Polemiche e déjà-vu: MotoGP senza accordo e i fantasmi del "Patto di Astensione" del '57

MotoGP
mercoledì, 15 aprile 2026 alle 12:58
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Attualmente Liberty Media e la MotoGP non hanno raggiunto nessun "Patto della Concordia". E la memoria torna alla frattura del 1957...
E se non si arrivasse ad un accordo, potremmo riavere un "Patto di Astensione" come quello del 1957? Un argomento attualissimo per la MotoGP è il denominato "Patto della Concordia", un accordo commerciale simil-F1, che ancora manca però tra le case della classe regina e Liberty Media, bloccando quindi gli annunci di mercato del rivoluzionario 2027 (anche se le voci corrono). Il nuovo proprietario del Motomondiale ha già la sua scia di perplessità e polemiche per le prime scelte dal suo arrivo... Ma soffermiamoci su quanto accennato proprio all'inizio. Quello che inizialmente era il Campionato del Mondo Velocità infatti ha già avuto i suoi disaccordi con gli organizzatori, allora Dorna Sports (ora MotoGP Sports Entertainment Group S.L.). E se si tornasse a qualche addio? Facciamo un po' di accademia e ne approfittiamo per rivedere la storia di questo storico momento che ha visto protagonisti tre marchi italiani, che hanno adottato la linea dura: vista la mancata valorizzazione e la sicurezza non sufficiente, ecco l'addio al Motomondiale per non farvi più ritorno.

Il Patto di Astensione del 1957 

L'attuale Motomondiale era nato solamente nel 1949, quindi da appena otto anni, ma ecco che i dissapori non mancano da parte delle case. Registriamo infatti assenze di massa in alcuni round giudicati non adeguati a livello di sicurezza, non mancano i costi in aumento, poi l'arrivo delle case giapponesi ha provocato un marasma importante per le case europee e italiane in particolare. Certo va tutto contestualizzato nel periodo storico, ma la sensazione di deja-vu non è così strana come si potrebbe pensare... Di seguito il testo integrale.
"Moto Guzzi, Moto Gilera e Mondial, al termine di un'annata sportiva che ha visto riaffermato nel modo più convincente l’alto livello dell’industria motociclistica italiana, che ha conquistato ancora una volta i titoli di Campione del Mondo per le macchine e i piloti di quattro categorie, hanno preso in esame la situazione e le prospettive dell’attività sportiva constatando:
- che le vittorie conquistate, indiscutibilmente probanti per i risultati tecnici conseguiti, non hanno avuto all’estero termini di confronto per l’assenza delle industrie degli altri paesi, mentre in Italia tutte le competizioni si sono svolte in un clima di continue incertezze e difficoltà dovute a particolari orientamenti delle autorità e di talune sfere dell’opinione pubblica;
- che le prestazioni delle moto da corsa hanno raggiunto ormai livelli di rendimento tali da rendere perplessi di fronte al rischio per i corridori ed alea per i risultati che le case si propongono.
Le case suddette pertanto si sono trovate d’accordo nel proposito di astenersi a partire dal 1958 e fino ad eventuale altra decisione dal partecipare sia direttamente sia indirettamente alle corse, riservando il loro migliore interessamento ed appoggio alle manifestazioni che siano indette su formule non basate sulla velocità. Il ritirarsi, dopo tanti anni di appassionato agonismo, che fu prodigo di successi e risonanze per l’industria italiana, se è motivo di vivo rammarico, corrisponde alla ferma volontà di assecondare per l’avvenire una più intensa propaganda per valorizzare i pregi di un impareggiabile mezzo di lavoro e di svago. Tutto questo nel quadro di una circolazione più disciplinata e di fronte alla necessità di adottare orientamenti di produzione che consentano all’industria motociclistica italiana di primeggiare ancora in altre e non meno ardue competizioni: quelle imposte dal Mercato Comune Europeo.
Le case rivolgono un pensiero riconoscente ai Campioni che sono caduti nel nome dello sport motociclistico e a tutti i piloti, i tecnici e le maestranze che hanno contribuito per decenni a dare all’Italia, attraverso una collana di fulgide vittorie sulle piste di tutto il mondo, una indiscussa superiorità tecnica e sportiva".

Passano gli anni, ma... 

L'addio "provvisorio" di questi tre nomi di grido del motociclismo tricolore è, ahimè, diventato definitivo, come tutti sappiamo. Il tempo è passato, il Campionato del Mondo Velocità ha cambiato denominazione col passare degli anni, le varie categorie hanno fatto il suo corso e le case altrettanto, arrivando all'epoca attuale che conosciamo con MotoGP, Moto2 e Moto3. Ma ecco che, in un certo senso, siamo tornati indietro nella storia: attualmente infatti c'è da mesi un braccio di ferro tra il Motomondiale e Liberty Media (fonte Motorsport), non è arrivata alcuna risoluzione e tutti i promessi cambi per la rivoluzione del 2027 non hanno ancora un annuncio ufficiale, anche se i colpi di scena sono ormai noti per le varie voci riportate.
Eppure, come accennato, sembra di rivivere una sorta di tuffo nel passato... La situazione attuale non è certo rosea, soprattutto a causa delle tensioni e guerre a livello internazionale che costringono ogni casa a rivedere la propria situazione, gli investimenti, tutto insomma. Senza dimenticare che per alcuni ancora non è stata assorbita l'emergenza Covid, una vera mazzata per tutti... Arriverà presto qualche svolta? Ogni momento è prezioso, si attendono aggiornamenti che, senza esagerare, possono quindi determinare il futuro del Motomondiale.
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