L'ultima sosta prima dell’ultimo trittico di gare della Formula 1 ci porta a riparlare di un tema dibattuto dopo il GP del Brasile: la gestione gara in caso di bagnato pesante. Fa ancora discutere la cancellazione della qualifica del sabato ad Interlagos: quando piove tanto è impossibile guidare con le gomme "full wet" disponibili adesso. L'impressione è che Pirelli, che da anni svolge un lavoro superbo in top class, sia rimasta un pò indietro su questo specifico componente. Tutti i team vanno sulle intermedie, anche quando piove tanto. Evidentemente le full wet non soddisfano. E' un problema che, nel breve termine, andrà risolto. Ma non è facile...
Alonso ed Hamilton hanno parlato chiaramente
Torniamo al sabato brasiliano, esattamente quando il mondo intero aspettava delle qualifiche che poi non sarebbero mai arrivate. La sessione è stata spostata all’alba di domenica, orario di San Paolo, con la gara che è stata anticipata per via del timore dell'arrivo di un forte acquazzone. Ecco, al sabato mentre la Federazione annunciava lo spostamento della qualifica, Lewis Hamilton si è avvicinato al CEO di Liberty Media, Stefano Domenicali. Il sette volte campione del mondo gli ha detto che è ora che ai piloti e ai team gli vengano offerte delle gomme da pioggia degne del prestigio che ha la Formula 1.
In chiave ironica certamente, ma il riferimento di Lewis era alle gomme full wet di Pirelli. Esse non riescono a garantire una visibilità ottimale. Fernando Alonso ai microfoni di DAZN Spagna è stato ancora più duro. Ha specificato che le gomme del brand italiano hanno una durata di utilizzo molto breve, andandosi a sbriciolare in poco tempo e soprattutto riducono la visibilità. Questi pneumatici portano ad alzare tantissima acqua che poi nel ricadere provoca un danno ai piloti che seguono, in quanto gli riduce la visuale.
L’unica gomma che si può utilizzare è quella intermedia
Fernando prosegue nel dire che è evidente come queste full wet Pirelli non funzionino e che tutti siano costretti ad utilizzare le intermedie. Il problema è che le intermedie vengono usate quando la pista è poco bagnata o comunque non è in condizioni critiche. Nel
GP del Brasile abbiamo visto in pista con le full wet solo la Racing Bulls che stava effettivamente recuperando, quando è uscita la bandiera rossa. Ma c'è chi poi ha sostenuto quel vantaggio sarebbe stato breve e che nel giro di poco si sarebbero dovuti rifermare. Potendo contare sempre e solo le intermedie, la conseguenza è che bisogna fermarsi quando piove tanto come in Brasile. Questo comporta problematiche di vario genere alla Formula 1, ai team e agli spettatori.
La bandiera rossa è uscita dopo l’incidente di Franco Colapinto, mentre il GP era in regime di Safety Car. Il solito Fernando Alons, due volte campione del mondo, ha spiegato alla perfezione l’incidente del rookie. La troppa acqua sollevata delle gomme delle vetture di Formula 1 ha portato Franco a non avere una buona visibilità nemmeno dietro la macchina di sicurezza e forse la poca esperienza, lo ha condotto all’errore. Insomma, c’è un problema con gli pneumatici Pirelli quando piove e la casa milanese deve intervenire.
Pirelli lavorerà per aiutare lo spettacolo in Formula 1
La casa italiana sicuramente lavorerà per migliorare questa sua “mancanza” quando le condizioni si fanno più critiche. Non è facile, per varie ragioni. In quest'epoca di Formula 1 i test sono ridotti al lumicino: con 24 GP in programma, il tempo per i test è quasi nullo. Le gomme vengono sviluppate avalendosi di processi di simulazione, ma è un attività complicatissima nel caso delle gomme slick, dove le variabili sono più ridotte. Le gomme da corsa da bagnato, da sempre, danno problemi ai progettisti, perchè la quantità d'acqua che scende, la composizione dell'asfalto più o meno drenante e la temperatura impattato enormemente sul rendimento. Inoltre durante una stagione turni e GP bagnati sono pochissimi, per cui si riduce ulteriormente la possibilità di avere dati da analizzare. Costruire la full wet "totale" è un'alchimia da maghi.
FOTO: Formula 1