Corsedimoto pubblica periodicamente le storie dei ragazzi e ragazze di Diversamente Disabili
. Corse, sogni, incidenti e clamorose rinascite. Storie di Moto e storie di vita si intrecciano in mille modi. Ivo Arnoldi anni fa è stato uno dei piloti più veloci della Superbike nazionale. Oggi è ancora in pista nelle competizioni Di.Di, nella foto d'apertura Ecco come ce la racconta Sono sono Ivo, nato a Trento il 3 ottobre 1964 e vivo a Levico Terme. Fin da bambino, l’impennata per me è stata quasi un’ossessione. Ogni volta che uscivo di casa con la bicicletta, c’era una sola cosa che mi veniva naturale fare: tirare su il manubrio. Ma all’inizio, inutile dirlo, non è affatto facile.
Graziella, il primo amore
Avevo circa otto anni quando, con i soldi della comunione, riuscii a comprarmi una Graziella arancione, bellissima. È lì che è iniziato tutto.Per fare i primi metri con la ruota alzata, mi ero inventato un metodo: usare i tombini sulla strada come riferimenti. Cercavo di andare da uno all’altro... facile a dirsi, molto meno a farsi.
Ed è proprio lì che entrano in gioco le prime “strategie”. La bici era grande e pesante, quindi il problema era uno solo: il rapporto peso/potenza. Soluzione? Alleggerire. Via i fari, via i parafanghi, via il campanello, perfino il carter della corona. Ogni grammo contava.
Poi c’era da capire la velocità giusta, quella in cui le gambe riuscivano a esprimere la “coppia” necessaria. Da lì in poi è stato un lavoro di pazienza: ore, giorni, mesi. Fino a quando sono riuscito a fare tutto il viale in impennata. Nel frattempo, però, non ho mai contato quanti “decimetri quadrati di pelle” ho lasciato sull’asfalto...
Un altro livello
A dodici anni il salto: il motorino di mia sorella, un Califfo tre marce con i pedali. Un’altra storia. Poi è arrivata la moto da cross — lì sì che sembra facile... almeno finché non inizi a cadere sul serio.
Ma tra tutte le impennate, quella che porto nel cuore è un’altra.Le Mans, 2008. La prima volta che siamo riusciti a concludere la 24 Ore, dopo tre tentativi. Quella impennata non era solo tecnica o adrenalina: era liberazione, soddisfazione pura.
Eppure Ivo impenna ancora
Poi la vita, a volte, ti mette davanti a un’altra curva.Il 18 giugno 2017 sono caduto con il parapendio. Le conseguenze sono state pesanti: fratture vertebrali importanti (L1, L3 e L4), un intervento con l’inserimento di 30 cm di fissatori, la frattura del femore destro trattata con un chiodo e l’asportazione di parte del polmone destro. Eppure... siamo ancora qua ad impennare ancora!
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