Niccolò Canepa

VIDEO Intervista a Niccolò Canepa: “Nell’Endurance vivi gioie e dolori”

In questa video-intervista Niccolò Canepa ci parla della sua carriera di successo nell'Endurance, delle sue aspettative per la stagione 2021 e del suo ruolo da collaudatore e riders coach Yamaha World Superbike.

27 maggio 2021 - 14:16

Il 12-13 giugno prossimi, con la 43esima edizione della 24 ore di Le Mans, Niccolò Canepa inizierà la sua sesta stagione consecutiva nel Mondiale Endurance FIM EWC. Un’esperienza che lo ha portato a scrivere pagine di storia del motociclismo tricolore, con annessi record senza precedenti. Primo ed unico pilota italiano a laurearsi Campione del Mondo Endurance, a vincere il Bol d’Or, a girare in un weekend di gara sotto il 2’07” alla 8 ore di Suzuka, centrando anche il successo alla 24 ore di Le Mans (traguardo condiviso con Piergiorgio Bontempi), con la memorabile ed irripetibile (oggi… da regolamento!) affermazione in solitaria alla 8 ore di Sepang 2019. Tanti traguardi raggiunti dal “capitano” dello squadrone YART, all’assalto in questa stagione 2021 del titolo mondiale, contestualmente consolidando il rapporto con Yamaha da collaudatore e riders coach nel World Superbike. In questa video-intervista, Niccolò Canepa ci ha parlato di tutto questo (e non solo). Di seguito trovate un estratto di alcuni dei passaggi più significativi.

RIPRESA DALL’INFORTUNIO

In questo periodo mi sto riprendendo dall’infortunio alla caviglia sinistra rimediato lo scorso mese di febbraio a Valencia. Sono al 90 % ed ho fatto un bello step negli ultimi due mesi. Con la 24 ore di Le Mans originariamente prevista ad aprile non so se ce l’avrei fatta. Vero, in quei giorni ho girato ad Aragon con la R1 del Mondiale Superbike, ma il dolore era tanto… Purtroppo la frattura si è rivelata più brutta del previsto e non è stato un recupero facile. Prender parte ad una gara sprint non ci sarebbe stato alcun problema, mentre in una gara di 24 ore, dove solitamente arrivi stanco anche quando sei al 100 % della forma, sarebbe stato più difficile. In ogni caso, ci avrei provato sicuramente. I miei compagni di squadra erano già stati pre-allertati che avrebbero dovuto fare qualche stint di gara in più del previsto.

TEST PRE-LEMANS E NOVITÀ R1 2021

Abbiamo girato tanto nel corso dell’inverno, in quanto avevamo bisogno di pianificare diverse giornate di test per provare diverse novità. Di fatto in questi anni eravamo l’unico team ufficiale dell’EWC a correre con elettronica kit. Fortunatamente siamo riusciti ad avere l’OK dal Giappone per poter disporre quest’anno della centralina Marelli, utilizzata abitualmente nel Mondiale Superbike. Questo ci ha permesso di colmare il gap sui consumi e di correre alla pari con gli altri top team. Nelle passate stagioni dovevamo fare più soste ai box, adesso sicuramente riusciremo a fare più giri in ogni stint di gara. Nei test ci siamo concentrati sul settare la centralina e trovare il giusto bilanciamento tra performance e gestione dei consumi, aspetto fondamentale nell’Endurance. Ad esempio, in una 24 ore, se riesci a fare 2-3 giri in più ad ogni turno di guida, risparmi complessivamente 2 o 3 soste, pari a 2 minuti, sostanzialmente 1 giro e mezzo… Gli anni scorsi, partivamo con questo gap da dover recuperare su tutti gli altri. I risultati dei Test sono stati davvero ottimi e siamo molto fiduciosi in vista di Le Mans.

