Nicolò Bulega super Mondiale: il pulcino bagnato è diventato cigno, una storia da cinema

Superbike
domenica, 27 settembre 2026 alle 17:00
Nicolò Bulega festeggia da campione del mondo Superbike al Cremona Circuit
Nicolò Bulega campione del mondo Superbike 2026 al Cremona Circuit
Se nasci figlio di un babbo che corre e vince, crescere su una moto è destino. Nicolò Bulega è salito in sella a quattro anno e non è sceso più. Adesso, alla soglia dei 27, festeggia il Mondiale Superbike più dominato di sempre: 26 vittorie in 30 gare, roba che neanche Carl Fogarty e Troy Bayliss, tanto per citare due miti Ducati del passato.
Il motociclismo corre veloce, per cui pochi ricordano l'arrivo di Nicolò Bulega nel paddock delle derivate dalla serie. Era ancora giovanissimo, appena 22 anni, ma lo davano già per finito. Lo avevano bruciato le delusioni patite nel Motomondiale, dov'era approdato nel 2016 come l'erede naturale di Valentino Rossi. Non solo per il talento, ma anche per il personaggio: alto, carino, lunghi capelli biondi, esuberante. Nicolò sembrava progettato apposta ma le grandissime attese avevano consumato il ragazzino fisicamente troppo grande per vincere sulle piccole Moto3 e ormai smarrito una volta approdato in Moto2. Pochi ricordano quel calvario: in tre stagioni aveva concluso nelle posizioni dei comprimari: 17°, 20° e 26°.

La visione vincente

Dare a questo talento perduto una seconda opportunità è stata la splendida visione di Stefano Cecconi, il CEO del gigante Aruba e proprietario dello squadrone che gestisce l' attività ufficiali Ducati nelle derivate di serie. La prima stagione Supersport è stata come una sorta di convalescenza: i piloti non si rompono solo le ossa, ma talvolta pure l'anima. L'anno dopo, il 2023, il titolo Mondiale gli è caduto nelle mani come fosse facile, record dopo record. Salito in Superbike, è cresciuto all'ombra dell'incontenibile Alvaro Bautista edizione '24. Poi è toccato a lui: l'anno scorso si è scontrato con un altro talento formidabile, Toprak Razgatlioglu, perdendo il titolo all'ultima gara dopo un forsennato testa a testa durato l'intero campionato. Uscito di scena il turco, Nicolò Bulega ha strapazzato tutti, vincendo tutto. E' mancato solo il sigillo finale a Cremona, ma che importa: l'importante era salire sul trono iridato, fra la sua gente, in una gara italiana con una moto italiana. Missione compiuta, per adesso.

La MotoGP in mente

Bulega ha più di metà di questo campionato da pilota MotoGP in pectore. Rientrare nei GP dalla porta principale, è stata la chiusura di un certo: ne era uscito da pulcino bagnato, ci torna con l'eleganza del cigno. E per di più, per uno strano intreccio di destini e opportuità, verrà riaccolto da quello stesso team VR46 che lo aveva lasciato fuori dalla porta, come un oggetto che non ti serve più. Questa è una di quelle. nemesi che spesso lo sport ci offre: il ragazzino che rischia di smettere, soffre, torna a vincere e diventa pià forte di prima è una narrazione da cinema.

L'incoronare del Re

Un anno fa la Ducati ha voluto tenersi a tutti i costi Nicolò, che aveva sul tavolo una principesca offerta pluriennale di BMW. L'obiettivo dell'azienda bolognese era prepararlo MotoGP, per cui quest'annata trionfale in Superbike, in fin dei conti, è stata solo una tappa di passaggio. I test estenuanti con la nuova 850 gommata Pirelli, in corso da parecchi mesi, sono la conseguenza del piano. Non a caso a Cremona per incoronare Bulega c'era tutto lo stato maggiore Ducati: il CEO Claudio Domenicali e il gran capo delle corse Luigi Dall'Igna. Da quando è uifficiale l'approdo in MotoGP, di fatto, Bulega è un pilota top class a tutti gli effetti, una pedina preziosa per le strategie a largo raggio del gruppo. Nicolò Bulega succede a Max Biaggi, il primo e fino ad oggi unico iridato italiano Superbike. Pare un passaggio di consegne.
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Ora viene il bello

Nicolò Bulega sarà il primo pilota Superbike a poter dire davvero la sua anche in MotoGP? Pol Espargaro, tester KTM, sostiene che con tutti i test che ha fatto, partirà con un vantaggio tale che potrà fare a fette qualunque avversario. Esagerazione. Ma di sicuro, fra tutti i prestigiosi precedessori - Edwards, Bayliss, Spies, Razgatlioglu, solo per citarne alcuni - sicuramente Nicolò è quello che arriva con con le carte più in regola. Non sarà una passeggiata, è scontato. Emerge per esempio il dato anagrafico: Bulega arriva in MotoGP a 27 anni (li compie fra due settimane). Considerando solo gli altri ufficiali Ducati, solo Marc Marquez (32) e Joan Mir (29) sono più anziani. Pedro Acosta ne ha solo 22, ed è già quello che è. Daniel Holgado e il compagno che troverà in VR46, Fermin Aldeguer, ne hanno 21. Ma se c'è il talento, non è mai troppo tardi.
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