Óscar Haro, fino ad alcuni anni fa dirigente del team LCR Honda e voce autorevole nel paddock della MotoGP, ogni tanto dice la sua e quasi sempre sono opinioni non banali. Dopo il GP Austria ha commentato con
Fast & Curious intervendo sulla prestazione di Pedro Acosta. Ma anche la particolare strategia di Marc Marquez è stata al centro dell'analisi. Un riconoscimento per KTM
Per Haro, il successo del pilota murciano ha un valore che va oltre il singolo risultato. “È un riconoscimento a tutto il lavoro fatto in questi tre anni” ha dichiarato. “È vero che KTM era rimasta un po' staccata dall'evoluzione portata avanti da Ducati e Aprilia. Avere un top rider di questo livello è ciò che alla fine ti riposiziona.”
L'analisi si è poi estesa al ruolo dei piloti di punta nel cambiare la competitività di un costruttore, con un parallelo diretto verso Ducati. “Tutti pensavano che Ducati si fosse tenuta qualcosa nel taschino per far fronte ai miglioramenti, ma quell'asso nella manica non è tecnico, ma si e chiama Márquez” ha sottolineato Haro. “Non c'è nessun potenziale nascosto, perché stiamo vedendo come stanno soffrendo le altre Ducati, come nel caso di Álex o persino di Di Giannantonio, che aveva iniziato con una stagione incredibile.”
Il confronto si estende anche alla KTM: “Se ti rendi conto di dove si trova Marc, dove sono gli altri piloti Ducati e dove si trova Pedro Acosta rispetto agli altri piloti KTM, la differenza è evidente.” Per Haro non ci sono dubbi: anche in questa MotoGP così tecnologica, la differenza la fanno i campionissimi.
Pedro poteva correre con più libertà
Dopo tanti assalti al successo, senza mai centrare il bersaglio grosso, era scontato che il Red Bull Ring sarebbe stato terreno favorevole per Pedro Acosta. KTM dispone di una grande quantità di dati accumulati sul circuito austriaco grazie ad anni di sviluppo e test. Ma secondo Haro c'è stato un ulteriore fattore chiave, legato alla posizione in classifica del murciano.
“Alla fine il campionato è molto duro per tutti, anche per un talento emergente come Pedro. Però è vero che è quello che, tra virgolette, ha meno da perdere” ha spiegato l'ex LCR Honda. “Ci sono tre piloti che stanno lottando per il campionato del mondo e Pedro arriva un po' a rimorchio.” Una condizione che gli ha permesso di attaccare con maggiore libertà rispetto ai rivali diretti per il titolo.
Márquez lo sguardo al 10° titolo
Il weekend di Márquez in Austria è stato complicato, ma il pilota Ducati ha scelto di affrontare la situazione con un approccio diverso rispetto al passato: meno rischi e più gestione strategica. Per Haro, la motivazione di fondo è chiara: “Marc Márquez ha un interesse molto importante nel vincere il 10° titolo.”
Un cambio di mentalità che potrebbe rivelarsi determinante nella seconda parte della stagione MotoGP 2026. Come
raccontato in precedenza, KTM ha accolto con entusiasmo la vittoria di Acosta al Red Bull Ring, lasciando la porta aperta per un eventuale ritorno futuro del murciano che a fine anno passerà in Ducati. I prossimi Gran Premi saranno decisivi per capire se la nuova strategia di Márquez potrà fare la differenza nella corsa al titolo.
Le dichiarazioni di Óscar Haro sono tratte dal programma
Fast & Curious, come riportato da
Motosan.
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