La vita per gli uomini è così breve che sono disposti a tutto pur di lasciare il segno. Le grandi opere, i grandi affreschi, nascono dall’esigenza di lasciare alla storia un pezzo di noi. Alla fine dell’Ottocento ma meglio dire all’inizio del Novecento, l’essere umano iniziò a scoprire un nuovo mondo: i veicoli a motore. Ed ecco che in poco tempo la velocità divenne un pallino fondamentale per l’essere umano. Quelli anni videro le creazioni dei primi circuiti ed uno, che fu il terzo della storia, è ancora lì a raccontare al mondo le sue magiche storie. Il 14 agosto del 1909 andava in scena la prima gara ad Indianapolis, non su quattro ruote, ma su due. Nei 115 anni di storia, il catino dell’indiana ha ospitato molte volte la Formula 1.
115 anni passati a raccontare al mondo cos’è la velocità
Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono così simili che alla fine si sono sempre odiate. Amici su tutto, ma non sul confronto tra Stato Presidenziale e Monarchico e né su chi avesse avuto per prima un’idea. Il primo circuito della storia nasce in Inghilterra ed è quello di Brooklands ma il più prestigioso fu il terzo per ordine di costruzione. Gli statunitensi decisero che la velocità doveva far parte della loro cultura e così ad Indianapolis costruirono la pista più veloce sul pianeta Terra. Il catino dell’Indiana lo conosciamo tutti, è formato da due curve e due lunghi rettilinei. Gli albori del circuito ci portano a ricordare che 115 anni fa l’asfalto era una cosa quasi inimmaginabile e la pista era in terra.
I lavori iniziati mesi prima finirono all’incirca all’inizio di agosto. La prima gara su questo tracciato risale al 14 luglio del 1909. La gara fu con le moto, fu una corsa sulla distanza delle 25 miglia, che per noi sarebbero 40 Km. Le moto erano quasi tutte statunitensi come i piloti e la tappa passò quasi inosservata. Quando ancora non esisteva il motomondiale e la 500miglia non era nata. Addirittura, quando la Formula 1 non era nemmeno un progetto in Europa figurarsi oltre oceano.
Il catino simbolo della 500Miglia e della Formula 1
Nel corso di questi 115 anni la storia è cambiata, anche se la MotoGP è tornata a correre per un breve lasso di tempo sulla pista dello Stato dell’Indiana, il mondo conosce il circuito per le sue gare a quattro ruote. La mitica 500miglia nasce nel 1911 e si è interrotta solo per via dei due conflitti mondiali, cioè nel biennio 1917-1918 e nel triennio 1943-1945. La storia della gara madre degli Stati Uniti dal 1950 al 1960 ha visto correrci anche le Formula 1. Il circuito a partire dagli anni ’50 divenne famoso anche nel vecchio continente, visto che ci correva la sua categoria principale.
La gara veniva corsa ancora su terra, rendendo le vetture di Formula 1 quasi inutilizzabili. Quando l’asfalto ricoprì la pista, la nostra amata categoria decise di abbandonare tale pista e di migrare in altri nidi negli USA. Una necessità nata anche dal fatto, che le monoposto di F1 sono sempre state differenti da quelle utilizzate negli Stati Uniti e quindi c’era sempre un grande squilibrio. Indianapolis, tuttavia, per cercare di far tornare la F1 ma anche il motomondiale, creò un circuito all’interno di quello classico ovale. Un circuito vero e proprio che riportò i due massimi campionati a correre nel catino. Una storia che finì malissimo, quanti ricordano il fattaccio del 2005?
La Formula 1 e Indianapolis finirono ai ferri corti
La Formula 1 tornò a correre nel 2000 sul circuito convenzionale di Indianapolis, che però riprendeva una delle due curve dell’ovale. Un fatto che nel 2005 portò al problema delle gomme Michelin, che non riuscivano ad affrontare tale curva senza esplodere, per via della velocità e del carico generato dal "banking", cioè dall'inclinazione della pista. La gara alla fine, vide partire solo i team equipaggi Bridgestone in una delle più grosse brutte figure della storia del massimo campionato. Nel 2007 gli organizzatori del circuito non vollero continuare la loro avventura con il
massimo campionato e così le auto più veloci al mondo non ci hanno più gareggiato. 115 anni di storia nei quali l’Indianapolis Motor Speedway ha scritto tantissime pagine di sport, con imprese di grandi uomini nella sua mitica 500miglia, La gara che viene corsa sempre dopo il GP di Montecarlo valevole per la F1, per quella che vale un terzo per raggiungere l’abita tripla corona dei piloti di auto.
FOTO: social Indianapolis Motor Speedway