Due giorni di corsi intensi per i ragazzi con disabilità, tra chi è appena tornato in moto e chi si prepara per i campionati 2026. Ecco com'è andata
Il primo passo verso la patente AS, o addirittura un futuro percorso di gare? Tutto è possibile per i 18 piloti con disabilità tornati a muoversi su due ruote al
Tazio Nuvolari di Cervesina, in occasione del primo corso di guida in moto del 2026. Nei giorni 3-4 aprile il circuito pavese ha ospitato due giornate intense e piene di entusiasmo, il primo per i 18 citati ed il secondo per chi invece aveva già partecipato a corsi precedenti. Un evento organizzato da
Di.Di. Diversamente Disabili in collaborazione anche con la
Fondazione Luca Salvadori, che ha ospitato questa iniziativa all'interno di un suo evento, oltre agli sponsor che hanno messo a disposizione le moto, i materiali e affiancato organizzatori e partecipanti. Un totale di circa 70 persone tra staff, corsisti, piloti e volontari che hanno reso il circuito uno spazio di condivisione autentica e inclusione. Presente per i piloti più esperti anche Dario Marchetti, Direttore Tecnico della DRE Academy.
Due giorni per livelli differenti
Come accennato inizialmente, il 3 aprile si è svolto il corso base, durante il quale 18 partecipanti sono tornati in sella alle moto adattate della scuola guida Di.Di.: molto più di una ripartenza, è la dimostrazione che la disabilità non è un limite ma un punto di partenza, e che rimettersi in moto è anche tornare a credere in se stessi. Il 4 aprile è stato invece dedicato al corso avanzato, rivolto a chi aveva già partecipato ai corsi Di.Di. e ai piloti dell’associazione impegnati nel campionato nazionale OCTO Cup e nel campionato internazionale European Handy Bridgestone Cup, con l’obiettivo di affinare le tecniche di guida e migliorare le performance in totale sicurezza.
Le attività in pista, seguite da istruttori e tecnici qualificati, hanno alternato momenti teorici e prove pratiche, permettendo ai partecipanti di acquisire maggiore sicurezza, controllo del mezzo e consapevolezza delle proprie capacità.
Un'iniziativa con BMW Italia che ha messo a disposizione le moto per allievi e istruttori, mentre Bridgestone ha affiancato l’associazione e i partecipanti non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto umano. Senza dimenticare chiaramente il nutrito gruppo di volontari ha accompagnato i ragazzi in ogni momento: dall’aiuto nel vestirsi e salire in moto fino a un sorriso o una parola di incoraggiamento nei momenti più delicati.
Insieme si va più lontano
“Un progetto che unisce sicurezza, formazione e inclusione, contribuendo a rendere la mobilità su due ruote più consapevole e accessibile per tutti” ha dichiarato Claudio Comigni, Responsabile vendite moto di Bridgestone in Italia, spiegando il sostegno all'iniziativa. Non meno entusiasta Maurizio Salvadori, papà di Luca e presidente della Fondazione intitolata al figlio. “Fin da quando sono entrato in contatto con Di.Di., sono rimasto particolarmente colpito dalle loro iniziative e subito ho pensato che aiutare questa Associazione rientrasse a pieno titolo tra le iniziative che possiamo supportare” ha infatti detto Maurizio Salvadori. “Una sensazione totalmente confermata dal primo giorno che abbiamo trascorso assieme in pista durante i test di Trident Motorsport. Sono stati momenti bellissimi ed è stata l’occasione per incontrare persone straordinarie. È stata una prima esperienza che senz’altro vale la pena di ripetere.”
Il prossimo appuntamento sarà al Mugello nei giorni 9 e 10 maggio, stavolta non per i corsi ma per i primi appuntamenti stagionali. Dalla pista toscana infatti scatteranno il Campionato Italiano ed il Campionato Europeo, caccia ai nuovi campioni dopo quanto visto nel 2025:
nel tricolore, i titoli portano la firma di Emiliano Malagoli (1000cc) e Antonio Montoya (600cc),
nell'europeo invece hanno brillato Remo Marinato (600cc) e Thibaut Foray (1000cc).
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