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Superbike: Idea degli sponsor “Corriamo il Mondiale da gennaio a settembre”

Cominciare il prossimo campionato a gennaio 2021, con due mesi d'anticipo, spingerebbe il mercato. Anche per Dorna ci sarebbero vantaggi. Ecco quali

27 aprile 2020 - 18:32

Non sappiamo  se e quando ripartirà il Mondiale 2020, ma intanto nell’ambiente si parla di futuro della Superbike. Cioè come tornare alla normalità, dal 2021 in avanti, archiviando questa disgraziata stagione che era partita così bene in Australia con tre vincitori diversi e uno spettacolo in pista da mille e una notte.  L’idea è spalmare il campionato da gennaio a settembre 2021. Arriva dagli sponsor più coinvolti nella serie. Multinazionali come Motul, il marchio che dà il nome alla serie, e di Pirelli, che dal 2004 è fornitore unico di gomme. “Siamo convinti che sarebbe l’ideale per rafforzare il legame fra Superbike e mercato, e darebbe al campionato ulteriore spinta e visibilità” è l’opinione di Fabrizio d’Ottavi, Group Powersports Manager di Motul.  Anche qualche top team avrebbe già dato luce verde.  Quindi è un “suggerimento” che arriva da soggetti autorevoli, che hanno già garantito (forte) impegno per parecchi anni avvenire, e hanno una relazione strettissima con il promoter spagnolo.

Perchè questa proposta? 

L’obiettivo è chiaro: fare in modo che la Superbike torni ad essere volano del mercato. Non solo per le maximoto, ma anche accessori e tutto l’indotto che gira intorno. Scattando ad inizio gennaio, il mondiale farebbe da cassa di risonanza a prodotti che come è noto sono legati ad una forte stagionalità. L’idea è partire a inizio gennaio con  trittico di round extraeuropeei, puntando verso l’estremo oriente. Parliamo di tappe che già figurano nel calendario, cioè nazioni e circuiti con cui Dorna ha accordi in essere. Cioè Australia, Qatar e Indonesia, annunciata come novità del calendario 2021. Gli sponsor spingono anche per un ritorno della Thailandia. Dopo il trittico ad est, il Mondiale tornerebbe in Europa, per cominciare la fase “domestica” da fine marzo in poi, per concludersi a fine settembre, magari con una doppia trasferta americana, comprendente il round in Argentina e il probabile ritorno negli States.  Concludendosi a fine estate 2021, il calendario lascerebbe tempo  a Case e team per prepararsi al campionato successivo, da gennaio 2022.

L’alternanza con la MotoGP

Con un calendario di questo genere si parlerebbe di Superbike praticamente per dodici mesi, senza le pause di questi ultimi anni – in estate e in inverno – che uccidono attese ed interesse. Non solo. Correndo da gennaio a settembre, la Superbike diventerebbe perfetta alternativa della MotoGP. L’inizio anno sarebbe al fulmicotone: gennaio con un trittico di round Superbike, poi test e debutto della MotoGP. Concludendosi  a settembre, la Superbike lascerebbe campo libero al gran finale top class fra ottobre e novembre. Non ci sarebbero pause, nè cali di attenzioni. Un rombo continuo, sui circuiti e in TV.

L’altro grande vantaggio

Cominciare il prossimo Mondiale a gennaio 2021 permetterebbe a Dorna di gestire con serenità l’eventuale ripresa di questo campionato segnato dal coronavirus: sarebbero sufficienti 4-5 round  per assegnare il titolo. Parliamo di eventi a porte chiuse, sugli stessi tracciati che userà la MotoGP, a week end alternati, in Europa. Cioè prima che, se tutto va bene, la top class voli ad Oriente per concludere il cammino 2020. Con 5-6 round, cioè 15-18 gare in totale (Phillip Island inclusa), la Superbike potrebbe festeggiare un degno campione del Mondo 2020. E scaldare i motori per il  gennaio successivo.

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