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Come può vincere il Mondiale un Tom Sykes che nella gara che poteva risultare decisiva scivola dal primo al quarto posto negli ultimi due giri? Il crollo improvviso mantiene l'Aprilia più in corsa che mai: Eugene Laverty è risalito a -23 punti e anche Sylvain Guintoli, a -24, resta temibile.
L'interrogativo agiterà le notti del team Kawasaki nel lungo trasferimento dalla California alla Francia. Domenica la Superbike corre a Magny Cours, la tana di Guintoli. E dire che Sykes, vincendo l'anticipo del sabato sembrava aver in mano le redini del campionato. Invece il mezzo disastro in gara2 ha completamente riaperto i giochi.
Il settimo successo stagionale era stata conseguenza di due fattori positivi. Il primo, la distanza accorciata per i due stop e tre partenze. In 12 giri (43 km) invece di 26 (94 km) la Kawasaki ha evitato l'eventuale eccessiva usura degi pneumatici che era il dubbio della vigilia e punto di forza Aprilia. Il secondo: Sylvain Guintoli, scattato dalla Superpole e dominatore dei due spezzoni poi cancellati, ha preso il terzo via con una gomma posteriore usata. Nel box Aprilia non c'erano più gomme P1261 (tipo A) montate sui cerchi. Non era un problema regolamentare, come è stato erroneamente riportato in TV: in Superbike le coperture sono contingentate (9 anteriori e 13 posteriori) per prove libere, qualifiche, Superpole e warm up. Per le gare non c'è limite (articolo 2.4.7).
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Nella seconda sfida Sykes è stato perfetto solo per 23 dei 26 passaggi. Superato Laverty dopo quattro giri, aveva dato l'impressione di poter scappare via. Sarebbe stato un colpo ferale per le speranze Aprilia. Ma a due tornate dalla bandiera a scacchi Laverty è tornato sotto tirandosi indietro il miglior Davide Giugliano di sempre. Su una pista poco agevole per i sorpassi Tom non è riuscito a chiudere la porta e all'ultimo Cavatappi si è fatto infilare anche da Marco Melandri. Dodici punti lasciati per strada in soli 7 chilometri.
Ecco perchè l'Aprilia può ribaltare la classifica: 1.La Kawasaki, pur avendo fatto progressi, è ancora a rischio di eccessivo deterioramento della gomma; 2. Nei due round finali pare che la Pirelli non porterà la P1261, la soluzione molto soffice con cui Sykes è andato più forte; 3. Tom è molto efficace quando parte in testa e può scegliere le linee migliori, molto meno nel corpo a corpo. 4. Non è veloce sul bagnato, che invece è l'asso nella manica di Guintoli: al momento le previsioni su Magny Cours per domenica danno 30% di possibilità di piogga. 5. Nella testa di Tom potrebbe pesare l'incubo 2012, quando nell'ultimo round (proprio a Magny Cours...) perse il Mondiale per mezzo punto contro Max Biaggi.
In ogni caso sarà un finale da cuori forti, altro che Superbike 2013 in tono minore...