Dalla pista alle chiacchiere il passo è breve. Archiviata la Racing (poco...) Night di Misano, mentre piloti e squadre osservano la seconda delle 6 settimane di sosta che porteranno dritti al penultimo round stagionale di scena sui saliscendi di Imola, nel paddock del CIV si accende la polemica. Pistard Racing Team, formazione di riferimento BMW Motorrad Italia nella nuova classe Production Bike, accusa la Federazione Motociclistica Italiana per il trattamento ricevuto e una gestione imprudente del regolamento tecnico.
BMW CASTRATA NEL CIV PRODUCTION BIKE
Andiamo con ordine. Alle luce delle 4 vittorie nelle prime 6 gare messe a segno da Riccardo Russo nel CIV Production Bike, chi di dovere è intervenuto, senza alcun algoritmo o sistema di equiparazione previsto dal regolamento, su alcuni parametri della BMW. Dopo una prima riduzione di 500 giri/motore registrata a fine giugno in occasione del round di Vallelunga, non sortendo tuttavia alcun effetto (seconda doppietta consecutiva di Russo), alla vigilia della recente tappa di Misano il team Pistard (unica squadra BMW al via) si è ritrovato con entrambe le proprie S 1000 RR "castrate" di ulteriori 500 giri/motore. Per un totale di 1.000 giri (!) sottratti rispetto ai 15.000 originariamente fissati...
RUSSO SPROFONDA A MISANO
Una mazzata a cui Pistard Racing Team non ha saputo far fronte. Se Gianluca Sconza in fondo alla classifica era e laggiù è rimasto, Riccardo Russo ha vissuto il suo peggior weekend della stagione sul tracciato intitolato al compianto Marco Simoncelli. Scivolato pronti-via nel corso delle FP1 e ben 7 decimi più lento in qualifica del personale best lap siglato lo scorso mese di aprile a Misano-1, il vice-Campione Europeo Superstock 600 2012 non è mai stato nelle condizioni di puntare al podio. Oltre al danno la beffa di aver ceduto la leadership di campionato al rivale Davide Stirpe (Garage 51 Racing Team by DTO Ducati), con due secondi posti volato a +10. "Sembrava di guidare una 600cc", il commento polemico di RR84, quinto e quarto di classe nelle due gare domenicali.
COMUNICAZIONI NEL MISTERO
La posta in gioco è alta con un titolo da assegnare nelle conclusive 5 gare. Anche le tempistiche pertanto hanno fatto discutere: il secondo
"taglio" sarebbe stato notificato nella giornata di lunedì 21 luglio, a ridosso del weekend della (mancata) Racing Night anticipato giovedì 24 luglio dalle prove pre-evento. Secondo la compagine BMW, la FMI avrebbe potuto/dovuto muoversi meglio e con anticipo considerando il mese trascorso tra i round di Vallelunga e Misano-2. Mentre a lasciare a desiderare appassionati e addetti ai lavori sono (tanto per cambiare) i metodi di comunicazione. Fino alla
“soffiata” della squadra il caso è passato sotto traccia, se non previo aggiornamento in data 25 luglio
della documentazione tecnica collocata tra le mille pieghe del sito del CIV. Il solito alone di mistero che ruota attorno ai provvedimenti tecnico-regolamentari, senza giovare al campionato.
STORIE TESE
Tre volte vincitore del National Trophy con Roberto Tamburini (2021) e Gabriele Giannini (2022, 2023), Pistard Racing Team invoca un passo indietro da parte del promoter in vista della tappa di Imola in programma il weekend del 5-7 settembre prossimi, minacciando velatamente lo stop. "Se nessuno interviene non ci presenteremo a Imola", ci ha confidato il team manager Gianluca Galesi a Misano. Stando ai rumours trapelati, la FMI prenderà di nuovo in esame i valori del CIV Production Bike. Anche per scongiurare figuracce...
