Misano World Circuit. Già questo nome suona come qualcosa di strano a chi è cresciuto in Romagna con piadina, squacquerone, rucola e motori. Il MWC per oltre trent'anni era semplicemente l'Autodromo di Santamonica perché era sorto nei primi anni settanta nel quartiere di Santa Monica, in piena Valconca ed a pochi chilometri dal mare. Intere generazioni di studenti romagnoli tra fine maggio ed inizio giugno marinavano la scuola per cercare d'intrufolarsi nel paddock per vedere le auto, le moto ed in particolare le Superbike che giravano. La passione per i motori è sempre stata fortissima in questa terra fin dalla notte dei tempi. Certo, c'è chi giocava a pallone nel campetto dell'oratorio ma probabilmente erano di più quelli che "spataccavano" ai motorini nel garage ed andavano poi ad impennare per strada.
Un sano casino
La Superbike a
Misano per tanti anni è stata sinonimo di colore, rumore, passione, al di là dei numeri. Le SBK, si sa, sono derivate da quelle di serie, per anni migliaia di appassionati decoravano le proprie moto con gli adesivi uguali a quelli presenti sulle SBK. I kit adesivi replica Troy Bayliss potevano costare anche 200 euro ma vuoi mettere l'emozione di andare in giro con una moto "uguale" a quella di Troy ed arrivare a Misano con quella? E pazienza se si attaccava il kit degli adesivi Ducati magari su una Suzuki. All'epoca c'era anche chi metteva i kit replica di moto di piloti privati, come
Marco Borciani, sulla propria moto, per la gioia di chi realizzava gli adesivi. I parcheggi di Misano erano pienissimi di moto con i colori, le livree, uguali a quelle che scendevano in pista. Il Santamonica, ovviamente, era roccaforte del pubblico ducatista.
L'autodromo romagnolo è stato il palcoscenico di epiche battaglie tra Carl Fogarty, Troy Corser, Aaron Slight, Pierfrancesco Chili, Noriyuki Haga e molti altri. Ma
Misano era anche soprattutto “casa Chili”:
Frankie, con la sua guida aggressiva e il carisma, è sempre stato accolto come un eroe nazionale. Le sue lotte in pista, spesso contro le invincibili Ducati ufficiali, incendiavano gli animi del pubblico.
Durante i weekend di gara,
Misano si trasformava in una gigantesca festa motoristica. Campeggiatori, famiglie, appassionati di tutte le età popolavano l’area circostante. Le moto rombavano non solo in pista ma ovunque. C'era un magico casino ovunque, nel raggio di chilometri. Fiumi di birra, trombette, striscioni, emozioni, semplicemente emozioni.
A Monza normalmente c'è erano più spettatori perché c'erano anche tanti austriaci e tedeschi tuttavia l'atmosfera di
Misano, con l'odore della benzina bruciata che mi mischiava a quello della salsedine, era unica.
Misano e la Superbike oggi
La Superbike di oggi, si sa, non è più quella di venti, trent'anni fa. Ora con il registro elettronico e gli ingressi ultra sorvegliati, è improbabile che qualche ragazzino abbia marinato la scuola per andare a vedere i test della Superbike nei giorni scorsi. Sicuramente l'Emilia Romagna Round del Mondiale SBK è ancora molto sentito e l'affluenza di pubblico è sempre notevole. Qualcosa manca rispetto al passato, inutile negarlo. Le moto non vengono più vissute con lo stesso amore viscerale di un tempo, sono una passione ma non una sana ossessione come accadeva una volta. Ma c'è comunque da scommettere che sarà una grandissima festa per migliaia di persone. Meno follia, più razionalità ma il cuore in Romagna batte sempre forte per le moto.
Foto Giovanni Pelliccioni