Luca Fabrizio racconta la sua Academy "Educazione e rispetto prima di tutto"

Storie di Moto
venerdì, 23 febbraio 2024 alle 19:00
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Dietro alle giovani promesse delle due ruote spesso ci sono strutture che danno una mano a crescere. Come la Luca Fabrizio Riders Academy del 31enne romano. A differenza del fratello Michel la sua carriera da pilota è stata più breve ma, dopo una sorta di "pausa" è nata l'idea, inizialmente come un gioco ma passo dopo passo diventato un progetto ben più serio e strutturato. La base è al Circuito Internazionale di Aprilia gestito da Natale Putortì e Marco Poma, genitori di due piloti CIV Junior della Academy.
Col passare del tempo l'impegno di Luca Fabrizio ha coinvolto sempre più ragazzini di differenti campionati, attualmente diventati una ventina, mettendo a disposizione la sua grande sensibilità e l'esperienza accumulata negli anni. "Sto nei paddock da quand'ero nella pancia di mia madre!" ha scherzato sul destino nei motori, in un modo o nell'altro. Supportato sempre dalla moglie, che ringrazia: "Mi sta sempre vicino, è un grande sostegno per me." Ma lasciamo raccontare tutta la storia al protagonista.

Luca Fabrizio Riders Academy, tutti i piloti

Prima però citiamo tutti i suoi pupilli. Uno è Luca Lunetta, al debutto quest'anno nel Mondiale Moto3 con SIC58 Squadra Corse ed in questi giorni protagonista in pista a Portimao. Test privati che per Luca Fabrizio saranno un'ulteriore valutazione del lavoro svolto insieme negli ultimi mesi. In Red Bull Rookies Cup ci sarà Leonardo Zanni, primo e finora unico titolato della Academy (campione CIV PreMoto3 2022). Parallelamente ripeterà la ETC JuniorGP, categoria che disputeranno anche il rookie Gabriel Tesini e Luca Agostinelli. L'ultimo pilota attivo in terra spagnola sarà Mattia Rutigliano, al via nella Promo3 del MIR Racing Finetwork Cup.
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Passiamo in Italia: in MiniGP 190 ci sono Vicenzo di Veroli, Luca Leonardi, Christian Germani e Sebastian Ferrucci. Guardando invece in CIV Junior, i piloti di Luca Fabrizio sono Daniel Putortì e Julia Jantarska per la classe 160, più Lorenzo Poma in Ohvale 110. Andiamo avanti con tre ragazzi pronti alla sfida in Dunlop CIV 2024: Erik Michielon sarà protagonista in Moto3, mentre Luana Giuliani e Antonio Iorio correranno in PreMoto3. La lista si conclude con Jacopo Hosciuc, Alessandro Baffigo, Matteo Gannuscio, Andrea Bittocchi, Ettore Melis, Jacopo Cretaro e Claudio de Stefano, che devono ancora confermare ufficialmente i propri programmi 2024.

Luca Fabrizio, facciamo un passo indietro, partendo dalla tua carriera da pilota.

Mi sono svegliato all'età di 13 anni. Mio padre mi ha detto chiaramente che non aveva gli stessi soldi avuti per far emergere mio fratello, però che era giusto dare una possibilità anche a me. Per mancanza di budget però la mia carriera è durata dal 2006 al 2011, breve ma intensa. Dopo una pausa di tre anni ho avuto modo di fare la Moto3 nel 2015, il mio ultimo anno. Ho disputato il GP di Motegi, coronando così il sogno nel cassetto di fare una gara nel Motomondiale! Non ho alcuni rimpianto perché quello che potevo fare l'ho fatto e ho anche vinto due titoli nel Trofeo Moriwaki (2009) e in PreGP 125 (2010).

Nel periodo di "pausa" cos'hai fatto?

