Alvaro Bautista, la sfida più dura “Porterò tanto pubblico alla Superbike”

Alvaro Bautista arriva in Spagna da leader indiscusso del Mondiale Superbike. Riuscirà a portare pubblico sugli spalti del Motorland Aragon?

1 aprile 2019 - 14:45

Alvaro Bautista ha commentato per  Telecinco la fuga in solitario di Marc Marquez in Argentina. Un dominio assoluto, identico a quello che il ducatista ha fatto pesare nei due round extraeuropei della Superbike. Il prossimo  week end il Mondiale approda in Europa e Bautista ha davanti la sfida più dura: portare il pubblico di casa sugli spalti del Motorland di Aragon. Gli spagnoli sono sempre stati molto tiepidi nei confronti delle derivate dalla serie.

“Sono convinto che cambieranno idea”

Questa sarà la mia prima gara in Superbike  in Spagna. So che negli anni scorsi la gente non è venuta, ma adesso ho la sensazione che la percezione del pubblico stia cambiando” è la speranza di Alvaro Bautista, al comando del Mondiale con sei vittorie su sei.  “La Superbike è un bel campionato, io stesso non me ne ero mai occupato. Ma ho trovato un paddock molto divertente, molto diverso rispetto alla MotoGP. La gente verrà e non la deluderemo, perchè lo spettacolo è bellissimo. Con le mie vittorie ho innescato un boom. Sono diventato improvvisamente argomento di conversazione ovunque, la gente adesso mi riconosce per strada.

“Ho fatto aumentare l’audience”

Il round in Australia in TV ha fatto un’audience pari a tutte le gare del Mondiale 2018” fa notare orgogliosamente il ducatista. “Adesso sento che l’interesse è molto alto. Mi hanno cercato perfino per commentare la MotoGP in TV...” Bautista riuscirà dove ha fallito Carlos Checa, iridato in Superbike nel 2011? In quel periodo Carlito era conosciutissimo in Italia ma in Spagna i circuiti sono rimasti pressochè deserti. “Carlos è arrivato al campionato mondiale Superbike in un momento in cui i social non erano ancora così importanti. Oggi puoi guardare tutte le prove e le gare su internet, tutti i miei fan della MotoGP mi seguono oggi nel Campionato Mondiale Superbike. Con i media di oggi, è più facile promuovere questo campionato in Spagna.”

Adesso c’è Dorna 

Bautista dimentica l’aspetto più importante. Nel 2011, l’anno d’oro di Checa, la Superbike era ancora gestita dai fratelli Flammini, per cui Dorna ostacolava in ogni modo possibile lo sviluppo del Mondiale concorrente nella propria roccaforte spagnola. Adesso l’inerzia del promoter invece gioca a favore: Bautista che vince a raffica, ed è appena sceso dalla ribalta MotoGP,  è il testimonial perfetto per indurre gli appassionati spagnoli a seguire anche le derivate dalla serie. Adesso o mai più.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Penalizzazioni: Casi Lorenzo e Melandri, qualcosa non torna

WSSP300 Misano: Il gran duello dei baby campioni

Mirko Giansanti: “Il progetto GRT mi sta ripagando del Mondiale perso da pilota”