Superbike

Mondiali in subbuglio: Superbike ed Endurance si fonderanno?

Sta per scoppiare una rivoluzione senza precedenti: la Federmoto Internazionale vuole fondere i due campioni delle derivate dalla serie

5 dicembre 2019 - 14:00

Gli spifferi arrivano da mesi, ma negli ultimi giorni si sono fatti più insistenti: Superbike ed Endurance diventeranno un Mondiale soltanto? A prima vista sembra una fusione difficile, per non dire impossibile: si tratta di campionati assai diversi per storia, pubblico, dimensione economica, format sportivo e regolamento tecnico. Inoltre, e questo è ovviamente l’aspetto preponderante, sono gestiti da due società diverse: Dorna ed Eurosport Events.

LA SCINTILLA

Per capire da dove è partita quella che potrebbe diventare una valanga bisogna tornare indietro al 17 maggio. Quando Jorge Viegas, portoghese, nuovo presidente della Federmoto Internazionale, dichiarò: “Che Dorna sia il promoter di MotoGP e Superbike non è la cosa giusta, abbiamo un piano per cambiare le cose“ (qui la dichiarazione completa) Nei giorni successi Carmelo Ezpeleta, numero uno del gestore spagnolo, smentì seccamente la massima carica della FIM. “Abbiamo la Superbike fino al 2038, e non vendiamo”. I rapporti fra Viegas e Dorna sono tesi da quando il portoghese era capo della sua federazione nazionale. L’elezione in FIM ha teso ulteriormente la corda. Situazione incomprensibile da fuori, visto che Dorna paga fior di milioni i diritti dei due Mondiali, quindi è il principale cliente della FIM. Perchè è scoppiata questa guerra?

QUAL E’ IL PIANO?

Il piano di Viegas potrebbe essere, appunto, mettere insieme Superbike ed Endurance. Ma considerando improbabile la co-gestione fra due promoter, chi comprerà chi? Il FIM EWC è in mezzo al guado: Eurosport Events ha migliorato il pacchetto ma, ad oggi, il Mondiale non ha uniformità. Vive su tre “main events”, cioè le due 24 Ore francesi (Le Mans e Bol d’Or), oltre alla 8 Ore di Suzuka. Il quarto, una novità, è la 8 Ore di Sepang in programma sabato 14 dicembre. Costruttori e sponsor vogliono capire se sarà la scintilla che farà esplodere l’interesse per le derivate dalla serie in Asia. Che, al momento, è ai minimi termini: la Superbike, uscita la Thailandia, nel 2020 non avrà round nell’area.

SUPERBIKE IN GRAN RILANCIO

Dopo qualche anno in tono minore, il WorldSBK sta riprendendo il volo. Il ritorno della Honda, finalmente con moto nuova, team HRC e piloti di rango, ha scatenato la corsa al riarmo. I cinque costruttori impegnati (Ducati, BMW, Yamaha, Honda e Kawasaki) non stanno badando a spese. Crescono ambizioni, budget e anche la partecipazione: nel 2020 i piloti permanenti saranno 24 (contro 19 nella passata stagione). Anche le categorie di supporto si stanno rialzando: la Supersport 2020 avrà la griglia pienissima e proporrà un confronto tecnico molto più intrigante del recente passato. La WSSP300 sta funzionando (più o meno) e l’anno prossimo partirà anche la Yamaha R3 European Cup per i 12-15enni. Con la Superbike la Dorna va più o meno in pareggio. Il guadagno, non trascurabile, è evitare che sia gestita da altri e torni ad essere concorrente per la MotoGP.

GLI SCENARI

Ad oggi l’unica cosa certa è che di questo argomento ne stanno parlando ad altissimo livello. Dorna, FIM, Eurosport Events e probabilmente ancora più su, cioè in ambito Bridgepoint, fondo che possiede Dorna, e Discovery, gigante dei media proprietario del gruppo Eurosport. A noi appassionati, ovviamente, interessa cosa vedremo in pista fra due-tre anni. Un’ipotesi, suggestiva, è che la Superbike disputi alcuni round sulla distanza Endurance: un calendario con una decine di appuntamenti “stardard” e quattro-cinque classifiche della durata sarebbe intrigante. Inglobare la 8 Ore di Suzuka nel WorldSBK significherebbe riportare le derivate dalla serie in Giappone. Ma come sarebbe possibile gestire, dal punto di vista della regolamentazione tecnica e sportiva, un format così anticonvenzionale? Forse è proprio questo il “grande progetto a cui stiamo lavorando” di cui parla Viegas?

E CHI GESTIREBBE?

Dietro questo terremoto (per adesso sotterraneo…) c’è la finanza. Quindi è intuibile che i primi movimenti, se ci saranno, saranno acquisizioni. Bridgepoint sta cercando un compratore per la Superbike o magari per l’intero pacchetto, cioè MotoGP inclusa? Oppure è Discovery che sta cercando di liberarsi dell’Endurance? E la FIM, in questo confronto fra giganti, avrà davvero la forza per dettare la linea, o interverrà solo a giochi fatti, per gestire gli aspetti più direttamente sportivi?

2 commenti

lorenzoursan_14190819
14:14, 5 dicembre 2019

Bisogna tenere conto che l’endurance è televisivamente improponibile, se non con sintesi degli eventi di durata grossomodo analoga a quella delle gare a cui assistiamo adesso. Invece la superbike quest’anno ha secondo me preso una direzione interessante dal punto di vista della fruibilità mediatica con la superpole race. Fossi l’organizzatore replicherei il format sia il sabato che la domenica, con una gara sprint da 8/10 giri (45 km max) che determini la griglia di partenza successiva, ed una di lunghezza piena (90 km max). Gomma da tempo riservata agli ultimi 10 minuti turno di prove finale del venerdì per stabilire la griglia delle due gare sprint. Se poi si volesse introdurre anche una “coppa interspecialita’” dove valgono i risultati sia di superbike che di endurance, nessuno lo impedirebbe, è sufficiente evitare sovrapposizioni di calendario.

marcogurrier_911
22:00, 4 dicembre 2019

Magari e dico magari….!

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