Vi piacerebbe gustare una sfida fra i piloti MotoGP e della Superbike che per una volta non corrono per se, ma per l'onore del loro Continente? Fra due anni potrebbe succedere e la prova generale si è svolta nei giorni scorsi a Jerez. La Federazione Motociclistica Internazionale ha organizzato la prima edizione degli Intercontinental Games (
qui i risultati) facendo correre sei squadre di quattro piloti ciascuna, divisi in due categorie Supersport, cioè con moto derivate dalla serie. L’esperimento ha destato curiosità e mosso l’interesse di grandi marchi, promoter e network tv. La Federazione Motociclistica Internazionale non è più il pachiderma burocratico dei vecchi tempi, ora è il dinamico vertice di un movimento sportivo che vuole crescere e conquistare nuovi spazi. Fabio Muner, trascorsi in Aprilia, Pirelli e Dainese, da alcuni anni dirige il dipartimento marketing e social media della Federmoto. E’ la persona perfetta per spiegarci com’è andato l’esperimento Intercontinental Games, chi ha coinvolto e soprattutto cosa potrebbero diventare.
L’idea
"E’ un formato nuovo per la FIM, per il motociclismo e direi anche per lo sport in generale. Il punto di partenza è un’idea che il nostro presidente Jorge Viegas aveva in testa dal lontano 2002, quando era già membro del board federale. L’intento era quello di coinvolgere le sei aree continentali che la Federazione Internazionale rappresenta: FIM Africa, FIM Oceania, FIM Asia, FIM Latin e Nord America, Europa. Volevamo un’attività nella quale le nostre Continental Union fossero direttamente coinvolte". La nascita
"Nel 2022 Viegas, diventato presidente, ha rispolverato e dato impulso al progetto. Altre specialità hanno da decenni eventi a squadre di grande tradizione e prestigio: il Motocross delle Nazioni, la Sei Giorni Enduro,ci sono gare a squadre nazionali anche nel Trial e nello Speedway. Nella velocità invece mancava una competizione di questo genere".
L’unicità degli Intercontinental Games
"In nessuno sport c’è una competizione che coinvolga squadre che rappresentano un intero continente. Inoltre abbiamo pensato una formula inclusiva, con l’obbligo di schierare almeno una pilota in ciascuna formazione, nelle varie categorie. L’idea era coinvolgere anche le discipline off road, ma per questa prima edizione si è rivelato un mix troppo impegnativo, così abbiamo preferito puntare solo sulla velocità."
I partners
"Yamaha ci ha fornito le moto R3 e R7, per cui abbiamo fatto gareggiare i piloti delle squadre con moto Supersport di due cilindrate differenti. Dunlop è stato il fornitore degli pneumatici. La lista dei partners è molto lunga: Panta ha messo a disposizione il carburante racing, Spidi le tute, guanti e stivali. Airoh ha fornito i caschi, inoltre abbiamo coinvolto anche Beta Utensili. Il loro supporto è stato fondamentale, ma non bisogna dimenticare la comunità e il circuito di Jerez, che ci hanno accolto con il consueto calore, offrendoci logistica e accoglienza".
La tipologia dei marchi
"In questo progetto ci hanno seguito marchi che hanno una relazione di lunga data con la FIM. Airoh, per esempio, è sponsor della Sei Giorni da quasi nove edizioni e ci ha accompagnato nel Trial GP. Questi rapporti fanno parte anche di relazioni personali: ho lavorato anni per Dainese, ma ho mantenuto buonissimi rapporti anche con i miei competitori di allora, come Spidi: con il CEO Nicola Della Grana ho da sempre un rapporto splendido". L’immagine
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Abbiamo lavorato sulla colorazione delle varie squadre continentali, curando tutti i particolari. Loghi, grafiche, perfino i tappetini nei box. E’ stato un lavoro di progettazione che ha coinvolto tutto lo staff FIM e credo abbia dato risultati molto apprezzati".
L’appoggio di Dorna e Warner Bros-Discovery
"Dorna ha curato la produzione televisiva, assolutamente innovativa perché in ogni momento abbiamo reso disponibile il live della posizione di ciascuna squadra in base al piazzamento dei rispettivi piloti. Warner Bros-Discovery ha messo a disposizione canali come Max e Discovery+. Ma l’ICG è andato anche su altri network importanti come FOX Australia. Non da ultimo l’intero programma è stato visibile su FIM-Moto.TV, la piattaforma OTT (streaming, ndr) di proprietà della FIM stessa. Dorna e WBD sono partner FIM di lungo corso e come marchi d’élite hanno creduto nella scommessa che abbiamo lanciato. Credo che tutti siano rimasti molto sorpresi dalle potenzialità che ICG possono esprimere". Lo spirito olimpico
"La formula è molto intrigante, anche in ottica commerciale. Sportivamente è stato un evento bellissimo: c’è stato spettacolo in pista, ma soprattutto uno spirito di squadra che di solito nella velocità non si vede. Ogni Continente ha mandato in pista quattro piloti con la stessa livrea, che fin dalla prima sessione di libere si sono aiutati vicendevolmente: molti dei ragazzi non avevamo mai gareggiato in Europa,così il più esperto mostrava la traiettoria a chi non conosceva Jerez. Si sono dati una mano per mille cose. Anche fra le differenti squadre c’è stato un bel clima, direi quasi olimpico. Ogni team aveva il coach, che ha indicato la migliore strategia per vincere di squadra. Abbiamo aggiustato il sistema di punteggio, premiando dal primo al ventiquattresimo, con un solo punto di differenza fra una posizione e l’altra, in modo che i più veloce ed esperti non dominassero la scena. Ha funzionato"
Se ci fossero i big...
"Già per questa edizione avevamo nomi importanti della filiera Yamaha che avrebbero avuto interesse.Ma avevamo partner commerciali ben definiti, e per rispettare gli accordi cabbiamo rinunciato ai big. Ma per il futuro, se ci sarà una seconda edizione, vedrete i top Riders correre gli Intercontinental Games"
Cosa ci prepara il futuro
"Gli ICG saranno ogni due anni, quindi la prossima edizione dovrebbe tenersi nel 2026 e per la location abbiamo già alcune idee. Il periodo resterà fine novembre-inizio dicembre, insieme all’Assemblea Generale e ai FIM Awards. Scegliere il luogo non è semplice, perché i parametri da tenere in considerazione sono diversi: ci serve una pista da velocità con omologazione FIM A (MotoGP) o almeno B (WorldSuperbike), inoltre in un luogo che ci permetta di correre in questa stagione, facilmente raggiungibile".
I tempi della decisione
"Nelle prossime settimane faremo una serie di analisi, non solo dell’engagement sui social media, ma anche sul coinvolgimento che ICG ha avuto sui broadcaster, cioè piattaforme TV e OTT. Questa analisi sarà fondamentale per definire il futuro: l'esperimento è stato un successo, sarebbe un peccato non avere un episodio 2".