Marco Barnabò ha parlato a Corsedimoto della stagione Superbike 2025 e del futuro del Barni Spark Racing Team.
Il Barni Spark Racing team ha disputato un’ottima stagione Superbike 2025, conquistando grandi risultati con Danilo Petrucci e accompagnando un rookie come Yari Montella al debutto nella categoria. La squadra è stata la migliore tra le indipendenti e Petrux è stato il migliore pilota indipendente. Purtroppo, un infortunio capitato al ternano mentre occupava la terza posizione nella classifica generale ha impedito a lui e alla struttura bergamasca di chiudere con la ciliegina sulla torta il triennio assieme.
Petrucci correrà con BMW nel 2026, mentre nel box arriverà Alvaro Bautista. Il due volte campione del mondo SBK ha grandi motivazioni e con la nuova Ducati Panigale V4 R punta ad essere protagonista. La sua presenza può aiutare Montella, confermato e chiamato ad alzare il livello. Il team principal
Marco Barnabò ha concesso un’intervista a Corsedimoto.com per ripercorrere l’ultima stagione e per parlare anche del futuro.
Superbike, Corsedimoto intervista Marco Barnabò
Qual è il bilancio complessivo della stagione 2025?
“Sicuramente è positivo. Ovviamente, c’è rammarico per l’infortunio di Danilo, perché non ci ha permesso di giocarci la conquista del terzo posto. Avremmo preferito perderlo in pista. Comunque, siamo sempre stati con i migliori e il bilancio con Petrucci non può che essere positivo. Per quanto riguarda Montella, il pilota è stato veloce, ma non ha concretizzato abbastanza il lavoro svolto nel box. Lui non è contento di come è andata la sua stagione e di conseguenza non siamo soddisfatti neanche noi, però abbiamo deciso di dargli fiducia anche per il 2026. Consideriamo il 2025 un anno di apprendistato, nel prossimo dovrà concretizzare di più”.
Barni Spark Racing Team ha raddoppiato moto e piloti in Superbike dal 2025. Questo cambiamento quanto è stato difficile da gestire?
“Questa è la cosa purtroppo che in pista non si vede, ma si tratta di un lavoro molto complicato. L’organizzazione a casa è diventata molto più grande, il lavoro da fare in vista dei weekend di gara è raddoppiato e viene fatto da poche persone. Diciamo una, Pamela. Per quanto riguarda la pista, è impegnativo ma anche più bello avere due piloti che girano, perché puoi fare dei confronti e questo ci aiuta nel lavoro”.
Avete avuto un triennio molto soddisfacente con Danilo Petrucci, siete cresciuti ogni anno e la vostra è stata una bella storia. Cosa vi lascia questo percorso fatto assieme?
“Ci lascia un ricordo positivo, c’è grande soddisfazione per loro fatto insieme. Quando siamo partiti, eravamo in difficoltà. Nel primo test a Portimao prendevamo 2 secondi dal primo. Non era affatto scontato che avremmo avuto un risultato finale così positivo. Nei primi tempi non era contento, nei primi sei mesi c’è stata una situazione difficile da gestire. Poi ha capito che serviva del tempo, che doveva dare fiducia alla moto, alla squadra, alle gomme e che doveva abituarsi. Da lì è stato un crescendo, ogni anno abbiamo sempre cercato di migliorare. Abbiamo fatto dei lavori specifici per lui: il forcellone, la sella, il serbatoio… Sono soddisfatto dell’ottimo lavoro che abbiamo fatto assieme”.
E come hai reagito quando Danilo ti ha comunicato che avrebbe firmato con BMW?
