Il nuovo Mondiale Sportbike a prima vista appare divertente ma talmente variegato da sfiorare l'assurdo. Ci saranno sei costruttori con moto totalmente diverse tra loro. Si sfideranno insieme piloti in sella a mezzo con motore a quattro cilindri da 443 cc che eroga circa 70 cavalli (Kove) ed altri su moto con propulsore da 636 cc, sempre a quattro cilindri, ma con una potenza massima di 124 cavalli (Kawasaki).
"Melius abundare quam deficere" ed ecco che ha ottenuto l'omologazione anche un settimo costruttore: Honda. La CBR600RR non compare nell'elenco provvisorio permanente ma può comunque partecipare e chissà che il team
Extreme, già iscritto al CIV, decida di fare delle wild-card.
Considerata l’ampia varietà di moto, caratterizzate da differenti configurazioni del motore e livelli di potenza, verrà potenziato il sistema di bilanciamento volto a uniformarne le prestazioni. Questo potrà prevedere, ad esempio, modifiche ai componenti del motore, interventi sulla mappatura con limitazioni di coppia e regime di rotazione, oltre all’introduzione di un peso minimo. Il bilanciamento sarà determinato attraverso un calcolo che tiene conto di diverse aree prestazionali.
Certe moto subiranno dunque notevoli limitazioni e non serve la sfera di cristallo per immaginare che non mancheranno lamentele e polemiche varie.
Al momento sono sei dunque i costruttori iscritti. Kove arriva forte del titolo WorldSSP300 conquistato nel 2025 con Beñat Fernández. Il pilota spagnolo utilizzerà la Kove 450RR. Al suo fianco Casey O’Gorman proveniente da BSB:
Aprilia torna nel paddock mondiale dopo alcuni anni di assenza e lo fa con un top-rider delle entry lever SBK quale Matteo Vannucci. La moto è dotata di un bicilindrico da 659 cc da circa 105 CV, con soluzioni aerodinamiche derivate dalla MotoGP. Anche Suzuki segna il proprio ritorno con la GSX-8R, affidata a tre piloti tra cui il due volte campione WorldSSP300 Jeffrey Buis. Il modello, con motore bicilindrico da 776 cc, ha già dimostrato il proprio valore vincendo nel British Sportbike 2025.
Triumph amplia il proprio impegno: dopo i risultati nel WorldSSP, debutta nel World Sportbike con la Daytona 660, guidata da Harrison Dessoy e Fenton Seabright. La moto monta un tre cilindri da circa 95 CV ed è reduce dal dominio nel campionato IDM Sportbike.
Yamaha sarà tra le protagoniste con la R7, una delle moto più diffuse in griglia con 12 piloti. Tra questi spiccano Marco Gaggi e Carter Thompson. Il modello è equipaggiato con un bicilindrico da 689 cc da circa 73 CV. Kawasaki punta invece a replicare i successi ottenuti nel WorldSSP300 con le ZX-6R 636 e con ben otto piloti.
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