Mondiale motociclismo femminile, sfida sportiva e aspettative marketing

Traiettorie
lunedì, 27 maggio 2024 alle 17:02
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Il circuito di Misano, a metà giugno, terrà a battesimo il WorldWCR (World Circuit Racing), il primo campionato tutto al femminile con titolazione iridata. “Closing the Gender Gap” è il claim lanciato dalla Federazione Motociclistica Internazionale per introdurre il progetto. Quali saranno le implicazioni sportive e di marketing? Quale posizionamento avrà questa nuova serie? E perché l'autorità sportiva e il motorsport a due ruote hanno intrapreso questa strada? Proviamo a rispondere a questi quesiti.

UN MOVIMENTO GLOBALE

Un po' sorprendentemente, il WorldWCR ha riscosso un interesse di notevole impatto. La lista permanente di iscritte conta 24 partecipanti, il massimo che gli organizzatori si prefiggevano di avere. Ma, più del numero, stupisce la provenienza: cinque pilote sono spagnole, due francesi, due sudafricane e poi una a testa per i seguenti Paesi: Italia, Australia, Israele, Usa, Colombia, Germania, Repubblica Ceca, Taiwan, Norvegia, Gran Bretagna, Austria, Giappone, Messico, Ucraina, Cile. Cioè, in totale, saranno rappresentate ben diciotto nazioni, un orizzonte globale che non ha riscontri nelle altre categorie mondiali del motorsport, auto incluse. Questo è il primo aspetto estremamente positivo da sottolineare: il motociclismo da corsa al femminile, ancor prima di partire, abbraccia il Mondo intero.
“Come FIM negli ultimi vent’anni abbiamo lavorato intensamente per aumentare il numero di donne nelle corse” commenta il portoghese Jorge Viegas, presidente della Federazione Internazionale Motociclismo. “Abbiamo già campionati al femminile in varie specialità: motocross, trial ed Enduro, presto ci sarà anche nello speedway. Quando abbiamo cominciato a pensare che avremmo potuto lanciare un campionato femminile di livello Mondiale anche nelle corse su strada, Dorna ha recepito l’idea con grande entusiasmo, compiendo un lavoro eccezionale. Il numero delle partecipanti e così tante nazioni coinvolte in questa prima edizione, ci fanno pensare che il WorldWCR sarà un grande successo”

L'ASPETTO SPORTIVO

Le 24 ragazze correranno con l'identica moto, cioè la Yamaha YZF-R7. È un mezzo ipersportivo, bicilindrica di media cilindrata. Nella versione WCR raggiunge una potenza di oltre 80 cavalli, quindi è un mezzo ben più performante rispetto alle 300 utilizzate nella entry class del Mondiale Superbike. Anche se, anche per motivi promozionali, sarà in configurazione quasi di serie, cambia solo lo scarico. Comunque è una moto “vera” possiamo dire da concessionario, che esalterà talento e coraggio delle partecipanti. In questa prima edizione, il WorldWCR conta sei appuntamenti. Si comincia a Misano, poi si toccheranno Donington (Regno Unito), Portimao (Portogallo), di nuovo in Italia a Cremona (23-24 settembre) prima del gran finale previsto fra la portoghese Estoril (che sostituisce in corsa l'Ungheria) e Jerez (Spagna). Il calendario 2024 ha dunque una dimensione regionale, esclusivamente europea, per motivo di costi.

RAGAZZE VELOCI

Il motociclismo femminile, da molti anni, non è più una presenza di colore nei campionati misti. Anche in epoche abbastanza lontane a livello Mondiale si erano viste donne velocissime, come la finlandese Taru Rinne protagonista della 125GP negli anni '80. Nel '92 la bergamasca Daniela Tognoli vinse una prova del Trofeo Italia, allora uno dei campionati nazionali più importanti, mettendo in riga tutti gli avversari maschi: fu il primo successo di una pilota in Italia. Anche nel Mondiale Endurance, il campionato fisicamente più massacrante dell'intero panorama iridato con gare che si corrono sulla distanza di 8, 12 o 24 ore, le pilote sul podio non sono una rarità. Ma l'impresa più eclatante porta la firma della spagnola Ana Carrasco, che nel 2018 ha conquistato il Mondiale Supersport 300, la entry class della Superbike, battendo l'agguerritissima concorrenza di una quarantina di avversari maschi. La stessa ragazza ha disputato cinque stagioni nel Motomondiale Moto3, l'ultima nel '23. Dunque: da molto tempo ci sono ragazze estremamente competitive, anzi vincenti, anche nei campionati misti. È semmai un problema di numero: su cento mini piloti che cominciano l'attività di base, le ragazzine sono ancora una netta minoranza. Il WorldWCR sarà un veicolo promozionale tale da dilatare la “base”? Questa forse, su scala globale, è la scommessa più grande.

