Rossi tradito e infuriato ma la pista non mente mai

Paolo Gozzi Blog
domenica, 18 ottobre 2015 alle 6:46
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Ma dove vai se la gomma giusta non ce l'hai? Lo sa bene Jorge Lorenzo, che senza la soluzione preferita aveva preso una legnata colossale in Olanda, solo terzo a ben sedici secondi da Valentino Rossi. Stavolta è stato il leader del Mondiale a soffrire le Bridgestone troppo dure per il suo stile. Su un tracciato terribile per l'integrità delle gomme il fornitore giapponese è andato sul sicuro. Troppo, per Valentino. Phillip Island ha rimescolato le carte della MotoGP con una sfida meravigliosa tra quattro fuoriclasse pazzeschi. Ma non dimenticate che dietro il talento c'è sempre la tecnica. Nessuno vince se moto, assetti e aderenza non sono accordati alla perfezione. Da primo a quarto è questione di dettagli. Invisibili, eppure decisivi.
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C'E' SPORT PIU' BELLO?- Lorenzo aveva già vinto ma Marquez è un mago, il suo folle giro finale è stato un regalo per Rossi e ha riportato alla mente il trionfo di Wayne Gardner nel '90, con la carenatura della Honda 500 NSR a brandelli dopo mille sportellate con Mick Doohan e Wayne Rainey. Nomi leggendari scolpiti nella storia, i ragazzi di oggi forse non hanno lo stesso fascino romantico ma quanto vanno forte! Sulla pista più amica Rossi era partito con l'idea di vincere e chiudere la partita con Lorenzo. Ma in una gara sul filo del rasoio gli è mancato un pizzico di aderenza in più per provare a battere l'inseguitore e tenere testa al formidabile motore Ducati ben sfruttato da Andrea Iannone in crescita esponenziale. La Yamaha #46 sembrava più lenta in rettilineo della gemella di Jorge, ma non era questione di potenza, piuttosto di velocità di percorrenza dell'interminabile curvone finale: se la gomma scivola non puoi uscire forte e paghi sul dritto. A Phillip Island funziona cosi.
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Jorge Lorenzo torna a -11 punti e resta in corsa
LA PISTA NON MENTE – Nel giro finale i due pretendenti al titolo hanno perso il doppio duello con Marquez e Iannone. Chiaro che Lorenzo e Rossi non potessero prendere gli stessi rischi di avversari partiti senza la stessa, enorme pressione. Ma hanno ceduto perchè non avevano più gomma per resistere agli attacchi. Alla fine Valentino ci ha perfino guadagnato: secondo-quarto è stato meglio di un ipotetico primo-terzo, due punti in più potrebbero far comodo. In casa Rossi resta il rammarico per il podio sfumato: battere Iannone avrebbe limitato i danni e dato un senso completamente diverso alla sconfitta australiana. Con soli undici punti di margine Valentino in Malesia non potrà correre in difesa, dovrà battere Lorenzo per arrivare a Valencia con un vantaggio di sicurezza. Gomme soffici o dure, la pista non mente mai.
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