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Inizio eccellente per
Garrett Gerloff nel Mondiale Superbike: nono posto in gara-1, podio nella Superpole Race, settimo in
gara-2. Ma nella giornata di domenica ha dimostrato di aver preso perfettamente le misure alla sua Yamaha R1 e di poter essere tra i protagonisti. Scivolato 14° al giro di apertura della gara sprint si è reso autore di una rimonta impressionante che aveva quasi dell'incredibile per un rookie. Nella seconda gara ha lottato per la leadership nei primi giri, fino a quando una caduta non lo ha fatto scivolare in 13esima posizione.
A quel punto l'americano della Yamaha ha dovuto rimontare in fretta e furia. Dopo il primo week-end di Superbike Gerloff è sesto in campionato con 23 punti, in attesa del prossimo appuntamento all'Estoril. Ma Garrett ha lasciato il segno ad Aragon quando a fine gara è andato nel parco chiuso per chiedere scusa a
Jonathan Rea. Fortunatamente il sei volte campione del mondo non ha riportato conseguenze, rimanendo in piedi dopo un breve tratto sullo sterrato. "
In Gara 2 mi sentivo davvero bene sin dall'inizio e volevo almeno lottare per il podio - racconta lo statunitense -.
Quindi sono molto frustrato per l'errore che ho fatto. Ero dietro a Johnny (Rea), ma non potevo fermarmi così velocemente come ha fatto lui. Le mie opzioni erano o colpirlo alla schiena o arrivare al suo interno e, si spera, mancarlo. Quindi è quello che ho cercato di fare".
La sua manovra ha costretto il nordirlandese della Kawasaki ad un fuori pista. "
Fortunatamente è riuscito a stare sulle due ruote. Sono caduto, ma sono riuscito a riprendere subito la moto e ad andare avanti - ha aggiunto
Garrett Gerloff -.
Nel complesso la moto era buona, così ho cercato di dare alla squadra il miglior risultato possibile nonostante l'errore. È stato bello essere il miglior pilota indipendente al traguardo". Nel pomeriggio di domenica
Jonathan Rea ha teso una mano al rivale, dopo aver accettato diplomaticamente le sue scuse chiamandolo 'amico'. "
Ho apprezzato le tue parole e il fair play...".
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