Ho lavorato per tre anni come guardia giurata, ma non mi piaceva molto. Ho lavorato anche in un autoricambi e in un'officina di moto. Nel frattempo avevo creato anche una famiglia: nel 2016 è nata la mia prima figlia, nel 2017 la seconda. Ma per loro è un no, mai in moto! In questo periodo però sono anche stato fermo per 3-4 mesi. È stato allora che mio papà, vedendomi un giorno sul divano, mi ha chiesto di andare con lui al Sagittario per dare un'occhiata ad un pilota.

Luca Fabrizio, nasce così l'idea della Academy.

Ho iniziato nel 2019 per gioco con Nicholas Venanzoni e nello stesso periodo pure con Aurelia Cruciani. Da lì ho visto che sembravo abbastanza bravo e piano piano la gente si informava. Sono arrivato a quasi 20 pilotini e ho pensato che era giusto chiamarla Academy. Trasmetto ai ragazzi tutto quello che so e la mia passione per questo mondo, anche se mi ha scottato per non aver avuto le possibilità. Cerco di rivedermi nei ragazzini e di dare loro tutta la mia esperienza. In un certo senso ne ho più da fuori, anche grazie a mio fratello che ha corso per tanti anni, quindi ho sempre respirato aria di motori.

Educhi dei giovanissimi, non è facile.

È la parola giusta, educazione. È una cosa a cui tengo tanto nella Academy, ho anche questa responsabilità. Per me è importantissimo il rispetto dell'avversario: c'è un lavoro di complicità, si aiutano l'uno con l'altro, anche con i piloti più grandi e questo mi fa molto piacere. Come Lunetta, Hosciuc e Zanni, che si mettono sempre a disposizione dei più piccoli e sono i primi che devono dare l'esempio.

Un'educazione al rispetto sia in pista che fuori, quindi a tutto tondo.

Esatto. Anche il semplice complimentarsi con l'avversario, soprattutto quando si perde. È uno sport pericoloso e non facile: la rivalità ci deve stare, però il rispetto prima di tutto.

Luca Fabrizio, come riesci a far capire appunto la pericolosità di questo sport? Soprattutto a ragazzi così giovani.

Ho abbastanza il pugno di ferro in questo senso. A volte faccio anche terminare prima le giornate, magari dopo un solo turno. Capisco che può essere pure dispendioso, ma per fortuna su questo ho la complicità dei genitori. È giusto che capiscano che la testa dev'essere collegata da quando entrano dal cancello del circuito fino a quando escono. In pista poi li educo anche con le regole delle bandiere per capire il loro comportamento e per insegnare loro che devono rispettarle. È tutto un insieme di piccole cose che per me sono molto importanti. Certo poi la sfortuna è dietro l'angolo, questo lo devi sempre mettere in conto.

Ci puoi descrivere una giornata tipo nella tua Academy?

Sono in pista quasi tutti i giorni. Durante la settimana iniziano al mattino col riscaldamento atletico, dopodiché passano ai vari esercizi in pista con i coni. Nel pomeriggio, verso fine giornata, realizzano delle piccole simulazioni di un weekend di gara. Imparano a trovarsi il giusto spazio quando vogliono fare il tempo, oppure a stare davanti e comandare il gruppo... Faccio fare anche gare sprint da 2-3 giri per capire come andare forte da subito, una cosa che manca a tanti ma che si può apprendere col lavoro. Sabato e domenica invece, in cui si trovano assieme ai privati e con solo pista libera, con l'aiuto dei trasponder che faccio mettere da subito, sanno che devono entrare ed andare forte fin dal primo turno, soprattutto su una pista su cui si allenano. Anche in questo caso ci sono anche simulazioni di gara: magari li tengo fermi per tutto il turno e alla fine li mando dentro con un solo giro a disposizione.

Luca Fabrizio, sono più indisciplinati i ragazzi o i genitori?