“L’ho presa molto male. Davo per scontato che saremmo andati avanti insieme. Noi volevamo continuare, mentre lui era tentato dalla possibilità di andare in un team ufficiale. Non sembrava che avesse una porta aperta, invece poi è arrivata l’offerta della BMW. Penso che sia stato un po’ combattuto nel prendere quella decisione. Ma quando offrono la moto che ha vinto gli ultimi due mondiali piloti e una squadra ufficiale, non so cosa dire. Danilo pensato che fosse un’occasione da non rifiutare. Da una parte condivido, dall’altra magari no, però accetto la sua decisione. Resteremo in ottimi rapporti per sempre”.
Barni Spark Racing Team con Bautista e Montella: le aspettative per il 2026
Com’è nata l’operazione che ha portato Alvaro Bautista nel Barni Spark Racing Team?
“Quando Danilo ha deciso di cambiare, ho pensato che sarebbe stato necessario trovare un pilota del suo calibro per continuare il lavoro che la squadra sta facendo. Inoltre, i partner che ci supportano pensavano che saremmo andati avanti con Petrucci, quindi non potevo permettermi di non avere un pilota di esperienza e competitivo. Sapevo che Alvaro era un po’ alle strette con il team ufficiale e ho cominciato a lavorare subito per portarlo da noi. Ho visto da parte sua una grandissima voglia di mettersi ancora in gioco e di lavorare con un team privato per competere e vincere delle gare. Questo ci ha dato tanta soddisfazione, perché un due volte campione del mondo magari può decidere di restare a casa piuttosto di correre con un team indipendente. Da parte sua ho sentito una grande fiducia in noi e questo ci riempie di orgoglio. Rea e Iannone? Siamo andati molto spediti con Alvaro, anche se circolavano più nomi. Quando ha capito che non poteva rimanere nel team ufficiale Ducati, abbiamo chiuso l’accordo. Era ferragosto quando abbiamo firmato”.
Cosa ci aspettate da Bautista e Montella nel 2026? C’è anche una nuova Ducati Panigale V4 R in pista.
“La moto nuova sarà un grande impegno. L’abbiamo portata a casa da pochi giorni e ci sarà tanto lavoro da fare, perché è completamente nuova. Montella è consapevole di non poter sbagliare la stagione, si sta allenando tanto. Ha anche cambiato la persona che lo aiuta nella preparazione mentale, ha preso una strada che anche io gli ho consigliato e sono sicuro che vedremo dei miglioramenti. Non gli manca la velocità, ma deve capire bene cosa deve fare nei vari momenti. Bautista ha una grande voglia, si sta allenando moltissimo. Le sue aspettative sono alte, io preferisco tenerle un po’ più basse. Quello che non siamo riusciti a fare con Danilo vorremmo farlo con Alvaro, anche se ci sono tanti piloti che possono essere competitivi in Superbike. C’è un regolamento fatto per aiutare i costruttori che sono più in difficoltà e questo genera abbastanza equilibrio delle prestazioni”.
Alvaro da un po’ di tempo sta portando avanti una battaglia per l’abolizione della regola sul peso minimo introdotta in SBK dal 2024. Cosa pensi di questo tema? “Capisco la sua decisione e credo sia lecito il discorso che sta portando avanti. Da parte mia ho deciso di non parlare più di regolamenti. Accetto le regole del gioco e mi concentro sul lavoro da fare affinché le mie moto siano più competitive possibile”.
Che stagione Superbike 2026 ti aspetti?
“Di solito, i miei pronostici non si avverano mai. Ad esempio, pensavo che Razgatlioglu non avrebbe vinto con BMW, invece ha vinto al primo anno. Sono convinto che ogni anno il campionato diventi sempre più competitivo e professionale. Io dieci anni fa mi giocavo la top 10 con Baiocco e una moto quasi stradale, adesso ho una moto semi-ufficiale e devo avere un pilota che ha vinto gare se voglio essere competitivo. Il livello è diventato altissimo e gli investimenti economici sono importantissimi. Il campionato è molto bello e molto combattuto, questo ci spinge a investire. Quando sei davanti, hai grande soddisfazione. Non so chi vincerà il titolo. Speriamo Bautista, dato che vuole vincerlo!”.
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