Questi sono giorni molto importanti per definire il futuro di
Alvaro Bautista, desideroso di continuare a correre nel Mondiale Superbike. Incassata la decisione di Ducati di non confermarlo nel team Aruba, adesso il pilota spagnolo è in
trattativa per approdare nel team Barni Spark, dove andrebbe a sostituire Danilo Petrucci. Una soluzione che gli permetterebbe di continuare a guidare una Panigale V4 R, nello specifico il nuovo modello tanto atteso nel 2026. Il suo manager
Simone Battistella ha concesso un'intervista a Corsedimoto per parlare della situazione.
Superbike, Bautista verso il team Barni: l'intervista a Battistella
Come procedono le trattative per il futuro di Alvaro?
“Stiamo negoziando seriamente con il team Barni, ma non abbiamo ancora chiuso. La volontà di Alvaro è quella di continuare a correre in Superbike e la sua priorità è farlo con una Ducati”.
L’accordo è vicino?
“Gli accordi bisogna firmarli prima di dire che sono fatti, però la trattativa è seria e siamo a buon punto. Vediamo se riusciamo a chiudere”.
Per chiudere manca qualcosa in termini economici o di garanzie tecniche?
“Garanzie tecniche. Ci sono situazioni che vanno chiarite con Ducati, non è solo una cosa a due, tra il pilota e Barni. In Superbike le squadre indipendenti possono comprare il materiale identico a quello delle squadre ufficiali. Stiamo cercando di capire se ci sono i presupposti tecnici per potersela giocare alla pari con il team Aruba”.
Ci sono stati contatti con BMW e Honda? Come ha detto Alvaro, il discorso zavorra ha condizionato le discussioni?
“Abbiamo parlato con BMW e con Honda. È evidente che chi prende un pilota che ha sulle spalle una zavorra deve fare un lavoro doppio: deve cercare di far andare forte la moto per quel pilota che però non corre ad armi pari con gli altri. Deve risolvere un ulteriore problema, quello della zavorra. Questa regola è una discriminante, è stata fatta ad personam, per Bautista”.
SBK, Alvaro e la regola del peso minimo
Bautista nelle scorse settimane è tornato a evidenziare il suo pensiero negativo sulla regola del peso minimo. Qual è la tua opinione? “È ingiusta dal punto di vista sportivo e anche tecnico. Sportivamente parlando, è stata fatta per rallentare il campione del mondo: sono riusciti in questo intento. In termini tecnici è sbagliata perché durante un giro il pilota più leggero ha più svantaggi che vantaggi rispetto a piloti più pesanti. Alvaro ha un vantaggio in rettilineo, però lì i piloti non ci passano neppure il 20% del tempo nell’arco di un giro. Il resto sono frenate, cambi di direzione, inserimenti in curva, percorrenza e accelerazione. In tutte queste fasi il pilota leggero è svantaggiato quando guida moto pesanti e potenti come le Superbike, perché i piloti più alti e pesanti riescono a contrastare meglio tutte le forze che si creano in tali fasi. Quelle fasi durano molto di più rispetto ai rettilinei”.
Il cambiamento del regolamento nel 2024 è stata una mazzata per il tuo pilota.
“La regola è scorretta. Nessuno si lamenta o cerca di cambiare le regole per contrastare il dominio di Marquez in MotoGP. La regola ha senso nelle categorie inferiori, dove le moto sono piccole e leggere, perché il vantaggio di un pilota di dimensioni ridotte può essere molto grande e difficile da contrastare. Se a una moto aggiungi il 10% del peso corporeo di un pilota, è evidente che lui si ritrova a contrastare delle inerzie pazzesche a 200-250-300 km/h. Fa fatica a frenare, a inserirsi in curva e durante la percorrenza ha una moto che spinge verso l’esterno”.
Vi siete mossi per provare di far cambiare questa regola?
“Abbiamo cercato e stiamo cercando di capire se si possa fare qualcosa. La regola fu fatta perché altri costruttori e altri piloti, ad esempio Razgatlioglu e Redding, fecero grandi pressioni su FIM e Dorna. Lo facevano perché non riuscivano a battere Bautista. Il risultato è che lo hanno battuto, con BMW che nel 2024 si è presentata in pista con un prototipo praticamente imbattibile. Potevano agire diversamente per cercare di avere maggiore equilibrio sulla griglia Superbike. Hanno voluto penalizzare Alvaro e non è stato bello sportivamente”.
Bautista, la scelta di Ducati e l'ipotesi tester Aprilia
Come avete vissuto la scelta di Ducati di non rinnovare il contratto per il 2026?
“Costruttori e team hanno tutto il diritto di scegliere i piloti su cui puntare. C’era un’opzione per l’anno prossimo e hanno deciso di non continuare, punto. La storia di Alvaro con il team Aruba Ducati è stata straordinaria, con tante vittorie e il titolo mondiale Superbike riportato a Borgo Panigale dopo tanto tempo. Se sono cambiate certe dinamiche e certi equilibri, lo accettiamo. Non c’è problema, nessuna polemica”.
“Non c’erano i presupposti. Comunque hanno fatto una scelta con tempi adeguati, permettendo a Bautista di trovare un’alternativa. Se l’alternativa sarà Barni, va benissimo. Parliamo di una squadra forte e che avrà una Panigale 2026 che si preannuncia molto competitiva”.
Se Bautista firmasse con il team Barni Spark, tu in quel box avresti due tuoi piloti, vista la conferma di Yari Montella. Come vedi questa possibile coppia?
“Se succedesse, Yari avrebbe la possibilità di imparare tanto da un pilota esperto come Alvaro. E per lo stesso Alvaro sarebbe uno stimolo, perché Yari è un pilota giovane e talentuoso. La vedo bene, sono due piloti che vanno d’accordo e che hanno sempre avuto buoni rapporti con i loro compagni di squadra”.
Come sono andate le cose con Aprilia? Era spuntata l'ipotesi che Bautista ne diventasse tester in MotoGP.
“Abbiamo parlato con Aprilia, però era tutto abbastanza legato alla situazione di Jorge Martin, che si è risolta nel modo migliore per lui e per il team. Quindi, la struttura Aprilia rimane quella attuale, che sta funzionando bene: secondo me, possono giocarsi il mondiale nel 2026”.