Matteo Vannucci è stato, assieme a Mirko Gennai, il miglior pilota italiano della storia del Mondiale Supersport 300. Il fatto che non sia approdato alla Supersport è la dimostrazione più palese dell'inutilità di quel campionato che dal 2026 verrà sostituito dalla Sportbike. Matteo parteciperà al nuovo campionato in sella all'Aprilia del team Revo con l'obbiettivo di vincerlo.
Il simpaticissimo ventiduenne toscano è stato quasi sempre tra big. In 4 stagioni ha totalizzato 6 vittorie, 13 podi, 6 pole position ed ha lottato per il titolo sia nel 2023 che nel 2025. Ha sempre dimostrato un grandissimo talento. Dopo 4 anni con Yamaha ora cambia radicalmente costruttore: gareggerà in sella ad un'Aprilia RS 660 Factory.
"Con l'Aprilia si può puntare a vincere il Mondiale - racconta
Matteo Vannucci a Corsedimoto -
era quasi il mio sogno gareggiare su questa moto, ero determinatissimo a farlo. Ho scelto Revo perché è un grande team e lo abbiamo visto già al CIV. Sono contentissimo e penso, spero di avere fatto la scelta giusta. Non ho ancora provato l'Aprilia ma mi piace un sacco, esteticamente è bellissima!" Chi saranno i tuoi rivali più temibili?
"I soliti della Supersport 300 come David Salvador, Carter Thompson e soprattutto Mirko Gennai che è toscano come me. Io e lui siamo grandi amici, di recente siamo andati a funghi assieme. Sarebbe bella una sfida tra fiorentini per il titolo tra fiorentini".
La Supersport 300 non ti mancherà...
"Non mi mancherà assolutamente. Non dico che speravo che questo campionato venisse eliminato...ma quasi. In 300 contava soprattutto la scia, in particolare nei pistoni. Io non credo di essere Gesù Cristo in terra - come si dice da noi a Firenze - ma non penso neppure di essere un pilota scarso, mi reputo un buon pilota ma con tutti qui grupponi esagerati, non si riusciva a dimostrare il talento. La Sportbike è diversa, le moto hanno quasi il doppio di potenza. Ci saranno sicuramente dei gruppetti ma non i grupponi da 17 o 18 piloti".
Cosa ti è mancato nel 2025 per riuscire ad agguantare il titolo?
"All'inizio un pelino di velocità rispetto ad altre moto e forse un pizzico di determinazione. In alcune gare poi è stata proprio una questione di dettagli, sfaccettature. Ringrazio i tecnici David e Moreno che hanno lavorato sempre un sacco. Verso fine stagione mi sono divertito moltissimo: a Magny Cours ho conquistato due secondi posti, ho vinto in Spagna, in Portogallo. Ho fatto bel finale ma purtroppo avevo perso punti importanti ad inizio stagione".
Perché non sei approdato al Mondiale Supersport?
"Sono sincero: ho non ho mai ricevuto offerte. Nessuno mi ha mai cercato per propormi di gareggiare nel Mondiale Supersport. Io però non demordo, ci credo. Ci credo eccome".
Qual è il tuo sogno?
"Io sogno ancora la MotoGP. Sì, continuo a sognarla. Spero che vincendo magari in Sportbike qualcuno di Aprilia si accorga di me, decida di puntare su di me, di portarmi avanti. Nel caso che Aprilia decidesse di entrare nel Mondiale Superbike...chissà. Io sono qui! [Ride]. Sarebbe veramente stupendo andare avanti e diventare un grande campione con Aprilia".
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