Dopo gli anni nel Motomondiale, Arenas ha iniziato un nuovo percorso in Supersport e ha chiaro dove vuole arrivare in futuro.
Uno dei volti nuovi del Mondiale Supersport 2026 è
Albert Arenas, il cui inizio nella categoria è stato molto positivo: a Phillip Island ha vinto Gara 2, dopo essere arrivato quarto in Gara 1, mentre a Portimao ha conquistato un quinto posto al sabato e un terzo posto alla domenica. Nella classifica generale occupa la seconda posizione con 65 punti, a solo 6 lunghezze dal leader Jaume Masia.
Il campione Moto3 2020 si è ritrovato tra le mani una Yamaha R9 altamente competitiva, però adattarsi subito non è mai qualcosa di scontato. Invece, lui è riuscito immediatamente a esprimersi su buonissimi livelli e sembra avere il potenziale per essere uno dei principali protagonisti del campionato fino alla fine.
Albert Arenas non voleva la Supersport, ora punta ad arrivare in Superbike
Intervistato durante una puntata del podcast DURALAVITA, Arenas ha ammesso che in un primo momento il passaggio nel Mondiale Supersport non era nei suoi piani, ma poi l'ha accettato e spera di poter fare un percorso come quello di Nicolò Bulega, diventato campione in Supersport dopo anni difficili nel Motomondiale e poi diventato un top rider della Superbike: "Sì, mi piacerebbe fare un cammino come il suo. Vedremo. Inizialmente, era chiaro che io non volevo venire in Supersport, però poi ho dovuto prendere una decisione e ho deciso di rischiare. Penso sia un rischio fare un passo indietro, ma a volte mi piace il rischio e può essere un buon trampolino per iniziare una buona carriera sportiva nel WorldSBK e arrivare ad essere un pilota ufficiale. Chissà dove sarò tra 4-5 anni".
L'età non è dalla sua, visto che va per i 30 anni (li compirà a dicembre), però il pilota del team AS BLU CRU Racing è determinato a fare del suo meglio in SSP per avere la sua chance anche in SBK. Stava per averla già nel 2026,
Lorenzo Mauri aveva ammesso di pensare a lui per il team Motocorsa, ma poi la trattativa non è decollata. Arenas ha accennato anche a quel tema: "
Solitamente, i piloti che lasciano la Moto2 vanno in Superbike, pochi passano in Supersport. Avendo anche corso due anni alla 8 Ore di Suzuka con una moto SBK ed allenandomi con una Yamaha R1, avevo già un po' di familiarità con quel tipo di moto e avevo voglia di guidare una Superbike. Ho avuto la possibilità di andare in un team satellite Ducati, ma poi la cosa non si è concretizzata e il perché preferisco tenermelo per me. Alla fine, ho preferito prendere un rischio e ripartire da zero. Vedremo dove arriverò".
Non ha voluto spiegare la ragione del suo mancato trasferimento immediato in Superbike, però è qualcosa che ormai appartiene al passato. Il suo obiettivo è imporsi in Supersport e poi guadagnare la possibilità di correre anche nel principale campionato delle derivate di serie. Ha grandissime motivazioni. Dopo aver vinto il titolo Moto3, i cinque anni in Moto2 non sono andati come si aspettava ed è rimasto senza posto al termine dell'ultima esperienza biennale con il team Gresini. Ha dovuto voltare pagina e spera di scrivere una bella storia nel paddock del WorldSBK.