Paolo Simoncelli forte e chiaro: il commento sul GP Jerez è l'occasione per ricordare l'importanza anche di
Moto3 e Moto2, non solo MotoGP.
Liberty Media è entrata solo l'anno scorso nel Motomondiale, eppure il campionato sta già subendo molti cambiamenti e non sono mancate polemiche, perplessità, ma anche spunti di riflessione riguardo la sua storia e ciò che questi cambiamenti stanno portando. Paolo Simoncelli ne ha approfittato con il suo consueto commento post Gran Premio per riportare l'attenzione sulla situazione di Moto3 e Moto2, sempre meno considerate rispetto alla MotoGP con anche gesti eclatanti, come abbiamo già visto. Ad esempio, le due classi quasi nascoste nel GP di San Marino, o i titoli di queste categorie 'dimenticati' per esaltare solo la classe regina, prima della correzione seguita alle proteste anche degli stessi piloti. Ma c'è spazio anche per altro, come i ricordi di Jerez, i progressi dei suoi piloti, oppure l'inossidabile Marco Grana che presto vivrà la gioia di diventare papà di un maschietto. "Lo stiamo già aspettando" è il commento di Simoncelli, assieme ai complimenti al suo capotecnico ed alla fidanzata Vanessa.
"I neofiti hanno tutti lo stesso problema"
"Fin da quando il Sic ci faceva sognare e successe per ben due volte su questo circuito, Jerez non è mai stato un appuntamento qualunque. Per noi è la tappa del cuore". Simoncelli inizia così il suo comunicato, ricordando i bei risultati del passato arrivati con Arbolino, Antonelli e Suzuki, per poi passare ai suoi ragazzi attuali. "Casey dopo tanti anni che correva qui è riuscito finalmente a divertirsi. Ha dimostrato di dover migliorare sì, ma di avere le carte in regola per farlo" ha sottolineato riguardo O'Gorman, pur con qualche appunto per la gara. "Deve imparare ad essere più duro. I neofiti hanno tutti lo stesso problema, non capiscono che la gara è lunga ed è inutile continuare a sorpassarsi soprattutto all‘inizio". Bacchetta poi Rammerstorfer: "Leo dovrebbe smettere di partire sempre in rincorsa. Le gare non si costruiscono la domenica, ma dal primo turno del venerdì". Anche se purtroppo la gara è finita subito, anzi non è neanche iniziata. "La moto di Leo si è piantata in griglia. Problema tecnico, pezzi già rispediti spediti in Honda e vedremo chi dovrà prendersi la responsabilità".
"Ci siamo anche noi"
L'abbiamo accennato all'inizio, ma lo ricordiamo meglio. Nella storia del Motomondiale (ma anche molto prima della sua nascita, le gare di moto non sono certo nate nel 1949) ci sono sempre state più categorie, con i suoi rispettivi specialisti oppure con chi invece riusciva a destreggiarsi in più classi, anche in uno stesso weekend di gara, visto che allora era consentito. Ben prima della MotoGP esistevano la 50cc, la
"meteora" 80cc, la 125cc, la 250cc, la 350cc, la 500cc, gli esperimenti
Thunderbike Trophy e
Formula 750, i sidecar... Paolo Simoncelli lo ricorda a modo suo.
"Nel paddock per la prima volta tutti i team avevano un box, nessuno era nelle tende. Non so dirvi se per esigenze logistiche loro o meno. Il punto è che in un momento in cui Moto2 e Moto3 danno fastidio e si parla di una nuova era, di un paddock diviso dalla MotoGP, questo weekend è stato bello. Bello perché ha ricordato al mondo che nella storia delle moto ci siamo anche noi". Una lunga e ricca storia, fatta di diversità e di grandi sfide che non può essere mai accantonata per "la modernità", ma che deve camminare di pari passo, ricordando il passato per non snaturare presente e futuro di questo storico campionato.
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