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Ho l'impressione di non sfruttare ancora tutto il potenziale di questa Ducati." Forse è stata questa la frase più importante che
Scott Redding ha pronunciato in coda ai test Superbike a Jerez. Interpretare la classifica, in inverno, è sempre un esercizio difficile. Ma è indubbio che Jonathan Rea e la Kawasaki abbiano stampato tempi fuori portata. Il campione del Mondo, con la gomma da qualifica, è sceso a 1'38"397, contro 1'39"465 di Redding, nella stessa configurazione. C' anche da considerare che JR1 ha lasciato qualche decimo nell'ultimo settore, altrimenti il divario sarebbe stato ancora più ampio (
qui i tempi dei test). Anche con la gomma da gara Rea è stato costantemente 5-6 decimi più veloce di Redding. La due giorni spagnola però non è un campanello d'allarme. Non scordiamoci che lo scorso inverno Rea dettò legge su ogni pista, con vantaggi consistenti su Alvaro Bautista. Ma poi il ducatista vinse le prime undici gare del Mondiale...
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Abbiamo cercato di migliorare la trazione, perchè questa è la chiave" spiega
Scott Redding. "
Per due giorni abbiamo provato tante soluzioni, ma solo alla fine abbiamo trovato qualcosa che ci ha fatto fare qualche progresso. Non siamo dove vorremmo essere, ma pensiamo di aver capito in quale direzione lavorare nelle prossime uscite." Redding sta guidando la V4 R abbastanza "scarica" d'elettronica.
"La Ducati che guiderò nel Mondiale è più o meno uguale a quella che avevo nel British Superbike, ma lì non avevo alcun controllo elettronico. Quindi questo settore è nuovo per me. Mi sono fatto l'idea che la Ducati non abbia bisogno di tanto intervento dei controlli. Mi basta qualche aiuto in determinate parti della pista, per il resto tutto funziona bene."