SBK, basta coi vecchi draghi è l'ora dei giovani leoni

Paolo Gozzi Blog
martedì, 14 luglio 2015 alle 10:49
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Passerà alla storia come la stagione del riciclo. Jonathan Rea domina e può vincere il Mondiale prima della sosta estiva? Un dettaglio. Nella Superbike 2015 non si è parlato d'altro che di vecchi cavalli di ritorno. Prima la sorpresa Troy Bayliss, 46 anni, a riposo da sette, poi il rientro di Max Biaggi, 44 anni, ai box da tre stagioni. Adesso tiene banco il futuro di Marco Melandri a caccia di una sistemazione (ad alto ingaggio, se possibile...) per il 2016. Ha solo 32 anni ma con 18 campionati alle spalle è un veterano pure lui. E i giovani emergenti? Dicono che non ce ne sono, ma non è vero. Guardate qui sotto quanti nomi spuntano. Basterebbe avere fiducia...
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ANDATE IN PENSIONE! – Rivedere in azione Bayliss e Biaggi è stato un emozionante tuffo nel passato e l'omaggio a due fuoriclasse eterni. Max correrà anche in Malesia con il podio nel mirino, forse perfino la vittoria. Ma le operazioni nostalgia alla lunga stancano e servirà linfa giovane. Largo ai nomi nuovi, campioncini da scoprire e da lanciare. Le candidature più scontate sono quelle degli attuali protagonisti della coppa del Mondo Superstock, che dovrebbe essere il trampolino verso la top class. Lorenzo Savadori, 22 anni, sta veleggiando verso il titolo con l'Aprilia e nell'ultimo round di Misano, dominato, ha girato in gara in 1'37”125, neanche due secondi più lento degli ufficiali SBK: Torres 1'35”303, Haslam 1'35”312 e Biaggi 1'35”346. La Stock è una moto strettamente di serie, con l'elettronica e le gomme stradali. Sarebbe interessante vedere di cosa è capace il cesenate con la RSV4 RF “full factory”: regalategli una wild card nel gran finale Qatar, il 18 ottobre. Il secondo classificato, Raffaele De Rosa (28 anni), con la Ducati Panigale 1199R di Althea Racing ha girato in 1'36”832, vicinissimo ai riferimenti di Niccolò Canepa, 1'36”352, finito 12° in SBK. E' pronto al salto anche Roberto Tamburini, riminese 24enne, pilota BMW: 1'37”284 contro 1'35”845 di Ayrton Badovini con la stessa S1000RR in configurazione SBK. Abbiamo fatto il parallelo tra la gara Superstock e gara2 SBK, con temperature quasi identiche. Considerate che solo le gomme pesano 8-9 decimi...
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USA E GERMANIA– Il terzetto italiano è già pronto ma la Dorna ha nel piatto anche due talenti di nazionalità molto appetibili per ingraziarsi appassionati, tv e promoter: Usa e Germania. Dagli States arriva Patrick Jacobsen, 21 anni, una scoperta di Eraldo Ferracci, l'ex gestore della Ducati Usa che negli anni '90 ha lanciato stelle come Doug Polen e Troy Corser, due Mondiali a testa. PJ corre in Supersport con la Honda, è terzo in classifica ed è ancora in gioco per il titolo contro Kawasaki e MV Agusta. Pur giovanissimo ha già notevole esperienza ed pronto per una SBK di punta. Così come il coetaneo Markus Reiterberger, pupillo BMW che ha già vinto il titolo nazionale IDM nel 2013 e quest'anno farà il bis. Promuovere Markus al Mondiale è una priorità per il gigante di Monaco e l'occasione ideale per la filiale italiana che al momento schiera una sola moto per Badovini.
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ARRIVI DELLA MOTOGP? - Il problema più grande che la Dorna deve risolvere è di approccio “culturale”. Nessuno degli astri nascenti del motomondiale vede nella SBK un'occasione per la carriera, spesso anche perchè i loro manager conoscono poco o niente l'altro campionato. Che invece dovrà diventare il passaggio ideale verso MotoGP. Com'era facilmente prevedibile un talento di primissima grandezza come Jack Miller, 20 anni, si sta perdendo nell'improbo adattamento dalla Moto3 (60 cavalli) alla MotoGP (260). Portarlo in SBK per la Honda sarebbe la soluzione ideale per recuperarlo, permettendogli di fare esperienza con una “big bike” in un contesto più abbordabile. Un'altra pedina pregiatissima potrebbe essere Pol Espargaro, che al momento in Yamaha ha la strada sbarrata da Lorenzo e Rossi ufficiali anche nel 2016. Policyo debutterà sulla YZF-R1 alla 8 ore e potrebbe diventare la “punta” ideale per il grande ritorno di Yamaha nel Mondiale. Una stagione da protagonista in SBK lo candiderebbe ad un posto da ufficiale in MotoGP 2017. Molto meglio che vivacchiare da pilota satellite correndo per le briciole.
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