Escamez ha parlato della sua esperienza come team manager Honda Superbike e anche dalla discussa regola sul peso minimo.
Honda è tornata nel Mondiale Superbike con un proprio team ufficiale dal 2020 e finora non è riuscita ad avere il successo sperato. Da allora ha conquistato solamente 6 podi: 3 con
Alvaro Bautista, 2 con Iker Lecuona e 1 con Xavi Vierge. L'ultima vittoria risale al 2016, quando Nicky Hayden si impose in Gara 2 a Sepang (Malesia).
L'anno prossimo non cambieranno solamente i piloti, con
Jake Dixon e Somkiat Chantra al posto della coppia Vierge-Lecuona. Anche il team manager della squadra HRC sarà un altro:
José Manuel Escamez, in carica dal 2024, verrà sostituito da
Yuji Mori.
Superbike, Escamez racconta l'esperienza da team manager Honda
Escamez ha iniziato a lavorare per Honda verso fine 2019 e, intervistato dal
canale YouTube PecinoGP del giornalista Manuel Pecino, ha raccontato come è stato il passaggio in Superbike nel 2024: “
Quelli con cui ho lottato maggiormente sono stati i
giapponesi, ma per una ragione. La figura del team manager non deve prendere
certe decisioni tecniche, però ha comunque la responsabilità morale di mettergli
pressione affinché reagiscano. Se li lasci fare, generalmente, vanno al loro
ritmo. Quando gli metti un po’ di pressione, poi reagiscono. Ma molte volte è
stato difficile e frustrante. A poco a poco siamo migliorati”.
Lo spagnolo ha cercato di dare la propria impronta nel ruolo da team manager e ha spiegato un aspetto sul quale si è lavorato tanto sulla CBR1000RR-R Fireblade SP, cambiata anche per quanto riguarda il rumore prodotto: “Abbiamo iniziato a lavorare molto da fine 2024 sulla valvola di scarico. Questa valvola è presente su tutte le Superbike, ma quando sono arrivato nel team nel 2024 non l'avevamo, perché l'avevano provata e non funzionava bene. Nulla di quello che ti viene dato per la prima volta va bene, questo succede quasi sempre. Ma bisogna lavorare e capire. Il cambio di rumore è stata una delle grandi differenze che si percepiscono dalle tribune. Ci abbiamo messo mesi affinché funzionasse”.
SBK, meglio una CBR1000RR-R con motore V4?
Il motore Honda si è dimostrato performante in termini di velocità massima, però ha evidenziato di avere difficoltà in accelerazione ai bassi regimi: “I piloti erano frustrati - racconta Escamez - Dovevano frenare sempre tardi, perché accelerando non potevano fare niente. Io so dove si può migliorare, però Honda è molto coinvolta in MotoGP e non c’è la stessa capacità di sviluppo in Superbike. Quest’anno ho provato a fare una sede in Inghilterra, ma affinché possa funzionare l’ingranaggio fabbrica-team manca tanto”.
Al manager spagnolo è stato chiesto se in casa Honda farebbero bene a pensare di adottare un motore V4, mettendosi così alla pari con Ducati. La sua risposta è chiara: “Direi di sì, a occhi chiusi. Le Superbike sono derivate dalla serie, bisogna fare modo che le persone comprino e che funzionino bene anche in pista. Quando vai in concessionario, cos’è la prima cosa ci attrae? Quando te l’accendono e senti il rumore. Partendo da questa base, direi che a livello strategico e commerciale sarebbe meglio un V4. Anche in MotoGP sono andati tutti nella direzione del V4. Ma in Giappone deve esserci qualcosa di strategico che io non conosco e che li porta a continuare con il 4 in linea. Non so cos’abbiano in mente. Se dovessi decidere io, farei un V4”.
Bimota e regola anti-Bautista
L'ex team manager HRC ha ammesso di avere grande fiducia per il futuro di Bimota, con un progetto che Kawasaki ha fatto debuttare positivamente nel 2025 e che sembra avere il potenziale per crescere tanto nel 2026: “Mi aspetto tanto dalla Bimota. Il team è eccellente, viene dall’epoca Kawasaki. Penso che la mossa strategica che hanno fatto sia stata molto saggia e che gli restituirà ciò che cercano”.
Infine, Escamez è stato interpellato pure sulla discussa
regola del peso minimo introdotta in Superbike nel 2024 e della quale
Alvaro Bautista farebbe volentieri a meno, visto che è praticamente l'unico a subirla con ben 6 chili di zavorra: “
Si lamentavano del peso di Bautista - ammette il manager spagnolo -
e mi sembra una sciocchezza. Alvaro non vinceva perché pesava meno. La gente non si rende conto di quanto soffra nel mettere peso sulla ruota posteriore e scaldarla. Non vedo motivo per mettergli una zavorra. Ma va precisata una cosa: i tifosi puntano il dito contro Dorna, che però non ha nessuna colpa. Queste sono cose che si decidono in un gruppo che è la MSMA. La sua stessa squadra ha approvato quella norma, dopo che gli altri costruttori l’hanno promossa e appoggiata. Poi io penso che Bautista farebbe lo stesso con o senza extra-peso: non dimentichiamoci che è arrivato terzo dietro a due piloti molto forti. Sicuramente avrebbe potuto lottare di più. Comunque mi sembra una regola stupida, però va detto che la stessa Ducati l’ha approvata”.
Corretto quello che ha detto. La MSMA è l'associazione dei costruttori e dentro, ovviamente, vi è anche Ducati. Quest'ultima ha votato a favore della regola sul peso minimo, forse sottovalutando i problemi che avrebbe avuto Bautista. Il due volte iridato SBK è stato "beffato" dallo stesso marchio per il quale correva e correrà anche nel 2026, seppur spostandosi nel team privato Barni Spark.
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