ASPETTATIVE PER IL FIM EWC 2021

La stagione 2019/2020 per noi è stata un po’ sfortunata. Purtroppo l’Endurance è così: gioie e dolori! In ogni caso abbiamo concluso al secondo posto nel Mondiale che rappresenta un bel risultato. Chiaramente quando sei così veloce, ti senti in forma, vedi che tutto funziona a dovere, punti a vincere… Ci riproveremo senza dubbio quest’anno. Il livello della EWC è molto alto, lo testimonia il fatto che sono arrivati piloti veloci come Xavi Forés e Sylvain Guintoli. Nell’Endurance, tuttavia, i piloti provenienti dalla velocità hanno bisogno di un po’ di esperienza per adattarsi. Qui funziona in modo diverso, entrano in gioco tanti fattori, si vivono situazioni particolari. Per fare un esempio, nell’Endurance devi stare attento quando sventolano la bandiera giallo-rossa perché potrebbe esserci davvero tanto olio in pista, mentre in una gara sprint viene esposta anche se c’è un sassolino in pista… Per questo genere di situazioni bisogna farci un po’ l’occhio. Io stesso, all’inizio, avevo commesso qualche errore perché ci vuole un po’ di tempo per adattarsi.

Foto di gruppo YART alla 24h Le Mans 2020

Parlando del nostro team, quello che mi piace è che siamo tutti piloti che hanno una buona esperienza sulle spalle in questa tipologia di gare. Ho spinto moltissimo per avere gli stessi compagni di squadra per tutto l’arco di una stagione. Trovo sia fondamentale creare un bel gruppo, come d’altronde avevamo fatto in GMT94 con David Checa e Mike Di Meglio. Quando fai tante gare insieme sai che, tra uno stint e l’altro, puoi andare a dormire tranquillo, tanto il tuo compagno di squadra in quel momento in pista fa bene il suo lavoro. Quando c’è sempre un pilota nuovo in equipaggio devi spiegargli determinate situazioni, ci sono esigenze diverse… Adesso abbiamo trovato un equilibrio e spero questo sia la chiave per vincere.

L’IMPRESA DI SEPANG 2019

Nel 2019 sono riuscito a vincere a Sepang correndo da solo (impresa oggi irripetibile da regolamento, come riportato in questo articolo, ndr). Sulla carta doveva essere una gara molto difficile per noi, in quanto erano presenti piloti come Morbidelli e van der Mark con la Yamaha #21, Honda con la moto ufficiale di Suzuka… Inoltre il primo stint è stato un vero e proprio incubo! Sono partito e, dopo il primo giro, la moto si è spenta senza preavviso con 50 moto dietro di me. Quando si è riaccesa, di fatto era senza elettronica. Correre in queste condizioni sotto il diluvio non è facile, soprattutto senza il cambio elettronico. Oggi le frizioni sono molto dure perché, di fatto, le usi soltanto in partenza. Affrontare un’ora di gara senza elettronica, con un paio di staccate sesta-prima a giro, ha comportato un grande stress mentale e fisico, considerando che dovevo dare il massimo per recuperare.

Canepa vince da solo a Sepang 2019 (qui il racconto dell’impresa)

Quando ho visto la tabella “Box”, mi sono sentito sollevato. Pensavo “Bene, ho finito il mio stint, il mio l’ho fatto, mancano 2 ore di gara e ci penseranno i miei compagni di squadra”. Tuttavia, rientro ai box e Mandy Kainz, il mio team manager, mi dice “Continui tu!”. Ho avuto un attimo di cedimento, inizialmente ho detto “No”, ci ho pensato e ho detto “OK, proseguo io”. Riparto e, nella mia test,a c’era il pensiero che nell’Endurance un solo pilota non può fare tutta la gara… Così finisco il secondo stint, sono felice, a maggior ragione considerando che eravamo in testa alla gara. Quando arrivo al box, Mandy mi dice “Finisci tu la gara!”. Così ho corso soltanto io ed è stata una grandissima soddisfazione. Sono molto contento non soltanto per quest’impresa, ma per la fiducia accordatami da Mandy. La sua scelta è stata molto coraggiosa e devo ringraziarlo perché si è assunto una bella responsabilità quel giorno.

