Un anno fa tutti erano pronti a scommettere che Andrea Iannone sarebbe approdato ad un team ufficiale. Così non è stato. Nonostante una stagione positiva non ha trovato spazio nelle squadre factory ed è rimasto dunque al Go Eleven, un'ottima realtà privata con la quale si era trovato molto bene. Ha iniziato poi il 2025 con due podi in Australia ma nelle ultime gare non è riuscito a conquistare dei risultati all'altezza delle aspettative. Ora il Mondiale Superbike fa tappa a Most. Su questo circuito un anno fa è salito sul terzo gradino del podio in gara-1. Al suo fianco avrà il manager Gelete Nieto, figlio di Angel e fratello di Pablo.
"È un piacere avere con noi Gelete Nieto, un uomo di grande esperienza - racconta a Corsedimoto Denis Sacchetti, team manager Go Eleven - di fatto frequenta il nostro box fin dall'Australia perché il fratello è impegnato in altre attività. Credo che la sua presenza sia positiva anche e soprattutto in ottica 2026, per aiutare Andrea Iannone a trovare un team ufficiale".
Il Go Eleven sta stretto ad Andrea Iannone?
"No, non direi così. Se non ci fosse stata stima e fiducia reciproca non avremmo rinnovato non saremmo andati avanti. Ci troviamo molto bene assieme, il rapporto è bello, funziona tuttavia io se fossi in lui ora sì, vorrei gareggiare per una squadra ufficiale. Andrea Iannone è un pilota esigente. In MotoGP ha sempre gareggiato con moto factory, io credo che il suo vero vero habitat sia un team ufficiale con relativo budget, mezzi e tutto il resto. Ok farsi un anno in una squadra Indipendente, va bene un secondo ma ora merita di gareggiare per una Casa motociclistica". Tra i team ufficiali e quelli privati ci sono differenze sostanziali?
"Proprio Ducati ha dimostrato che è possibile vincere un Mondiale pur gareggiando per un team privato. A livello di moto no, non ci sono particolari differenze tra privati ed ufficiali. Il pacchetto tecnico è più o meno lo stesso ma i budget sono diversi. Io credo che quest'anno la differenza la stiano facendo i due piloti di vertice cioè Nicolò Bulega e Toprak Razgatlioglu più che le squadre. Sono loro che sono veramente sopra tutti. Tutti gli altri piloti, compreso Andrea, lottano per il terzo posto".
Chi è l'uomo chiave a livello di mercato?
"Ora è tutto fermo, congelato. Bisogna capire cosa farà Toprak Razglioglu ma pure Alvaro Bautista. Non si sa se andrà avanti o lascerà. Noi ancora non ci stiamo muovendo per il 2026, non abbiamo iniziato a ragionare anche perché, ovviamente, dipende da cosa farà Andrea Iannone".
Per Most cosa ti aspetti?
"Andrea Iannone non aveva mai corso a Most e l'anno scorso era andato subito fortissimo. Quest'anno abbiamo commesso degli errori pesantissimi però la velocità non ci è mai mancata quindi penso che si possa fare molto bene. Non ce la potremo giocare con Bulega e Razgatlioglu però ritengo che potremo puntare al terzo gradino del podio".