hanno cose in comune"

MotoGP
giovedì, 06 agosto 2026 alle 9:45
Michele Pirro e Marc Marquez
Michele Pirro svolge un ruolo fondamentale per Ducati, in veste di collaudatore della Desmosedici. Da mesi sta testando la moto che esordirà nella nuova era MotoGP, con motore 850cc, oltre alla GP26 attualmente impegnata nel Mondiale. Un impegno che richiede chilometri in pista e partecipazioni a gare come wild card, con l'obiettivo di portare alla vittoria campioni del calibro di Marc Marquez e Pecco Bagnaia.

Il ruolo del collaudatore

Il pilota pugliese conosce l'ambiente di Borgo Panigale da oltre un decennio, ha visto l'ascesa del marchio fino a diventare quello predominante in MotoGP. Parte del merito è anche suo, con la capacità di scremare il lavoro degli ingegneri prima che arrivi nelle mani dei piloti ufficiali. Ma Pirro indica il principale fautore di questo successo: "Le idee folli di Dall'Igna sono state numerose. Abbiamo provato cose davvero strane, bizzarre. Tuttavia, posso assicurarvi che tutto ciò che funzionava, tutto ciò che garantiva prestazioni, lo abbiamo incorporato". La moto migliore che abbia mai guidato? "L’ultima. Ma quella che sta per uscire deve essere ancora migliore".

Pirro e la vicenda Bagnaia

Nel podcast 'Mid Babol', Michele Pirro non resta in silenzio sulla vicenda Bagnaia. Dopo quattro anni formidabili con Ducati, in cui ha centrato due titoli MotoGP, l'allievo di Valentino Rossi cambierà livrea dal 2027. "Mi dispiace che ci siano stati dei problemi in certe occasioni, e soprattutto mi dispiace anche per le critiche. Dato che sono italiano, tengo molto a Bagnaia, visto che è il pilota che mi ha aiutato a vincere il mio primo campionato del mondo da collaudatore. Ma mi rattrista quando la gente critica il fatto che non abbiamo fatto… Comunque, la moto ha fatto un passo indietro rispetto agli anni precedenti".
Michele Pirro

Lavorare per Marc Marquez

Borgo Panigale ha però il suo asso nella manica: Marc Marquez. Lavorare come collaudatore per il pluricampione spagnolo non può che essere un privilegio. "E' molto autocritico, analitico e ha sempre la situazione sotto controllo, a prescindere da tutto. Ecco perché è facile. Voglio dire, nel senso che non ti lascia mai con dubbi o aspetti poco chiari. È molto lucido. E ti fa sentire a tuo agio, anche in situazioni difficili". A questo punto scatta un confronto con un'altra leggenda della MotoGP... "Lui e Valentino Rossi hanno delle cose in comune. Perché c'è armonia nel box, riescono a farsi apprezzare dal gruppo, cosa che, in un certo senso, aveva anche Vale... Poi c'è stato quel litigio, ma a livello personale, sono forse le persone con cui è più facile lavorare".
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