I genitori, non ho peli sulla lingua su questo! Anche questa è una cosa a cui tengo tanto: bisogna indirizzare pure il genitore sempre perché è un mondo particolare, deve capire che è uno sport diverso dagli altri. I ragazzi stanno a contatto con il pericolo, quindi non bisogna forzarli verso qualcosa che in quel momento non possono dare. Per una scivolata può succedere qualcosa di grave! Devo essere io a pensare a queste cose, altrimenti che me pagate a fa'? [risata]

Ti sei dovuto scontrare con i "papà dei nuovi Valentino Rossi" oppure no?

Devo dire che in questo senso sono stato fortunato, non si sono mai affacciati nella mia Academy. Anche perché io i campioni non li voglio! Anzi, se già si ritengono tali non hanno bisogno di istruzioni, no? Una frase che ripeto sempre ai ragazzi è questa: "Non siete arrivati neanche quando siete arrivati in questo mondo". Quindi sempre piedi per terra e umiltà, la base della Academy.

Parliamo di ragazzi che vanno ancora a scuola. Come si gestisce questo impegno?

È qualcosa che riescono a gestirsi da soli, fortunatamente i ragazzi si concentrano tanto anche sulla scuola. In particolare quelli delle elementari, che quindi vengono solo sabato o domenica, mentre un ragazzo delle medie magari riesce a fare anche un giorno infrasettimanale. Ripeto sempre a tutti che la scuola è importante e io personalmente ci tengo.

Prima pilota, ora istruttore: Luca Fabrizio, quale ruolo dà più soddisfazione?

Sono due cose diverse, ma non nascondo che ho avuto molte emozioni attraverso i ragazzi, proprio perché mi immedesimo in quello che fanno. Io le gare le vivo malissimo, anzi se potessi scapperei prima di ogni partenza! Mi agito davvero tanto, ma devo poi mettere la maschera perché in griglia devo trasmettere tutt'altro ai ragazzi. Una volta uscito dalla griglia però spesso mi viene il pensiero di andarmene, la vivo proprio male. Esempio: un mio pilota arriva 3° o 5° o altro, ma non ho idea di chi sia arrivato davanti o dietro di lui! Sono tutti fratelli minori, da fuori è tosta.

La maggiore soddisfazione che è arrivata in questo ruolo?

Ce ne sono tante. Diciamo però il primo titolo della Academy, arrivato con Leonardo Zanni. Un titolo arrivato attraverso un grande lavoro fatto insieme e senza mezzi, senza possibilità economiche. Per questo motivo con Leonardo non eravamo mai andati con le ruote alte nelle piste grandi, ma siamo sempre rimasti dentro un circuito di 250 metri con una MiniGP cinese. Per tutto l'inverno abbiamo visto gli altri che andavano in Spagna o che giravano spesso... Aver vinto il titolo in quelle condizioni è stato davvero un grande orgoglio! Tutto il lavoro fatto dietro mi ha fatto capire che valgo qualcosa come allenatore, oltre ad essere un'ulteriore motivazione. Ma pure l'anno scorso, anche se non sono arrivati titoli, tutti i ragazzi erano davanti nei loro campionati, pure i piccoli magari senza trascorsi vittoriosi. È un grande orgoglio.

Tra non molto partiranno i campionati, come sarà la gestione nel 2024?

Tra marzo e aprile si comincia. Io seguirò anche i ragazzi nelle loro gare, infatti avrò 18 weekend impegnati. Non mancano infatti le battute con mia moglie [risata]. Anzi la ringrazio sempre tanto per quello che fa, con due bambine non è facile. L'anno scorso sono stati ben 24 weekend di gara in cui si parte da mercoledì o giovedì. Lei per me è sempre un grande sostegno in tutto quello che faccio. Cura anche l'amministrazione, ma pure lei poi sta attaccata alla TV a vedere cosa fanno i ragazzini! Mi ha conosciuto quand'ero ancora pilota, quindi sa [risata].

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