Dopo lo "zero" rimediato nella gara in Thailandia
Marc Marquez è tornato a Madrid, dove ha partecipato ad un evento Estrella Galicia. Il campione in carica della MotoGP ha parlato con la sua solita franchezza della situazione attuale della Ducati e del futuro professionale.
La situazione in Ducati
Nel paddock c'è quasi l'impressione che la Casa di Borgo Panigale abbia perso il predominio. In altre parole, Ducati sembra dipendere da Marc Marquez, un po' come succedeva ai tempi in cui militava in HRC. Nessuna Desmosedici sul podio dopo 88 Gran Premi consecutivi, può essere un caso o un primo segno di allarme. "Credo e spero che sia stato solo un caso isolato, dovuto alle condizioni del weekend", ha detto il nove volte campione del mondo.
Buriram caso isolato?
Durante l'inverno gli uomini Ducati hanno continuato a lavorare sull'evoluzione del prototipo, nonostante parte dell'attenzione sia già rivolta alla rivoluzione tecnica prevista nel 2027. I test invernali hanno dato buone impressioni e probabilmente senza quella foratura accidentale il risultato sarebbe stato diverso in Thailandia. "Senza quell'episodio credo che avrei portato una Ducati sul podio", ha proseguito Marc Marquez. In ogni caso Aprilia, e non solo, hanno fatto un passo avanti. Vietato adagiarsi sugli allori. "Tutti stanno migliorando; dobbiamo fare un passo avanti sia nella guida che nella meccanica".
Il fenomeno di Cervera non cerca alibi, né punta il dito sull'apposita carcassa portata da Michelin a Buriram. "Potrebbe essere un buon argomento di vendita, ma è la stessa dell'anno scorso". Meglio concentrarsi sulla propria prestazione e continuare a impegnarsi per migliorare. "Sono sempre molto esigente con me stesso. L'anno scorso siamo arrivati primo, secondo e terzo. Dobbiamo continuare a migliorare".
Madrid casa dolce casa
Marc Marquez ha parlato anche della sua vita personale e del motivo per cui ha scelto Madrid come base operativa permanente. Dopo tre anni trascorsi nella capitale, ha creato una struttura che gli consente di esprimersi al massimo livello senza distrazioni. "Sono consapevole che, finché correrò, la mia base sarà qui", ha sottolineato il #93. Il segreto del successo è nel lasciare inalterato tutto ciò che funziona bene. "Ho i miei circuiti di allenamento, il Bunker, il mio team di fisioterapisti e medici, tutto è perfettamente impostato... quando tutto fila liscio, bisogna lasciarlo così com'è".
Cervera resta sempre nel suo cuore, appena possibile ritorna da familiari e amici. Un ritorno nel paese catalano sarà possibile solo dopo il ritiro dalla MotoGP. "Non so quando succederà, non si può pianificare il ritiro a lungo termine. E' qualcosa che sentirò in futuro".
Una frecciata a Pedro Acosta
Di certo ci sono altri due anni di contratto, con la Rossa emiliana. In arrivo un'altra sfida interessante, con
Pedro Acosta prossimo compagno di box. Il pilota KTM ha vinto la Sprint in Thailandia dopo un acceso duello con il fuoriclasse della Ducati e ora si trova al primo posto della classifica generale MotoGP. Sembra un po' il giovane Marquez del 2013...? La risposta di Marc è pungente: "
Il Marc Marquez del 2013 ha vinto al suo primo anno". Parole che lasciano presagire una convivenza non certamente facile ai box della Ducati...
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