In Austria
Marc Marquez ha dovuto frenare la corsa verso la leadership solitaria della MotoGP. Oltre ai problemi riscontrati dalla Ducati GP26, ha commesso un errore nei primi giri. Costretto ad allargare la traiettoria è scivolato in sesta posizione, riuscendo a superare soltanto Fermin Aldeguer e concludendo al quinto posto. In vista del tour asiatico, quando mancano soltanto sette Gran Premi alla fine, serve una strategia diversa per l'assalto al titolo iridato.
Il balzo in avanti di Acosta
Il weekend austriaco si è rivelato più ostico del solito per Ducati e Marc Marquez. La leva del freno ha dato filo da torcere ai piloti della Rossa, "
ogni volta che frenavo era in una posizione diversa ed era impossibile frenare con decisione". Aprilia ritorna davanti con Jorge Martin, adesso a +12
in classifica generale. Insieme a Bezzecchi sono i favorito per il trono iridato, ma guai a sottovalutare il vincitore di Zeltweg, Pedro Acosta. "
Da quando hanno aperto i motori a Silverstone, ora ha una moto competitiva e questo lo rende un altro contendente al titolo", ha affermato il nove volte campione del mondo.
Problemi ai freni della Ducati
Sotto la lente di ingrandimento i problemi tecnici registrati dalla Desmosedici. Ogni minimo handicap può essere fatale in questo finale di stagione MotoGP. "E' già successo in Thailandia, anche qui cambiano la carcassa degli pneumatici a causa di problemi di temperatura. È lo stesso per tutti, ma per noi è un po' più difficile adattarsi. Fortunatamente, la maggior parte delle gare si corre con l'altro pneumatico". Inoltre, questo problema è facilmente visibile dai dati della telemetria. "Si vede perfettamente cosa è successo. Ora devono lavorare per cercare di evitarlo, ad esempio, a Motegi, un circuito con zone di frenata intense".
Sette gare sette battaglie
Ci sono sette Gran Premi tutti da vivere, serve lottare e attaccare. Alla domanda su quale sarà la sua arma migliore nella lotta per il titolo MotoGP 2026, Marc Marquez non ha avuto esitazioni: "La mia moto e la mia squadra". Quando gli è stato chiesto se non fosse merito del suo talento o della sua esperienza, ha tagliato corto: "No, la mia moto e la mia squadra". Serve unione in vista di questo sprint finale di campionato e del prossimo biennio insieme. La concorrenza è cresciuta e continua a crescere. Per riconfermarsi sul tetto del mondo occorre il miglior Marquez e un pizzico di fortuna.
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