Michael Dunlop firma la 36° vittoria al
Tourist Trophy e un solo pomeriggio fa ruggire due volte l'industria italiana. Dopo l'hurrà nella Supersport 2 con la
Ducati Panigale V2, il fuoriclasse delle road races ha sbancato anche la SportBike 1 con la Paton, un altro dei nostri marchi leggendari. Ora per MD le vittorie sono 36, e questa edizione non è ancora finita.
Non succede mai niente di normale quando un pilota di questo genere si lancia giù per la discesa di Bray Hill. Con la Paton S1-R schierata ufficialmente da SC (da anni proprietario del marchio milanese) Michael Dunlop ha fatto il fenomeno, stracciando gli avversari e i record. Nei due passaggi previsti ha sbriciolato il primato sul giro, 18'10"725 il nuovo riferimento. Inoltre ha stabilito la media record della corsa, 124,30 miglia/ora (199,625 km/). Un passo pazzesco se pensiamo che la Paton è una bicilindrica 650 cc di cilindrata! A proposito: visto che c'era, MD ha stabilito anche il nuovo primato con partenza da fermo, con un primo giro in 18'18"603.
Aprilia sul podio
La SportBike, nuova entry level anche a livello iridato, debuttava quest'anno al TT raccogliendo l'eredità delle Supertwins, che per questa edizione sono state comunque ammesse al via. Lasciando perdere Michael Dunlop, di un altro pianeta, ha fatto scintille la battaglia fra lo scatenato Mike Brownie, anche lui con la Paton, e l'altrettanto spettacolare Paul Jordan, con l'Aprilia. Appena sei decimi il divario fra i due dopo 120 chilometri fra case, muri e ogni genere di ostacoli. Quarto posto per Peter Hickman, che per l'intera durata ha dovuto fare i conti con problematiche varie emerse sulla sua Yamaha R7.
Majola e Bonetti benissimo così
I due road racers italiani se la sono cavata alla grandissima, viaggiando a ridosso della top ten piena di specialisti del TT. Stefano Bonetti, da tantissimi anni baluardo italiano, ha debuttato sull'Aprilia RS600 finendo tredicesimo, proprio davanti ad Andrea Majola, con la Paton S1-R. Il pilota spezzino, trionfatore del Manx TT '24, ha fatto l'intera gara alle spalle di Michael Sweeney, viaggiando fianco a fianco come fosse stata una gara in circuito. E invece questo è il TT, con il suo fascino e i suoi pericoli.
Foto: Fabio Armanino
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