INTERVISTA - A tu per tu con
Davide Stirpe, quattro volte Campione italiano in difficoltà nel CIV Superbike all'esordio con Barni Racing.
Dal 2018 a questa parte, Davide Stirpe ricopre il ruolo di tecnico federale della Federazione Motociclistica Italiana, occupandosi della formazione dei giovani talenti del motociclismo tricolore desiderosi di costruirsi una carriera di livello in questo sport. Con un'agenda fitta di impegni, al motociclista capitolino è capitato di festeggiare il proprio 34° compleanno in pista. Lo scorso 1° agosto, al Leopard Circuit di Viterbo in occasione del terzo round del CIV Junior 2026 in coabitazione con il Campionato Italiano Minimoto, non facendo affatto felice la nonna. "
Ha chiamato mia madre per assicurarsi che stessi bene. In mezzo alle gare non sono riuscito a risponderle, ci teneva a sentirmi per gli auguri...". Sportivamente parlando, la preoccupazione è crescente anche tra i suoi tifosi. Il quattro volte Campione italiano Supersport (2017, 2021, 2024) e Production Bike (2025) sta faticando nel CIV Superbike.
Scaricato dal team Garage51 Racing by DTO dopo un trionfale biennio, per il 2026 ha trovato una sistemazione nel Barni Spark Racing Team in un curioso intreccio con Michele Pirro, ma il piatto piange. Un irriconoscibile Stirpe figura 18° nella generale con un modesto 9° posto in Gara 1 al Mugello quale miglior risultato. Una stagione finora completamente da dimenticare. La domanda sorge spontanea: cos'è che non sta funzionando in questa sua nuova avventura?
Davide, quali sono le difficoltà più grandi?
"Una concomitanza di cause. Squadra nuova, regolamento Production parzialmente rinnovato rispetto allo scorso anno con una diversa impostazione dell'elettronica (BoP, sistema unico di acquisizione dei dati, ecc, ndr). Abbiamo iniziato la stagione con un pacchetto elettronico che non si addiceva alle mie caratteristiche di guida. Tant'è che non ho più avuto lo stesso feeling con la Panigale V4. A tutto questo si sono aggiunte una serie di disavventure ed anomalie meccaniche che ci hanno portato fuori strada".
Puoi spiegare meglio?
"La V4 non si comporta come nel 2025. Vero: il livello del campionato si è alzato, eppure la moto è pressoché identica allo scorso anno al netto dei 5 kg in più (2,5 kg effettivi considerando che il peso medio della V4 era già 2,5 kg superiore al peso minimo, ndr) combinati alla detrazione di 250 giri/motore. Con i tempi della scorsa stagione, ottenuti oltretutto con mescole più dure, mi sarei giocato il podio. Io ed il team con il passare delle gare ci siamo fatti un'idea più chiara del perché. Nell'ultima uscita di Misano qualche passo in avanti c'è stato. La posizione non ci soddisfa, ovviamente. Il distacco dalla vetta è ancora ampio, vogliamo di più, ma forse iniziamo ad intravedere la luce in fondo al tunnel. Guidando male, si fa presto a perdere 1 secondo. In passato non sarebbe stato un dramma, peccato che adesso in 1 secondo ci stanno oltre 10 piloti...".
La Production Bike ha dato nuova linfa al CIV Superbike, ma non sono mancate le polemiche...
"I numeri certificano la bontà della formula. Semmai, facendo un confronto con la stagione sperimentale dello scorso anno, si è un po' perso lo spirito della Production Bike. Ad eccezione di Ducati, tutti i costruttori godono di concessioni come la "vecchia" Superbike. Ci sono piloti che girano sui tempi degli anni passati, se non addirittura più forte. Da regolamento, Ducati deve correre con la centralina di serie: la nostra ECU è "chiusa", non possiamo apportare modifiche. Nel 2025 è scoppiato il caso della centralina alpha Racing di BMW: una centralina è connessa a varie aree di una moto, basta un piccolo accorgimento per fare la differenza. Insomma, nessuno conosce l'effettivo potenziale delle moto in questa configurazione, chi concede determinate agevolazioni non sa di preciso come tenere tutto sotto controllo. Equiparare le performance tra differenti tipologie di moto è un'operazione complessa. Sono favorevole all'utilizzo del Balance of Performance, a patto di trovare un compromesso, nei limiti del possibile: il BoP si basa sulle performance al banco prove oppure sui verdetti della pista? Basarsi sui risultati è sbagliato, guardate il Mondiale Supersport...".
Siete fiduciosi di poter superare questo momento critico?
"Sappiamo di cosa abbiamo bisogno. Sono successe purtroppo cose inspiegabili, fuori dal nostro controllo. Il curriculum della squadra parla da solo, mentre io non ho disimparato a guidare all'improvviso. Anche se ormai la stagione sta volgendo al termine, nei restanti 2 appuntamenti (Cremona e Vallelunga, ndr) continueremo a lavorare affinché possa ritrovare le sensazioni dello scorso anno. Se ci riusciamo, allora ci possiamo divertire. Non so se sarà sufficiente per vincere, ma almeno per salire sul podio...".
