Solo due piloti italiani hanno vinto il Mondiale Superbike: Max Biaggi, nel 2010 e nel 2012 con Aprilia, e adesso
Nicolò Bulega con Ducati. A unire le due epoche c'è un uomo solo, Gigi Dall'Igna. L'ingegnere veneto aveva festeggiato con Max e ieri a Cremona ha fatto il bis con Nicolò, presente in circuito insieme ad altri dirigenti di Borgo Panigale come Claudio Domenicali.
Il titolo è arrivato con il secondo posto in Gara 2, giornata in cui a vincere è stato Iker Lecuona. Un epilogo che abbiamo raccontato in
SBK Cremona: Adesso goditelo Nicolò Bulega, l'epilogo Mondiale è un'apoteosi. Il direttore generale di Ducati Corse non ha nascosto l'orgoglio.
Un Bulega diverso
I numeri raccontano una stagione perfetta: 26 vittorie in 30 gare. Per questo Dall'Igna non ha voluto lasciarselo sfuggire. La prima mossa, quindici mesi fa, è stato strapparlo dalle grinfie della BMW, che lo voleva per sostituire Toprak Razgatlioglu. Per vincere la concorrenza tedesca la Ducati ha fatto un extra sforzo, pagando un ingaggio di 700 mila €, contro i 150 mila € pagati a Iker Lecuona. Il piano era disporre di una pedina vincente in Superbike e utilizzare Nicolò, pilota sensibilissimo e molto esperto di materiali e metodi di lavoro Pirelli, nello sviluppo della Ducati 850 con le gomme del fornitore unico 2007. La promozione in MotoGP, dove debutterà il prossimo anno con il team di Valentino Rossi, era scontata. La domanda adesso è: Nicolò Bulega sarà il primo pilota Superbike della storia ad avere successo, continuativamente, anche in top class?
"E' un pilota cresciuto moltissimo" assicura il direttore di Ducati Corse. "In Superbike ha imparato molto, non è più quello di qualche anno fa."
La Panigale V4R una spanna sopra
Quest'anno in pista si è visto il pilota migliore sulla moto migliore, con la Panigale V4R nettamente davanti alla concorrenza. Merito di un'evoluzione profonda rispetto al 2025, come spiega lo stesso Dall'Igna. "Siamo intervenuti abbastanza pesantemente, abbiamo un grande gruppo di lavoro e i risultati si vedono" Un lavoro di squadra che va oltre il reparto corse: "Alla fine, è una combinazione tra il lavoro del reparto corse e di quello che si occupa del modello stradale. Abbiamo collaborato insieme fin dall'inizio e abbiamo fatto un grande lavoro".
Il nodo delle nuove regole
Il dominio potrà continuare? La domanda è legittima, perché il cambio regolamentare che andrà in vigore nel 2027 è drastico: limitazione dei giri e contemporaneamente anche del flusso carburante, misura che in questa stagione però non ha arginato la schiacciante Ducati. Dall'Igna avrebbe voluto una ricetta diversa: aiutare chi insegue invece di frenare chi vince.
"Limitare la moto che vince, secondo me, non è la soluzione migliore. Io però non posso scrivere le regole, posso solo dare dei suggerimenti e vedere cosa succederà". Il compiuto di Iker Lecuona e Franco Morbidelli, piloti ufficiali 2027, potrebbe essere più difficile di quello toccato a Bulega. Il neo campione intanto si prepara al grande salto in MotoGP.
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