8 ORE DI SUZUKA

C’è del rammarico da parte nostra per la cancellazione della gara 2020. Yamaha ci aveva dato fiducia e la disponibilità della moto ufficiale per puntare alla vittoria. Sarebbe stato bello correre in quella situazione tecnica… Peccato, ma quest’anno si riparte da zero. La gara è a novembre, in una situazione climatica diversa rispetto al tradizionale collocamento nel mese di luglio, vedremo quale sarà la scelta di Yamaha e come ci presenteremo a questa gara. Siamo riusciti già nel 2019 ad andare davvero forte con una moto che, si sa, era nettamente inferiore rispetto alle moto dei team ufficiali. Sono convinto che, con il mezzo giusto, possiamo toglierci diverse soddisfazioni, anche se battere determinati piloti e squadre a Suzuka è davvero un’impresa titanica. La 24 ore di Spa dell’anno prossimo? Bellissima! Non vedo l’ora di andare a provare. In squadra stanno pensando di organizzare un test quest’estate. Sarà una bella 24 ore, devo ammettere che su questa pista ci ho già fatto più di 24 ore… ma sulla Play Station! Sarà pertanto un’emozione incredibile correre a Spa.

IL BELLO DELL’ENDURANCE

L’Endurance è una bellissima specialità. Purtroppo in Italia non era conosciutissima, ma adesso grazie ai media ed ai tanti piloti italiani che sono venuti a correre è cresciuta molto anche qui da noi. Sono sicuro che se un domani ci fosse una gara Endurance a Misano, avremmo 30 team wild card. Sono in contatto con tante squadre e piloti del Campionato Italiano, tutti mi dicono che vorrebbero fare un’esperienza in questa specialità. Una gara in Italia sarebbe bellissima, magari post pandemia, con tanto pubblico che è un po’ la prerogativa dell’EWC. Per noi è gratificante correre con tanti spettatori, si respira una bella atmosfera ed è fantastico vedere una gara Endurance perché davvero tutto è interessante. Da pilota è una disciplina totalmente imprevedibile. Fino all’ultimo secondo sei in tensione perché può succedere sempre qualcosa, vedi quanto accaduto alla Suzuki SERT a Suzuka nel 2019 quando perse il titolo a pochi minuti dalla fine. Poi le gare sono combattutissime, nel 2017 con GMT94 siamo riusciti a vincere a Le Mans per una decina di secondi di vantaggio sulla YART… dopo 24 ore di gara! Inoltre io ho sempre praticato sport individuali, mentre qui conta il lavoro di squadra. Festeggi con i tuoi compagni di team, ma alle volte devi anche soffrire insieme. Condividere queste gioie e dolori hai come la sensazione, quando porti a termine una 8 o 24 ore, di realizzare un’impresa. Qualcosa di diverso rispetto ad una gara sprint. L’Endurance mi piace tantissimo e sono contento di correrci da diversi anni.

MONDIALE SUPERBIKE

Parallelamente alla mia carriera da pilota nel Mondiale Endurance sono tuttora collaudatore ufficiale Yamaha Superbike oltre che riders coach. La R1 quest’anno va molto bene, lo si è visto ad Aragon che solitamente era una pista nera per noi. Conquistare due podi era un target quasi inimmaginabile alla vigilia, pertanto si vede che la moto è migliorata parecchio. Nel mio ruolo da riders coach è bellissimo lavorare con piloti di così talento talento: c’è uno scambio reciproco di competenze, li aiuto e, contestualmente, imparo anch’io qualcosa da loro. Toprak Razgatlioglu ha compiuto dei passi avanti incredibili da quando è arrivato in Yamaha da un punto di vista mentale e fisico. Si allena molto e si è migliorato tantissimo da un punto di vista prettamente professionale. Quando è arrivato in Yamaha era più “un ragazzino”, adesso è un grande professionista. Garrett Gerloff, lo si vede, va fortissimo: un pilota ed una persona top, di una semplicità straordinaria. Ricordo la sua prima gara nel Mondiale in Australia quando praticamente era partito ultimo, adesso è protagonista e ha compiuto un miglioramento incredibile. Andrea Locatelli non ha bisogno di presentazioni, lo scorso anno ha praticamente vinto tutte le gare del Mondiale Supersport, nonostante sia giovane è un professionista che cura tutti i dettagli. Sono convinto verrà fuori nelle posizioni che contano, ma già ad Aragon ha fatto vedere buone cose. Poi c’è il “magico” Kohta Nozane che, tra l’altro, ha corso nell’Endurance proprio la YART. Una promessa giapponese con uno stile di guida stupendo, ma che ha molto da imparare in quanto non ha mai corso con Pirelli visto che è cresciuto agonisticamente con Bridgestone. In ogni caso, una top-10 al debutto non è affatto male per lui.