CLOSING THE GENDER GAP

Il claim scelto dalla Federazione Internazionale per promuovere la WorldWCR non sembra per nulla indovinato. Non solo per ragioni sportive, come spiegato qui sopra, ma anche etiche. La vera rivoluzione è la normalità, cioè il gap sarà chiuso davvero quando non ci sarà più bisogno di ricordarlo. Lo ha spiegato bene Francesca Paoli, amministratore delegato della Paoli Spa, l'azienda reggiana che fornisce a tutti i team Formula 1 le pistole pneumatiche per i pit stop. “Da noi ci sono solo bravissimi tecnici, a prescindere dal genere, il problema sarà risolto quando non mi farete più questa domanda” ha spiegato durante un panel sul motorsport svoltosi a Modena. Il “racconto” di questo progetto, le sue implicazioni sportive e sociali saranno un punto delicatissimo per il successo commerciale. La partenza però è un autogol.
“Più che fare una considerazione e dare un giudizio su questo,” esordisce Giulia Sormani, Direttrice tecnica del Master in Design the Digital Strategy del Politecnico di Milano, a cui abbiamo chiesto un’opinione, “mi sento di portare sul tavolo una domanda e di rivolgerla ai progettisti e cioè: stiamo utilizzando queste parole perché la nostra intenzione è aprire veramente la discussione e gli occhi sul gender gap o stiamo cavalcando un trend utile solo a raggiungere un’audience?”

DI CHI È IL WORLDWCR?

Per immaginare la parabola di sviluppo della serie al femminile, bisogna partire da una domanda: a chi appartiene questo asset? Nei prossimi due anni (2024 e 2025) il WorldWCR completerà il programma del WorldSuperbike. La massima serie delle derivate dalla serie appartiene a Dorna SA (da poche settimane partecipata al 86% dal gigante Liberty Media) ma è gestita da WorldSBK Organization srl, una società italiana. Il brand WorldWCR, cioè l'intero campionato, appartengono a Dorna SA, il gestore del Motomondiale. Per due anni, le ragazze saranno “ospiti” del WorldSBK, ma la destinazione 2026 molto probabilmente sarà quella di aggiungersi al programma della MotoGP, insieme alla MotoE, il campionato elettrico. Sotto questa strategia, si intravede chiaramente la “mano” di Liberty Media, già gestore della F1. Anche nelle auto, dal 2023, il campionato femminile denominato F1 Academy si corre in concomitanza con alcuni GP della massima serie. Sono gli stessi team F1 a gestire in pista le pilote, come adesso avviene nel Motomondiale per la MotoE. Nel 2026 il WoldWCR correrà insieme alla top class ed è ipotizzabile che ciascuno dei dieci team MotoGP sarà chiamato a gestire anche una struttura di pilote.

PRESENZA YAMAHA

FIM e Dorna hanno trovato l'appoggio di Yamaha che attraverso la propria filiale europea fornirà, a titolo gratuito, moto e ricambi alle squadre che gestiranno le ragazze. La YZF-R7, in configurazione stradale, è venduta al pubblico a 9700€ circa. Quindi calcolando anche ricambi, sviluppi e componenti speciali, si può immaginare che l'investimento per la esclusiva fornitura tecnica sia valutabile in 2-300 mila €. Non è noto se ci sia stato anche da parte di Yamaha anche un contributo economico di natura più pubblicitario-promozionale. L'impegno Yamaha, comunque ridotto, consentirà alla Marca del diapason non solo di promuovere uno dei modelli di punta del catalogo ipersport. Ma anche di legare il proprio brand ad un campionato in rampa di lancio. Che ha prospettive sportive e di marketing tutte da valutare.
Foto: WorldSBK

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