La Winter Wheels è stata forse la manifestazione motociclistica più pazza, spettacolare ed adrenalinica che si sia mai svolta in Italia. Era totalmente fuori dagli schemi. Quando si pensa alle località apine, innevate, in pieno inverno, ci si immaginano sci, snowboard, slittini e non certo le moto da cross ed
enduro.
All’inizio degli anni 2000, il pilota cuneese
Nicola Dutto ebbe una visione: portare le moto da fuoristrada dove nessuno le aveva mai immaginate. Era il 2002 quando la prima Winter Wheels prese vita a Prato Nevoso, trasformando la neve compatta in un circuito per moto da off-road. Non era una semplice esibizione, ma una competizione vera, con piloti, cronometri e tanto pubblico.
Prato Nevoso, con le sue piste illuminate di notte, divenne presto il luogo simbolo della manifestazione. La montagna, con il suo paesaggio immacolato, si trasformava per una notte in un teatro per ruote artigliate e manubri gelati. In alcune stagioni la formula si ampliò verso altre località alpine come Sauze d’Oulx, dando vita a quella che venne chiamata Winter Wheels Series, una piccola tournée invernale del fuoristrada italiano.
Le protagoniste non erano moto da pista o mezzi da neve specializzati, ma
enduro e cross leggere, con pneumatici liberi ma senza chiodi. Era questa scelta a rendere la gara così poetica e, allo stesso tempo, così imprevedibile: mezzi nati per la terra, lanciati su una superficie che non offriva appigli sicuri, sfidando equilibrio, traiettorie e fisica.
I piloti non correvano contro un avversario invisibile: correvano contro la neve stessa, contro la scivolosità, contro la logica. Ogni curva diventava una decisione, ogni derapata un atto di fiducia nelle proprie braccia e nel proprio istinto. Il divertimento era assicurato.
La Winter Wheels è ormai scomparsa dai calendari ufficiali. Chi c’era però ricorda la neve che scintillava sotto i fari, le risate di chi applaudiva con le mani gelate e il fumo bianco che saliva dai motori nel freddo pungente. Era uno spettacolo fatto di contrasti: silenzio e rombo, gelo e calore, attesa e follia controllata. La Winter Wheels non è semplicemente una gara del passato. È una metafora di avventura: qualcosa che sembra fuori posto e che, proprio per questo, riesce a restare nella memoria.
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