Niccolò Canepa con Andrea Locatelli

Razgatlioglu o Gerloff in MotoGP? Mi piacerebbe tenerli in Superbike! Chiaro, sono dei talenti incredibili e lavorando con loro in Superbike mi piacerebbe vincessero con noi dei mondiali prima che ce li “rubino” in MotoGP. Sono entrambi giovani, per loro è un processo naturale, non mi stupirei nel vederli in un prossimo futuro in MotoGP. Glielo auguro anche se, dentro di me, spero restino qui perché penso possiamo far bene ed ottenere grandi risultati. Marvin Fritz con YART wild card a Most nel Mondiale Superbike? Mandy (Kainz) me lo ha chiesto, sarebbe stato contento di farmi fare una wild card, ma ho detto di no. Diciamo le mie occasioni in Superbike le ho già avute: Marvin è più giovane, ha voglia di provarci, mentre io non ho questa velleità. Voglio restare concentrato sul mio programma Endurance cercando di vincere più gare e mondiali possibili e, allo stesso tempo, portare avanti il mio ruolo da collaudatore e coach Yamaha Superbike. Sarebbe stato innaturale concentrarmi in un weekend di gara a titolo personale, senza poter essere d’aiuto ai piloti che seguo abitualmente. Anzi, cercando di batterli! Non me la sono sentita per queste ragioni. Chiaro, resto il sostituto nel caso qualcuno dei piloti titolari, speriamo di no, non dovesse correre, però una wild card così sarebbe un’altra storia. In Yamaha Superbike siamo un gruppo di lavoro molto unito, dove ogni persona è importante per raggiungere i nostri obiettivi rappresentati dalla top-3 di campionato.

L’ESPERIENZA MOTOAMERICA

Con il Westby Racing ho corso l’ultimo round 2020 del MotoAmerica Superbike a Laguna Seca e siamo tuttora in contatto. Ci siamo trovati bene quel weekend, gli ho anche dato una mano nello sviluppo della moto e, quest’anno, il loro pilota Mathew Scholtz sta andando più forte rispetto al passato, pertanto anche questa è una soddisfazione per me. L’esperienza di quel fine settimana mi è piaciuta tantissimo, anche perché ho sempre avuto un po’ il sogno di correre in America. Purtroppo non c’è mai stata una concreta possibilità di far incastrare tutto, però è stato bello fare quella gara anche se non è stato facile.

A Laguna Seca nel MotoAmerica Superbike

Per via delle restrizioni COVID erano previste 3 gare quel weekend, senza prove libere, pertanto il primo turno era già qualifica, il tutto senza provare le Dunlop americane e la moto. Un esordio un po’ traumatico, ma nel corso del weekend sono riuscito a migliorarmi di continuo ed è stata una bellissima esperienza. Con il team sono sempre in contatto, non si sa mai, può darsi possa uscire fuori qualche opportunità di correre con loro quest’anno.

MOTOE

Mi sarebbe piaciuto disputare un’altra stagione in MotoE perché finalmente stavo riuscendo a capire meglio come guidare questa moto. Purtroppo, complice la concomitanza con il Bol d’Or, bisognava fare una scelta… che poi non era una scelta. Ovviamente l’Endurance è la mia priorità, così come lo è stato per gli altri piloti coinvolti nella stessa situzione, vedi Di Meglio, Simeon e Hook. Peccato soltanto non sia stato possibile trovare una data giusta per scongiurare questa concomitanza tra i due campionati.

Nel video d’apertura trovate l’intervista integrale con qualche retroscena ed interessanti “storie da Endurance” vissute in questi anni di successi nella specialità

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