Italjet ritorno mondiale con Gresini, Tartarini "Due mondi da piloti di successo"

Storie di Moto
domenica, 19 gennaio 2025 alle 17:04
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Non è un ritorno da costruttore o team, ma rivedere Italjet nel Motomondiale rimane comunque un'emozione. È questo infatti il nuovo nome comparso sulle carene delle KALEX Moto2 del team Gresini al momento della presentazione di sabato all'Autodromo di Imola. La squadra di Nadia Padovani ed il marchio fondato nel 1960 da Leopoldo Tartarini, ora guidato dal figlio Massimo che ne è CEO e Presidente (qui la storia), si avviano insieme verso un 2025 ricco di aspettative. Abbiamo avuto l'occasione di parlare proprio con Massimo Tartarini per farci raccontare questo 'ritorno mondiale', anche se in altra veste rispetto al passato.

Italjet, "meteora" nei primi anni 2000, torna nel Motomondiale. Una grande emozione.

Sì, decisamente. La storia di Italjet nasce con mio padre, pilota Ducati e Benelli che ha vinto tante corse. Quando siamo nati ci ha trasmesso la passione per le competizioni, per le gare. Italjet ha corso negli anni 2000 in 125cc, un breve percorso, ma la passione è sempre rimasta. Quest'anno possiamo annunciare il ritorno in modo massiccio nel mondo delle corse assieme al team Gresini, con cui abbiamo un bel rapporto da 3-4 anni. Siamo molto orgogliosi di fare questo nuovo percorso insieme.

Quando avete deciso?

L'anno scorso siamo stati sponsor tecnico in MotoGP, poi nel 2024 mi sono risentito con Carlo Merlini, che mi ha lanciato la sfida. "Perché non facciamo qualcosa in Moto2?" Ci siamo visti e tra un prosecco e una stretta di mano abbiamo deciso tutto in pochi minuti. Le cose belle sono quelle che nascono spontanee e per un incontro di passioni: entrambi condividiamo quella per le moto, Carlo è una persona molto attiva e presente nei GP. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di fare questa avventura insieme, e siamo diventati title sponsor di Gresini Moto2.

Molti aspetti comuni tra Italjet e Gresini, giusto?

Mio padre prima era pilota, come Fausto, nato anche lui come pilota. Siamo entrambi alla seconda generazione, c'è anche suo figlio Luca Gresini come team manager, anche lui ex pilota. Come me, anche se di altre specialità, motocross e trial, perché mio padre mi ha sempre proibito le moto da velocità. Lui si è rotto l'impossibile: dalla spina dorsale, tanto che si pensava dovesse rimanere in sedia a rotelle, alle costole... Era tutto un bullone. Per amore nostro ci ha proibito la velocità. Anche se poi ci ha proibito pure il motocross per lo stesso motivo e siamo passati al trial, meno rischioso diciamo.

Sarai presente ai Gran Premi?

Seguirò quasi tutte le gare, soprattutto la prima in Thailandia, la più importante perché è l'inizio della stagione. Anche perché Italjet si sta espandendo in tutto il mondo, anche in Thailandia siamo molto forti e abbiamo aperto un mercato importantissimo, con migliaia di moto. È l'occasione buona per essere presente e festeggiare il ritorno di Italjet in modo direi prepotente nelle competizioni a livello mondiale.

Italjet solo sponsor o ci sarà anche un impegno più tecnico?

Questo non lo posso dire. Posso dire però che secondo me la cosa bella tra Italjet e Gresini è che siamo entrambi aziende del mondo dei motori. Si vedono tanti sponsor che non c'entrano niente, noi invece siamo tutt'e due parte del mondo delle due ruote e da oltre 50 anni Italjet si è affermata in tutto il mondo. Avere una partnership tra un team di moto e un'azienda che produce moto penso che sia la cosa più bella.

Italjet ha visto il Motomondiale solo nei primi anni 2000. Quant'è cambiato da allora?

Tantissimo, ma c'è tanta più professionalità all'interno dei team e tanto più impegno tecnico sulle moto. Oggi se sbagli qualcosa butti via una gara e rischi di rovinare un percorso di successo. Il team Gresini è stato anche rinforzato con nuove forze tecniche e siamo convinti che quest'anno con Garcia e Binder potremo ottenere degli ottimi risultati. Siamo molto orgogliosi di questa collaborazione tra mondi dei motori, nata da piloti di successo nel mondo delle corse.

C'è qualcosa che non ti piace del Mondiale attuale?

Direi anzi che mi piace di più il Mondiale di adesso adesso. Un esempio, la Sprint Race in MotoGP, che ti dà una doppia emozione e si aggiunge spettacolarità alle gare. Quasi mi piacerebbe che ci fosse una Sprint anche nella Moto2, è un'occasione in più per gioire. No, non ho obiezioni particolari: c'è molta professionalità, tutti i team sono lì per lottare per vincere. Chiaro poi che 20 anni fa era diverso, forse anche perché c'erano meno investimenti, mentre adesso ci sono tanti interessi.

Quali sono le aspettative per il 2025?

Le aspettative sono alte, quel che è più importante secondo me è che i piloti diano tutto e che la gara sia una "gara vera". Una gara di moto per me è bella quando c'è bagarre, quando si lotta... Un pilota che va via, non è quello che ci aspettiamo. La posizione finale non è così importante, lo è di più lo spettacolo che si dà in gara, e penso che questi ragazzi siano veramente concentrati nel poter ottenere ottimi risultati. Spero siano sempre coinvolti in duelli con altri piloti per stare davanti.

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