FisioRacing, il pit stop del benessere: gli specialisti della fisioterapia del CIV

Storie di Moto
lunedì, 04 maggio 2026 alle 20:41
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L'importanza della fisioterapia applicata al Motorsport: il progetto FisioRacing cresce nel paddock del CIV.
Un gruppo collaudato di fisioterapisti che, lontano dalle luci dei riflettori, si prende cura dei piloti e del loro benessere. Dal 2016 a questa parte, FisioRacing è parte integrante del circus del CIV. Espressamente rivolto al Motorsport, nell'ultimo decennio è cresciuto esponenzialmente. FisioRacing è diventato una piacevole abitudine per i protagonisti della serie tricolore, i quali possono contare sul supporto di uno staff di specialisti per ottimizzare le proprie performance e, se necessario, ricaricare le batterie nella frenesia di un weekend di gara. Ne abbiamo parlato con Giacomo Berardi, promotore del progetto.

Giacomo Berardi, come nasce FisioRacing?

"Anche se nella vita faccio l'ingegnere, sono sempre stato un patito di moto. Di fatto, sono cresciuto dentro l'autodromo di Misano. Tramite una serie di amicizie ho deciso di lanciarmi in questa avventura. Insieme al medical director del Misano World Circuit (il dr. Eraldo Berardi, ndr) e alla dott.ssa Lorena Sangiorgi volevamo implementare nel CIV un servizio ispirato alla Clinica Mobile. Io mi occupo della gestione amministrativa di FisioRacing. In origine ci appoggiavamo ai centri medici degli autodromi, ma ben presto ci siamo resi conto che non funzionava: i piloti, tranne se obbligati, non adorano entrare in certi luoghi. Su gentile concessione della Federazione Motociclistica Italiana, abbiamo optato per traslocare in sale più accoglienti all'interno delle pit building, dove tuttora lavoriamo".

FisioRacing si è affermata come una bella realtà del CIV. Quanto è stato difficile emergere?

"Le novità, si sa, vengono sempre accolte con scetticismo. Inoltre, i piloti non gradiscono essere maneggiati da estranei. Abbiamo dovuto sgomitare, ma con il passare degli anni siamo cresciuti sempre di più".

Quando è arrivato il salto di qualità?

"Dopo la pandemia. Abbiamo stretto un accordo con l'Università di Siena, dando vita ad un'attività di scouting volta alla ricerca di nuove leve. Se nei primi anni la nostra equipe era composta al massimo da un paio di fisioterapisti, oggi ne abbiamo tre fissi per ogni weekend di gara. Qualcuno di loro porta con sé una storia curiosa...".

Spiegaci meglio.

"Sto parlando di Elena, scovata proprio grazie alla partnership con l'UniSi. Un giorno ho ricevuto la chiamata del presidente del corso di laurea. Una ragazza, appassionata di moto, aveva appena conseguito il master in fisioterapia. Dopo un breve periodo di apprendistato, ha iniziato a lavorare a tempo pieno con noi. In un secondo momento ho scoperto essere la figlia del proprietario del Team Trasimeno! Oltre a lei ci sono tanti altri ragazzi, propositivi e con tanta voglia di imparare. Desidero menzionare anche Sara, la nostra responsabile marketing e comunicazione. La sua narrazione del "dietro le quinte" valorizza l'immagine di FisioRacing. I contenuti social che realizza attirano l'attenzione di nuovi piloti. Rappresentiamo ormai un punto di riferimento per gli amanti del Motorsport, un unicum a livello nazionale. Ci apprezzano non solo i piloti, ma anche gli addetti ai lavori. Lo dimostra l'adesione di circa 200 persone tra studenti, accompagnatori, relatori e medici da ogni parte d'Italia al convegno da noi organizzato lo scorso anno a Misano".

Come interagite nella routine di un weekend?

"Negli ultimi anni abbiamo digitalizzato le varie procedure, rispondendo alle esigenze della Federmoto Italiana. In sostanza, mettiamo a disposizione un portale dove i piloti possono prenotare le sedute in base ai loro impegni. Questo ci permette di lavorare con maggiore serenità, scongiurando il disordine dei primi tempi. C'era chi si presentava per il trattamento, altri ancora per la prenotazione: il caos regnava sovrano. L'assetto organizzativo è diventato fondamentale. I piloti da noi si devono concedere un attimo di relax".
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Alessandro Delbianco trattato dai fisioterapisti di FisioRacing

Passiamo al rapporto con i piloti.

"Ogni pilota tende un po' ad affezionarsi ad un fisioterapista in particolare. Vuoi per la bontà del lavoro, vuoi per il modo di interagire. Si instaurano legami che oltrepassano la sfera professionale. La nostra squadra annovera una decina di fisioterapisti che si alternano nel corso della stagione. Provenendo tutti o quasi dalle stesse zone dei piloti, capita di ritrovarsi fuori dal contesto di gara. Un aneddoto da ricordare? Ce ne sono tanti. Noto che i top rider della stessa categoria, ove possibile, evitano di sovrapporsi con le sedute. Le schermaglie non avvengono solo in pista... non faccio nomi nel rispetto della privacy dei nostri clienti (ride, ndr)".

Entriamo nello specifico. Ci sono dei trattamenti standard, di valutazione e preventivi a cui è bene sottoporre i piloti?

"Variano a seconda delle esigenze del pilota. Quando si rivolgono a noi per la prima volta, il fisioterapista procede con una valutazione posturale per poi compilare una scheda anamnestica riportando le condizioni fisico-cliniche del "paziente". Da quel momento si va a stilare un percorso da portare avanti nel weekend compatibilmente con i turni in pista. L'abilità di un nostro fisioterapista sta nel massimizzare il poco tempo a disposizione per aiutare, tra una pausa e l'altra, il pilota. Il trattamento cerca, in modo mirato, di rimuovere gli ostacoli che possono compromettere una buona comunicazione all'interno del corpo".

Quanto è cambiata la forma mentis del fisioterapista?

"Parliamo di una professione in continua evoluzione. Rispetto al passato, l'iter formativo offre agli aspiranti fisioterapisti la possibilità di apprendere la materia in modo completo mediante seminari e workshop a cui partecipano medici, ortopedici e traumatologi provenenti da tutto il mondo. Sono momenti importanti di condivisione. Vengono esposte conoscenze e nuove tecniche di lavoro. Molti dei nostri ragazzi sono attivi in diverse discipline sportive. Il motivo è semplice: c'è una condivisione maggiore. Non esistono più i cosiddetti operatori di settore".

Quale futuro per FisioRacing?

"Dallo scorso anno siamo operativi anche nella Coppa Italia Velocità. Allargare i nostri orizzonti? Non nego che mi piacerebbe sbarcare in altri campionati motoristici, come ad esempio il Motocross, ma alle giuste condizioni. Il palcoscenico internazionale richiede uno sforzo notevole, mentre la stagione della Velocità tricolore è meno gravosa. Vada come vada, abbiamo fatto molta strada. Sono orgoglioso di dove siamo arrivati finora. Tornando indietro, non mi sarei mai immaginato di riscuotere così tanto successo".
Photo Courtesy: FisioRacing
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