Il 1989 in Formula 1 fu l’anno della lotta interna alla McLaren ma a tre gare dalla fine, la Ferrari tornò competitiva. Pareva pronta a mettere un altro sigillo in quella stagione. Il GP del Portogallo, infatti, vide le due rosse mlto veloci e in lotta per contendersi il trionfo di tappa con le due vetture di Woking. Quella gara è ricordata per tanti motivi. Soprattutto per un episodio che capitò tra Ayrton Senna e Nigel Mansell. Ecco cosa accadde il 24 settembre del 1989 nel
massimo campionato.
Ayrton si prese la pole per continuare a sognare
La tappa in Portogallo seguiva Monza. Il pubblico italiano aveva assistto alla vittoria di Alain Prost con la McLaren che aveva allungato a +20 nei confronti di Senna, che aveva sofferto la rottura del motore al 44esimo giro. Ayrton era quindi intenzionato a dare il meglio di sé all’Estoril, anche perché un passo falso gli sarebbe costato caro. Senna conquistò la Pole al sabato infilando ben 5 decimi alla Ferrari di Gerhard Berger. La seconda fila vedeva gli altri due alfieri di Ferrari e McLaren, con Mansell che precedeva il leader del mondiale Prost.
Una sorpresa al quinto posto quelle qualifiche, un certo Pierluigi Martini. Guidava la Minardi e per il team di Faenza fu una vera sorpresa ritrovarsi così in alto. Martini pagò un distacco dal leader di un secondo e mezzo. Questo significava che la Minardi era convinta che con Pierluigi si potesse arrivare a fare una gara importante, raccogliendo punti e magari sperare in un errore di quelli davanti.
La domenica del fattaccio
La gara domenicale partì senza problemi con Berger subito in testa davanti ad Ayrton. La McLaren non sembrava in grado di tenere il passo della Ferrari. Tanto che all’ottavo giro anche Mansell riuscì a superare il talento verdeoro piazzandosi in seconda posizione. Nigel ne aveva di più anche nei confronti del compagno Berger così a suon di giri veloci gli si fece sotto. Nella tornata numero 24, Mansell effettuò il sorpasso nei confronti di Gerhard andando al comando. Grazie alle soste ai box, Martini che stava facendo una grande gara, riescì a portarsi in testa per un giro, mandando letteralmente in visibilio tutta la scuderia Minardi. Questo è uno dei momenti che la squadra di Faenza non potrà mai dimenticare: il giorno in cui una loro monoposto restà per un giro intero in testa ad una gara di Formula 1.
La girandola di soste ai box però in quella gara viene ricordata per un altro motivo. Mansell alla guida della gara rientra ma sbaglia il posizionamento alla sosta e va lungo. Invece di uscire e fare un altro giro, tornò indietro in corsia box commettendo una grave infrazione del regolamento! Nigel dopo questa sosta assai tormentata rientrò in pista in terza posizione, dietro al compagno e a Senna. I commissari esposero subito la bandiera nera a Mansell che doveva uscire tassativamente dalla gara, ma lui tirò dritto andando a riprendere Ayrton. Il patatrac arrivò al quarantottesimo giro, quando il pilota della Ferrari era pronto ad attaccare quello McLaren. Senna vide Mansell negli specchietti e organizzò la difesa della posizione. Non sapeva che il britannico era squalificato: i due si toccarono e fine dei giochi. Entrambi erano fuori dalla gara! Berger volò così spedito verso il successo con la Ferrari e dietro di lui Prost e lo svedese Stefan Johansson con la Onyx-Ford. Martini chiuderà quinto con la Minardi, regalando così una gioia alla scuderia di Gian Carlo.
Quell’incidente fu decisivo per il titolo di Formula 1?
Sono passati esattamente 35 anni da quel fattaccio all’Estoril ed ancora oggi, in molti sono sicuri che quella manovra di Mansell costò il titolo di Formula 1 a Senna. Nigel si difese dichiarando che lui non aveva capito che gli era stata esposta la bandiera nera. Parole che non trovano riscontro, viste le comunicazioni ricevute. I commissari gli esponevano ad ogni passaggio sul rettilineo la bandiera e la Ferrari gli ripetè molte volte via radio che doveva ritirarsi. Il leone d’Inghilterra lo conosciamo, sappiamo com’era, lui non accettava ordini e andava spedito, ma quel giorno sbagliò. Il suo errore mise fuori gara pure Ayrton che uscì da quella tappa in Portogallo distrutto, a -24 da Alain, a tre gare dalla fine della stagione. Voglio chiudere con una domanda, senza quella follia di Mansell non ci sarebbe stata con molta probabilità la controversa partenza e poi squalifica di Suzuka e allora vi chiedo: se il Dio dei motori avesse spinto Nigel a quella pazzia per regalarci un’assegnazione del titolo che rimase per sempre nella storia, innescando una serie di ripicche che si allargò anche alla stagione successiva?
FOTO: social Formula 1