Un anno fa
Yari Montella era stato promosso in Superbike dopo un'ottima stagione in Supersport con sette vittorie e quattordici podi. Meritava il salto di categoria con la Ducati di Barni, alla grande. Nei primi appuntamenti stagionali è stato molto veloce poi però si è spenta la luce. A fine stagione comunque è riuscito a riaccenderla ed ora è pronto per un 2026 luminoso.
Yari Montella ci crede così come il Barni Spark Racing Team che lo ha sempre sostenuto anche nei momenti più difficili. Il pilota campano è un ragazzo che si fa voler bene da tutti: è educato, umile, disponibile e molto professionale. Nel
motociclismo il carattere è importante e questo gioca sicuramente a suo favore. Se un pilota è facile da gestire, non crea problemi nel box e si assume sempre le proprie responsabilità, sicuramente ha buone chances di andare avanti anche se i risultati non sono quelli sperati.
"Il 2025 è stato un anno particolare - racconta
Yari Montella a Corsedimoto -
siamo partiti bene, anche meglio di quanto pensassimo. Abbiamo visto che il potenziale c'era a nei primi appuntamenti sono arrivati dei buoni risultati. Poi però sono entrato in una sorta di loop negativo. Ho commesso degli errori, sono caduto tante volte, ho avuto alcuni problemi alla moto... Ho vissuto un periodo molto difficile a livello mentale. Sembravo entrato in uno di quei vortici dai quali è complicato uscire e le tante cadute non mi hanno certo aiutato. Sono riuscito ad avere però la forza per andare avanti, grazie anche al sostegno della mia famiglia, del mio preparatore e del team. Ci tengo a ringraziare il mio capo Marco Barnabò e tutti i ragazzi della squadra. Non mi hanno mai creato la benché minima pressione ma mi hanno sempre aiutato, sostenuto, chiesto cosa potevano fare per me. É stato molto importante poter contare su una squadra così". Che voto dai alla tua stagione?
"Cinque. No, non mi merito la sufficienza. Le prime gare potevano essere state pure da sette però poi le cose sono andate male e se dicessi che è stata una stagione da sei non sarei onesto con me stesso. Quello che restano sono i numeri, i risultati e non ci sono stati".
Tante cadute: perchè?
"Le cadute non erano dovute ad un eccesso di foga o di velocità. Credo siano state causate dall'inesperienza. Per fortuna non mi sono mai fatto troppo male a livello fisico anche se chiaramente hanno pesato molto sul morale. A fine stagione sono riuscito peró a resettare tutto, a fare il mio secondo week-end senza cadute ed a ripartire. Il 2026 per me è iniziato già a Jerez. Quest'anno mi sono giocato un bel po' di jolly e credo che non me ne siano rimasti tanti per il prossimo".
Ora andrai in vacanza?
"No, mi sono fatto una settimana di riposo a casa con la famiglia, ho staccato la spina ed ho scaricato la tensione accumulata nel 2025. Ora sono già ripartito, ho ripreso gli allenamenti e la preparazione fisica per il 2026. A gennaio parteciperemo ai test ufficiali".
Arriva Bautista, compagno scomodo
"É molto stimolante. L'anno prossimo sarà estremamente importante per me. Non sarò più un esordiente e dovrò giocarmi al meglio tutte le carte per poter avere un futuro in Superbike. Alvaro è un campione, guida molto bene, è un grande professionista ed ha un'enorme esperienza. Spero di poter apprendere qualcosa da lui per anche quanto riguarda il metodo di lavoro. Affronterò il 2026 con fortissime motivazioni: voglio crescere in modo regolare e costante ripagando il team della fiducia che ha riposto in me". "In Testa" la biografia di Jonathan Rea disponibile su
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