La top class del CIV prepara la rivoluzione (parziale) per l'anno nuovo: le Superbike lasceranno spazio alle Production Bike, ecco le prime linee guida.
L'alba di una nuova era. Così si può definire il futuro ormai prossimo della top class del Campionato Italiano Velocità, realtà in cerca di un rilancio finora parzialmente avvenuto. Dopo l'esperimento (interessante) portato avanti nel corso dell'ultima stagione, a partire dal CIV 2026 la Production Bike ingloberà di fatto la Superbike, dando vita ad una nuova categoria unica. Obiettivamente, nulla di eclatante o di non già rumoreggiato nei mesi scorsi. Aspettando l'uscita del regolamento definitivo, prevista per fine gennaio, in questa nostra anticipazione sveliamo i punti essenziali inerenti la top class tricolore che verrà.
VIA LIBERA ALLE PRODUCTION BIKE
La preannunciata
"fusione" tra Production Bike e Superbike sarà gioco-forza la principale tematica d'interesse del CIV nell'anno venturo. La Federazione Motociclistica Italiana ha preso una decisione ponderata, giudicando la Production Bike la panacea per sovvertire con costi contingentati il decremento degli iscritti registratosi nell'epoca moderna del
CIV Superbike. Nel corso del 2025 una ventina di piloti si sono schierati al via di ogni singolo round del calendario con moto preparate in configurazione Production Bike. Con le premesse per una riconferma anche in ottica 2026 quando questa formula prenderà il sopravvento.
COMPROMESSO NEL CIV
Nell'analizzare i punti focali del regolamento 2026, ci si è spinti verso spontanee valutazioni. Rivoluzione? Sì e no. Il concetto di Production Bike, caposaldo della nuova top class tricolore (a proposito: si chiamerà Superbike lo stesso?), resta tale. Tuttavia, alcuni compromessi non possono che rappresentare, quantomeno sulla carta, un passaggio migliorativo. Secondo quanto trapelato, il promoter ha posto dei paletti su alcune aree quest'anno oggetto di dibattito, studiando una serie di accorgimenti volti ad equiparare le performance delle varie tipologie di moto attese al via. Su tutte, l'elettronica.
GESTIONE DELL'ELETTRONICA
Dal 2026, ciascun costruttore (o quasi) adotterà una centralina
"racing".
"Price cup" permettendo: sommata al prezzo di listino del modello di serie, oltre ai costi di gestione delle (poche) mappe autorizzate, non dovrà superare i 30.000 euro. Dal kit APX2 per Aprilia a quello alpha Racing per BMW, passando per i pacchetti HRC e GYTR nei casi di Honda e Yamaha, mentre sono tuttora da definire Kawasaki e Suzuki (che potrà schierare la GSX-R 1000 R di nuova generazione). E Ducati? Alla Panigale V4 1100 sarà destinata la ECU
"standard", per quanto dotata di un firmware dedicato alla categoria. Vien da sé che la centralina unica MoTec, prerogativa tecnica dell'ultimo lustro del
CIV Superbike, non esisterà più.
FRENI, DISCHI E CERCHI
Le cosiddette Production Bike dovrebbero altresì giovare di qualche concessione. Una manovra preventiva, basata sui riferimenti acquisiti nella passata stagione, contro le sollecitazioni inerziali (parliamo pur sempre di moto strettamente di serie). Per certi versi, ispirandosi al vecchio regolamento a stampo Superbike. Se ne saprà di più il prossimo mese di gennaio. Quel che è certo, la FMI sta intervenendo tempestivamente per cercare di risolvere altre criticità emerse nella première del 2025. Per quanto concerne l'impianto frenante (rigorosamente originale) si potrà intervenire su dischi e pompa del freno anteriore (a patto di rientrare in un "price cup" in fase di definizione) oltre che sulla pompa del freno posteriore. Passando ai cerchi, verrà liberalizzato l'uso di componentistiche aftermarket sempre soggette a "price cup".
BALANCE OF PERFORMANCE
Tutti i dettagli saranno svelati in seguito, con ulteriori novità in vista. La FMI è infatti al lavoro per sviluppare un
"BoP" (Balance of Performance) basato sul nuovo ordinamento tecnico. Ogni due round saranno presi in esame risultati e prestazioni espresse da ogni costruttore in gara. Nel caso si ritrovi in difficoltà e, viceversa, dominasse il campionato potrebbe subire limitazione o, in alternativa, qualche
"aiutino". Nello specifico, interventi al peso minimo, giri motore oppure, come nel Mondiale Superbike, al flusso carburante mediante l'installazione obbligatoria del logger RPM Supervisor di 2D. Una revisione che verrà effettuata al termine del secondo e quarto evento del calendario, scongiurando ove possibile il ripetersi degli episodi di quest'anno.
Vedi la ben nota vicenda BMW...
Photo credit: Salvatore Annarumma
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