Yamaha al lavoro su più fronti, c'è anche la nuovissima sfida
Moto3 a partire dal 2028. Ne parla Paolo Pavesio.
Anche la notizia era nota da tempo, ha chiaramente catturato l'attenzione l'
ufficialità dell'impegno Yamaha per la rivoluzione Moto3 2028. KTM e Honda, che hanno ormai monopolizzato la categoria minore del Motomondiale, saranno costrette a salutare, concentrando quindi il proprio impegno solamente in classe regina. Un monomarca che lascia perplessi tanti appassionati, mentre per altri darà la possibilità ai piloti di mostrarsi a parità di moto.
Favorevoli o contrari, sta di fatto che la nuova categoria sarà presto realtà, con un prototipo che a conti fatti è stato realizzato partendo da zero, con l'obiettivo in particolare di diminuire i costi da tempo schizzati alle stelle in Moto3. La moto sarò realizzata in uno stabilimento a nord di Parigi, mentre per i motori si sta creando una fabbrica in Italia, a Gerno di Lesmo, dove c'è già la sede delle attività MotoGP e SBK. Prima uscita a settembre, quindi tra un paio di mesi, e possiamo scommettere che ci sarà grandissima curiosità.
Yamaha Moto3, un prototipo progettato da zero
"Dimenticatevi della R7". Paolo Pavesio, AD Yamaha Motor Racing, in un'intervista a
Motosan non usa mezzi termini per definire la novità. Anzi rimarca che
"La nuova moto è al 100% un prototipo che ha solo il motore derivato da quello che usiamo sulla R7, sulla MT-03 e sulla Ténéré". Le somiglianze quindi finiscono qui, il nuovo e innovativo modello sarà la risposta alla richiesta dell'allora Dorna Sports (un anno e mezzo fa) per realizzare una nuova Moto3 economica, costruita attorno ad un motore bicilindrico di serie tra i 5 e i 700cc, con tot peso e tot potenza.
"Ci siamo seduti, abbiamo analizzato la situazione" ha continuato Pavesio.
"Avevamo già il motore e, grazie alla nostra esperienza nella realizzazione di moto sportive, avevamo già un buon livello di messa a punto. Prima di decidere come rispondere, abbiamo cercato di capire se fossimo effettivamente in grado di costruirla esattamente come richiesto." La risposta ora la sappiamo, visto che è stato ufficializzato il tutto in occasione dello scorso GP ad Assen.
Come si sono mossi? "Abbiamo preso il motore CP2, ne abbiamo ridotto considerevolmente il peso, gli abbiamo dato un po' più di potenza e lo abbiamo dotato di un cambio da competizione e di una frizione a secco. È stato pesantemente modificato" ha raccontato Pavesio. "Per il resto, la moto è un prototipo progettato da zero, ovvero interamente in Yamaha. Tutto: il telaio, il forcellone, l'aerodinamica... l'intera moto". L'immagine in copertina, ripresa dal video di presentazione, è l'esatta silhouette della nuova Yamaha Moto3. "Sulla carta, visto che scenderemo in pista per la prima volta a fine settembre, sappiamo già che avremo un prototipo con un motore derivato dalla produzione, che avrà un rapporto peso/potenza migliore rispetto all'attuale Moto3 e costerà circa la metà." E avrà circa 94 cavalli, una sorta di punto di partenza di questa novità.
Moto "ferma" e sguardo alle nuove nazioni
"È stata una sfida tutt'altro che banale, un esercizio ingegneristico molto interessante". Così Paolo Pavesio ha definito il lavoro svolto finora da Yamaha dietro le quinte. Spiega poi il discorso motore: "In questo momento stiamo cercando la massima potenza possibile, con una buona affidabilità: non la cerchiamo aumentando i giri ma lavorando su altri aspetti. Perché uno dei modi per contenere i costi è garantire una buona durata del motore". Riguardo poi il lavoro da fare sulla moto nel corso del tempo, "Spero che non dovremo fare nulla alla moto per tre anni, per garantire la stabilità, e poi faremo un aggiornamento. Nel contratto con MotoGP Group, tra il terzo e il quarto dei sei anni ci sarà un miglioramento alla moto".
L'attenzione è chiaramente per le nuove leve, quelle da formare per poi portare nel Motomondiale: l'impegno Yamaha infatti si estenderà anche al MotoJunior. Non manca un appunto sul discorso delle nazionalità. "Oggigiorno si parla molto del problema dei piloti italiani e spagnoli, ma non è colpa dei piloti" ha sottolineato Pavesio. "A mio parere, dobbiamo stare molto attenti. I piloti che arrivano in MotoGP devono essere veloci. Per avere piloti di diverse nazionalità, dobbiamo partire dai paesi in cui i bambini sognano di andare in moto". Dove quindi? "Mi piacerebbe, e Yamaha cercherà di dare il suo contributo, organizzare campionati in Nord America, Sud America e Asia-Pacifico basati sul concetto della categoria Junior".