Le sfide più belle sono quelle difficili: Hamilton approdato in Ferrari sulla carta era esaltante, ma per il momento la Formula 1 ha visto solo il lato negativo.
Il 2025 è stato l’anno orribile di Lewis
Hamilton che non ha collezionato nemmeno un podio. Un digiuno incredibile, che
va cancellato appena possibile. Il 2026 deve segnare la riscossa, deve far
capire al Mondo che questo matrimonio ha un senso. Cioè che non sia soltanto marketing,
ma dia alla Formula 1 una storia da ricordare. Speriamo che il quarantesimo compleanno faccia da spartiacque.
Rivogliamo
il nostro Hamilton
La cosa che più ci è mancata
nel 2025 in Formula 1 è stata la voglia di
Lewis Hamilton. Tante cose si possono
dire sul britannico ma non che non abbia mai lottato come un leone. I suoi
occhi sono sempre stati da predatore ma quest’anno ha preso paga senza appello dal compagno Charles Leclerc. Gli occhi si sono spenti nella seconda parte
dell’anno, quasi come se l’euforia iniziale fosse finita. Questo non è il
nostro Lewis, il pilota bambino che nel nel 2007 è approdato nel massimo campionato e per poco
non vinceva il titolo.
Fernando Alonso se lo ricorda bene e forse ancora oggi, dentro
di sé sa di aver perso contro un debuttante nella sfida in famiglia.
Dal 2007 al 2024 abbiamo
visto Hamilton lottare sempre al vertice: sia con i colori della McLaren che con quelli
Mercedes. Lo ha fatto anche quando la vettura non c’era, perché va sempre
ricordato che le vetture di Woking dal 2009 al 2012 non erano le migliori
eppure lui era lì. Lo stesso ha fatto al suo primo anno in Mercedes quando
ancora doveva iniziare l’era dominante della casa di Stoccarda e poi ha scritto pagine da campione. Vincere col mezzo dominante, non lasciare nulla
agli avversari come prima di lui Michael Schumacher e poi dopo di lui Max
Verstappen. Ecco, noi rivogliamo un Hamilton che lotti, ma per iniziare un dominio
ci vuole anche un mezzo. Per quello deve pensarci Maranello.
Riaccendersi
come a Fiorano un anno fa
Il primo incontro con i tifosi aveva
fatto capire a Lewis che aver vinto sette titoli di Formula 1 non era tutto, perché
farlo in rosso avrebbe un significato diverso. Vincere per il team più storico, più
vincente e soprattutto con i tifosi più passionali. Quando si è presentato a
Fiorano i suoi occhi brillavano, era lì a prendersi tutto l’amore e ricambiarlo
come poteva. Una volta in pista però, la magia che aspettavamo non c'è mai stata. Il feeling con il mezzo e con il modo di lavorare in Ferrari non sono decollati. Reset, questo ci vuole: il 2025 va considerato l'apprendimento, questa volta non ci sono altre possibiità: bisogna vincere.
Il pilota d’oltremanica
si aspettaba che la Ferrari lo seguisse nei consigli, perché sennò che senso
avrebbe avuto portarlo a Maranello? L'alzata di scudi contro il presidente Lapo Elkann
quando ha messo in dubbio la sua determinazione e quello del compagno hanno dimostrato
che è ancora caratterialmente un leone. Ora quella rabbia deve trasformarsi, perché non è
ammissibile vederlo lottare per entrare in Q2 e fallire. I titoli vinti in
Formula 1 non si mettono in dubbio, ma forse il suo carisma e la sua forza almeno
mentale è venuta meno. Bisogna ritrovarla, bisogna farlo per sé stesso, per la
Ferrari e per gli appassionati.
Buon
Compleanno Campione
Hamilton oggi spegne 41 candeline, tante
ma non troppe per chi dentro si sente ancora giovane. Il suo rapporto con
Leclerc è buono, quindi si può davvero
costruire qualcosa. Il 2026 è un anno pieno di cambiamenti e chissà che non lo
sia anche per i vertici Ferrari: bisogna dare più credito ai piloti, capire che sono
loro che poi guidano la macchina. La paura è che le strade si possano dividere
e che la sfida venga persa, sia dal pilota che dal Cavallino Rampante. Sarebbe un grande dispiacere per noi appassionati.
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FOTO: Formula 1