Max Biaggi è stato a lungo l'unico pilota italiano ad aver vinto, per due volte, il Mondiale
Superbike. Adesso è stato raggiunto da Nicolò Bulega, epilogo scontato di un campionato dominato: 26 vittorie e 4 secondi posti in 30 gare. Il ricordo dei titoli vinti dal pilota romano ci dà il senso di quanto siano cambiati, in soli 14 anni, i campionato, i piloti e l'ambiente.
Quando vinse il primo titolo Max Biaggi aveva 39 anni. Aveva all'attivo quattro Mondiali 250 GP, un periodo d'oro che ne aveva fatto una star conosciutissima anche fuori dall'ambito del motociclismo. Prima per le assidue frequentazioni del jet set, accompagnato da presenze femminili super star come la fotomodella Naomi Campbell, solo per citarne una. Poi per l'acerrima rivalità con Valentino Rossi, l'astro nascente che lo stava soverchiando in pista e anche sui rotocalchi.
L'occasione Superbike
A fine 2005 venne cacciato dalla MotoGP, rimase fermo un anno e per la Superbike diventò boccone prelibato. A quei tempi i due Mondiali erano in apertissima rivalità: calendario, televisioni, circuiti, interesse delle Case, piloti di richiamo, la concorrenza era a 360°. Biaggi ai box rappresentò un'occasione fantastica che i fratelli Flammini intercettarono per portare la Superbike verso un pubblico più largo rispetto agli appassionati di moto, che all'ora l'adoravano. Perchè l'operazione andasse in porto, ci misero soldi loro e chiesero aiuto all'unica entità che in quell'epoca aveva sponsor (la birra Corona), la struttura tecnica e il potenziale di un Costruttore ufficiale, la Suzuki. Parliamo del team Alstare di Francesco Batta. Il debutto fu con il botto: Max Biaggi vinse al debutto in Qatar, allargando a dismisura l'interesse di media e pubblico. Non furono tutte rose e fiori però...
L'arrivo in Aprilia
Biaggi non riuscì a vincere il Mondiale, perchè altre moto erano più competitive della Suzuki. Nel 2007 il campione su James Toseland, con la Honda. Il romano voleva la Ducati a tutti i costi, ma c'era Troy Bayliss di mezzo. Così Max, pur di salire sulla bicilindrica, andò nel team satellite di Marco Borciani: una stagione irta di liti, constrasti e terribili incidenti, come quello in curva 1 a Phillip Island nel round del debutto. Ma poco male, perchè c'era l'Aprliia che stava rientrando. Il 2009 fu di rodaggio con la RSV4 griffata Alitalia, e l'anno dopo fu incredibile. Max battezzò il Mondiale a Imola, fra un mare di folla, approfittando del motore rotto di Leon Haslam, che correva con Suzuki Alstare, la sua vecchia squadra. La nemesi perfetta.
Quel mezzo punto di felicità
Nel 2011 la Ducati si prese la rivincita con Carlos Checa, ma Aprilia e Biaggi tornarono fortissimi l'anno dopo, trovandosi in mezzo altri avversari. A rendergli vita durissima fu Tom Sykes, con la Kawasaki: il verdetto arrivò a Magny Cours, dopo uno scontro diretto drammatico. Biaggi piegò il britannico appena mezzo punto nell'epilogo più incredibile che la storia ricordi. Max Biaggi era per la sesta volta iridato, alla bella età di 41 anni. La Superbike gli aveva dato una seconda vita sportiva, lui aveva dato al campionato la spinta finale per diventare una serie motorsport di primissima fascia anche in Italia, come da tanti anni prima era nel mondo anglosassone.
Da un'epoca all'altra
Bulega ha festeggiato nel piccolo impianto di Cremona, davanti a metà della gente che c'era ai tempi di Biaggi, ma ora è nella storia anche lui. "
La Ducati è stata la moto imbattibile, ma non l'ha guidata solo Bulega, per cui quando vinci così tanto come ha fatto lui, non ci sono dubbi che il talento ci sia" ha riconosciuto Max.
"E' stato fortunato come me, perchè festeggiare un Mondiale in Italia, davanti al tuo pubblico, ti resta dentro. Io mi ricordo di imola come fosse adesso". Nella festa di Cremona a fare da punte fra due epoche e due piloti diversissimi è stato
Luigi Dall'Igna, direttore corse Aprilia ai tempi di Max Biaggi e oggi nello stesso ruolo con Ducati
"Non aspettatevi che vinca subito"
Max Biaggi ha gareggiato tanti anni in MotoGP e la conosce benissimo anche oggi, nel ruolo di ambassador Aprilia costantemente nel box di Jorge Martin e Marco Bezzecchi. "La Superbike è ad un livello alto, ma la MotoGP è il massimo della tecnologia, sicuramente Bulega ha le capacità per fare bene" riconosce il sei volte Mondiale. Che poi tira i freni: "Andrà a sfidare piloti di grande qualità ed enorme esperienza, non mi aspetterei che vinca subito. Però magari con il tempo arriveranno delle soddisfazioni."
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