E con Barni Racing come va?
"Sono un gruppo meraviglioso. Li ringrazio, non mi hanno mai puntato il dito contro. Quando i risultati non arrivano, scagliarsi contro il pilota sarebbe la soluzione più ovvia e conveniente. Al contrario, hanno capito subito che i problemi non dipendono da me: hanno fiducia nei miei confronti".
Dopo la conquista del titolo Production Bike, hai preso il posto di Michele Pirro: troppa pressione?
"No, non devo dimostrare niente a nessuno. Sono sempre stato sereno e tranquillo, scendo in pista convinto delle mie capacità. Se si fosse trattata di una questione psicologica, avrei corso con maggiore libertà una volta tagliato fuori dai giochi-campionato. Invece il trend è rimasto quello. Inoltre, come ho spiegato sopra, la mancanza di risultati non è dipesa da miei errori, bensì da fattori esterni".
Nel biennio 2022-2023 hai vissuto un altro momento critico nel CIV Supersport: trovi delle analogie?
"Si, per certi versi. Anche all'epoca ci sono state difficoltà di natura tecnica, i risultati stentavano ad arrivare. Seppur con situazioni diverse dal presente. Nel 2022 cambiai solo la moto (dalla MV Agusta F3 675 alla F3 800 RR di Extreme Racing Service, ndr) senza tuttavia concretizzare complice un regolamento sfavorevole. L'anno successivo, semplicemente, non scattò mai la scintilla con la squadra (Mesaroli Racing Ducati, ndr)".
Quando hai bisogno di abbandonare la tua routine e lo stress, cosa fai?
"Mi piace trascorrere del tempo a casa, in compagnia di famiglia ed amici. Negli ultimi mesi poi ho preso parte a qualche gara podistica: l'allenamento va portato avanti, ma correre mi aiuta a staccare la spina dal motociclismo".
Ti sei divertito per il tuo compleanno?
"Io e Daniele Gregori abbiamo portato una torta. Pensa un po': Daniele, oltre ad essere il responsabile dell'Italiano Minimoto nonché presidente del Motoclub a cui sono iscritto, è nato il mio stesso giorno! Sabato sera si è svolta la Racing Night delle classi del CIV Junior, dunque abbiamo festeggiato allo scoccare della mezzanotte del 2 agosto. Quasi con un giorno di ritardo (ride, ndr)...".
Ti piace stare a contatto con i giovani?
"Tantissimo. L'attività di tecnico federale rientra nei miei momenti di svago, per quanto sempre attinente alle moto: mi dedico agli altri, non sono il fulcro di me stesso. Ricopro questo ruolo da diversi anni, stiamo iniziando a raccogliere i primi frutti del percorso intrapreso con la FMI. Alcuni piloti italiani attualmente impegnati nel motociclismo internazionale sono transitati dal CIV Junior: rappresentano un esempio per le nuove leve del nostro panorama nazionale".
La base del motociclismo italiano è povera di talento?
"È povera... non di talento, bensì di denaro. I piloti di prospettiva ci sono, purtroppo molti di loro non riescono a sfondare per mancanza di budget. Mi viene in mente Gabriel Fabio Vuono (Campione del Mondo FIM MiniGP 2022, ndr) del quale si sono un po' perse le tracce dopo aver fatto incetta di titoli tra le Ohvale a livello nazionale ed internazionale. Mi sarebbe piaciuto vederlo al MotoJunior: il potenziale per lasciare il segno non gli mancava affatto. Altri ancora neanche si avvicinano al motociclismo per costi troppo elevati. In passato non funzionava così, era un mondo più accessibile. Ai miei tempi esistevano i campionati regionali di Minimoto: i ragazzetti alle prime armi come me avevano l'opportunità di farsi le ossa "vicino casa", potendo così attirare l'attenzione di aziende locali che garantivano il supporto economico necessario per lo step successivo di carriera. Oggigiorno i regionali non ci sono più, i giovani piloti vengono catapultati subito nel campionato italiano che richiede investimenti fuori portata per molte famiglie".
Non sei solo pilota e tecnico federale, fai parte anche della rosa dei collaudatori Ducati. Nell'aprile 2025 hai portato all'esordio la nuova Panigale V4 R...
"Si, ho avuto l'onore di effettuare a Misano lo shakedown della V4 R bi-braccio girando insieme ai piloti del Mondiale Superbike, tra cui Nicolò (Bulega, ndr). Lui non poteva usarla e, logicamente, era molto attento e incuriosito ai miei commenti. Non sai quante domande! Il nuovo modello è un passo avanti al precedente, ho notato subito quanto fosse nato bene. Maggiore stabilità, migliore guidabilità: mi è parso tutto più semplice. Punti deboli? Al momento no. Se ci sono, sono impercettibili. Nicolò sta facendo un lavoro straordinario".
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