PRODUCTION BIKE
La domanda sorge spontanea: come si è arrivati a questo braccio di ferro? Doveroso spiegare nel dettaglio i punti chiari e conosciuti. Per dare nuova linfa al movimento, quest'anno la FMI ha istituito la classe Production Bike all'interno del CIV Superbike. Trattasi di una inedita formula
"low cost" con
i modelli base delle maxi-sportive (1100cc comprese). Di fatto, mutuando (almeno nelle intenzioni iniziali) la filosofia adottata nel Mondiale Endurance FIM EWC con motore, elettronica e telaio originali e regolazioni minime. Spazio a BMW S 1000 RR, Honda CBR 1000RR-R ST, Kawasaki Ninja ZX-10R, Suzuki GSX-R 1000, Yamaha YZF-R1, Aprilia RSV4 1100 RR e Ducati Panigale V4 (1103cc).
MOTO ORIGINALI SI, FORSE...
A motori spenti una gran bella iniziativa, sincerata da un corposo numero di adesioni, ma non è tutto oro quello che luccica. Decisioni attinenti il regolamento tecnico hanno lasciato molteplici interrogativi e una coda di polemiche. Nel tentativo verosimilmente di compensare la differenza di cilindrata con Aprilia e Ducati, la FMI ha dato il via libera a Honda e Yamaha all'uso dei kit di cablaggio HRC e GYTR. Ancor più "rumorose" le deroghe in favore di BMW: cerchi forgiati e, soprattutto, la (temutissima) centralina Alpha Racing. Conseguenza, si mormora, di una serie di criticità riscontrate sulla ECU di serie della S 1000 RR nel corso dei test pre-campionato. Sarà, sta di fatto che, in men che non si dica, il CIV Production Bike si è trasformato in una polveriera.
TUTTI CONTRO TUTTI... E DUCATI...
C'è chi ha puntato il dito contro BMW, stimata in posizione di vantaggio in virtù di una centralina di tipo
"racing" che, per quanto limitata (mappa unica e bloccata con la sola possibilità di regolare il traction-control), consentirebbe di stressare di meno gli pneumatici Dunlop. Altri fanno il possibile con quel che si ritrovano a disposizione, non disdegnando qualche
"aiutino" (Aprilia gradirebbe e non poco l'elettronica APX). Altri ancora si sono soffermati sullo (spaventoso) potenziale velocistico della Ducati V4, la moto più
"corsaiola" in una categoria di fatto... inibita alla Ducati V4! Esatto, proprio così. Nella Production Bike dell'Endurance vige un
"price cap" di 25.000 euro che tiene conto del prezzo di listino dei modelli di serie disponibili in concessionaria. Come anticipato su queste pagine
lo scorso 18 febbraio, stando alle direttive FIM, il 1103cc bolognese di nuova generazione (prezzo di listino 27.790 euro) non potrebbe correre, ma tant'è.
CHIAMATELA SPERIMENTAL BIKE
Pur partendo dalle linee guida della Federmoto internazionale, gli accorgimenti presi in corso d'opera dalla FMI hanno un po’ snaturato il concetto stesso di Production Bike, partorendo una categoria sui generis. Una via di mezzo tra moto "strettamente di serie" con elettronica originale rimappata (vedi Aprilia e Ducati) e Production "evolute" (BMW in primis), chi più chi meno. A cui si aggiunge un regolamento tecnico a tratti poco chiaro e, per certi versi, interpretabile (sia chiaro: era fisiologico un periodo di assestamento trattandosi di una categoria nuova per tutti, FMI compresa). Lo dimostra il fatto che fonti autorevoli abbiano ravvisato qualcosa di “rivedibile” a Misano. Facendo notare che, team Ducati di vertice, hanno girato con cerchi forgiati beneficiando di una "zona grigia" del regolamento...
FUTURA TOP CLASS DEL CIV?
Una grossa matassa da sbrogliare per la FMI, chiamata ad una duplice sfida da qui a fine stagione. Da una parte placare gli animi. Dall'altra trovare il corretto bilanciamento prestazionale della categoria cercando contestualmente di preservarne l’essenza. In fondo, l'inserimento della Production Bike non è affatto casuale nel circus del CIV, destinata a diventare la futura top class in luogo della Superbike (già nel 2026?).
Photo credit: Dani Guazzetti