Il Motomondiale si è corso anche in Venezuela. Lo sanno in pochi, rappresenta una parentesi affascinante ma quasi dimenticata. Alla fine degli anni Settanta, quando il campionato era ancora profondamente europeo, l’approdo in Venezuela ebbe il sapore dell’avventura e della scoperta.
Dal 1977 al 1979, il Mondiale aprì la stagione sull’Autodromo Internacional de San Carlos, portando per la prima volta in Sudamerica i grandi protagonisti delle due ruote.
L'esordio il 20 marzo 1977. Per il pubblico venezuelano fu molto più di una gara: fu una festa di velocità ed orgoglio nazionale. Quel giorno, piloti leggendari come Barry Sheene dettero spettacolo mentre il pubblico si emozionava nel vedere Johnny Cecotto, figlio prediletto delle due ruote venezuelane, dominare alcune sessioni. Tra i grandi protagonisti ci su anche l'italiano Walter Villa che trionfò nella 250 cc su Harley-Davidson.
Negli anni successivi, il Gran Premio del Venezuela si confermò come tappa di apertura del campionato. Nel 1978 e nel 1979 la gara mantenne lo stesso fascino pionieristico, con team e piloti costretti ad affrontare lunghi viaggi intercontinentali e condizioni ambientali insolite. Sheene continuò a imporsi nella classe regina. Conquistò tre vittorie consecutive trasformando il circuito venezuelano in uno dei simboli della sua carriera. Gli italiani continuarono a brillare. Nel 1978 nella classe 125 cc s'imposte
Pier Paolo Bianchi su Minarelli.
La presenza costante del Motomondiale contribuì a far crescere la passione motociclistica in Venezuela ea dare visibilità internazionale ai piloti sudamericani.
L’ultima delle tre edizioni si disputò il 18 marzo 1979, chiudendo con un crescendo di emozioni quello che sarebbe rimasto un capitolo intenso ma relativamente breve nella storia del Motomondiale. Oltre al successo di Barry Sheene in 500 cc ci fu una splendida vittoria di Carlos Lavado nella classe 350 cc con il pubblico che impazzì di gioia per l'idolo locale. Sul podio sventolò ancora una volta anche la bandiera italiana grazie al successo nella 250 cc dell'intramontabile Walter Villa su Yamaha.
Il Gran Premio venezuelano non rimanese a lungo nel calendario ma rappresentò un ponte tra il motociclismo del passato, praticamente solo europeo, e quello moderno su scala globale.
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