La vita comincia a quarant'anni, dicono in tanti alla vigilia dei fatidici "anta". E proprio nell'anno del suo quarantesimo compleanno, Massimo Roccoli sta correndo per la prima volta a tempo pieno nel Motomondiale, in
MotoE con il team di Paolo Simoncelli. Nato nell'epoca delle 2 Tempi, Massimo Roccoli è da oltre un ventennio tra i protagonisti della scena nazionale ed internazionale. Ha collezionato titoli italiani in serie, ha gareggiato a lungo nel Mondiale Supersport conquistando una vittoria e tre podi. Ha fatto perfino qualche apparizione nel Mondiale Superbike. Ora si diverte in MotoE e di ritirarsi non ci pensa proprio.
"Festeggio 40 anni a novembre - ricorda Massimo Roccoli a Corsedimoto - Tanti piloti che corrono in MotoE già li conosco anche perché 10 sono italiani ed ho già avuto modo di battagliare con loro in passato. La difficoltà più grande per me quest'anno è la conoscenza delle piste perché Le Mans, Barcellona, Sachsenring e Red Bull Ring non le conosco ed è la cosa che mi sta dando più fastidio. Portimao, Mugello o Assen anche se non ci andavo dal 2012 me le ricordavo ed è stato un po' più semplice".
Soddisfatto di come procede il campionato?
"Mi ero dato un obbiettivo che era fare i tempi fatti dagli altri piloti nel 2023: se riesco a farli è buono. In realtà sto andando anche sotto i record dello scorso anno ma non basta perché ora il livello è veramente alto e i piloti vanno molto forte. È chiaro che ho sempre corso non per partecipare ma per dare il 100%. il mio obbiettivo era stare nei 10, sono sincero. Bene o male in tutte le gare ci sono riuscito. Al Mugello ho rischiato addirittura di fare il podio quindi tutto molto bello. Il mio obbiettivo è stare tra il quinto e il decimo poi non lo so se viene qualcosa in più ben venga. Mi diverto, mi trovo bene, è una bella squadra poi gareggio per Paolo Simoncelli. Con Marco ho corso ai tempi delle minimoto dunque è molto emozionante".
Cosa provi in sella ad una moto elettrica?
"La moto si guida nella stessa identica maniera poi è chiaro che io sono nato con il 2 Tempi e dava una vibrazione nello stomaco. Con la moto elettrica non uso i tappi, non metto più il collirio negli occhi poi quando sto in scia agli altri piloti non è caldo perché non c'è il motore che scalda [ride]. La dinamica della moto è la stessa: una gran accelerazione. È vero che il peso si sente in frenata però mi sono reso conto conto che sono più malato di adrenalina da gara che di moto in sé perché divertirsi ugualmente con la elettrica come con la termica mi fa capire che la mia malattia è la competizione".
Massimo Roccoli, cosa farai nel 2025?
"L'anno prossimo non lo so. Mi piacerebbe andare avanti, vediamo se con Paolo Simoncelli troviamo la soluzione. Ogni anno non lo sappiamo, è sempre difficile. Se ci fosse l'opportunità continuerei molto volentieri".
Hai frequentato per tanti anni il paddock della Superbike. Segui ancora le gare?
"
Non guardo le gare di Superbike e Supersport dal vivo ma guardo a fine giornata com'è andata la gara leggendo statistiche, passi gara, cerco di capire come mai un pilota ha fatto questo o quello. Sono stato a Misano per il Mondiale Superbike e in SSP vanno veramente forte sia Ducati ma pure Yamaha, non sono male poi Triumph e MV. Manzi è mostruoso, Manzi e Huertas mi hanno impressionato ed anche Debise va veramente forte. Viene su bene Navarro, auguro di cuore a Baldassarri di riprendersi perché 2 anni fa con Yamaha andava veramente forte. La Superbike è bellissima: Toprak è uno spettacolo, cosa gli vuoi dire? Vederlo guidare é tutto. Bautista lo stimo a bestia, in modo infinito perché ha 40 anni, una settimana in più di me, ed essere lì con gente come Bulega, Toprak che hanno 15 anni in meno tanto... di cappello".