La 8 Ore di Suzuka è uno degli eventi leggendari del Motorsport e seguirlo dal vivo è un'esperienza che non può lasciare indifferente neanche chi nel paddock ci ha trascorso gran parte della vita. Filippo Falsaperla ha seguito per tantissimi anni la MotoGP (e talvolta anche di Formula 1) come inviato della Gazzetta dello Sport e sta vivendo da dentro, per la prima volta, quella che è considerata la "gara delle gare" e l'evento motociclistico più importante del Giappone. E' anche l'appuntamento chiave del Mondiale Endurance. Conclusa la sua prestigiosa parabola professionale, Filippo (al centro nella foto d'apertura) ama visitare bei posti che spesso hanno a che fare coi motori. Ecco quali emozioni gli sta suscitando la prima 8 Ore.
"E' un ambiente bellissimo, la prima cosa che mi ha stupito è che qui puoi andare dovunque: entri ed esci dai box, parli liberamente coi piloti, puoi andare in pista a vederli sfrecciare da pochi metri. E' tutto molto speciale, mi sta piacendo davvero."
Una nuova passione
Filippo è stato sempre un giornalista da reportage scritto, ma in Giappone si è calato nelle inedite vesti di fotografo. "Il primo giorno mi sono appostato al Tornantino, c'era un sole così a picco che non facevo ombra. A Suzuka fa un caldo micidiale, e ho capito adesso quanta fatica fanno i fotografi dei GP spostandosi alle intemperie con l'attrezzatura e tutto. Mentre ero lì che sudavo ho chiamato in Italia il mio amico Tino Martino per dirgli che non lo invidio per niente, ho capito quanto pesa il lavoro che fanno". Tino è uno dei fotografi di più lunga esperienza al lavoro sulle piste del Motomondiale.
Il codice segreto
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Suzuka è un impianto gigantesco, il timore reverenziale che incute ai piloti si percepisce anche solo standandoci ai bordi. Mi sto divertendo da morire perchè qui puoi andare a fotografare dovunque. Un collega giapponese mi ha passato il codice segreto..." A a cosa serve?
"Da un settore all'altro ci sono cancelli di ferro chiusi da una catena e un lucchetto. In tutta la pista ci saranno decine di cancelli e lucchetti ma il codice per aprirli è sempre lo stesso. Così arrivi, apri, passi e richiudi. L'efficienza giapponese..."Locatelli, che pilota!
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Qui a Suzuka ci sono tantissimi italiani, amici che avevo già conosciuto negli anni di lavoro in MotoGP. Ho salutato Nicolò Canepa, Andrea Dosoli (responsabili Yamaha Racing, ndr)
e anche diversi tecnici, amici e amiche delle pubbliche relazioni. E ovviamente ci sono anche i piloti. Sto ammirando Andrea Locatelli, sta andando in maniera meravigliosa e può davvero fare un garone. Fra l'altro da lunedi andrà in vacanza a Kyoto (la ex capitale e affascinante centro turistico, ndr)
esattamente come farò io, quindi magari ci incontreremo anche là. Andrea sta guidando con una motivazione enorme, può fare veramente bene. Ho notato che moltissimi piloti hanno messo su moto e caschi adesivi in ricordo del piccolo Luca, il bimbo di Sylvain Guintoli scomparso per una malattia nei giorni scorsi."
E chi vince la 8 ore di Suzuka?
"Ti rispondo con una battuta: Honda ha paura di perdere, Yamaha ha una gran voglia di vincere. Io me la vedrò tutta in giro per la pista, mi sono studiato bene i punti caratteristici e anche le angolazioni più classiche, tipo quella con la ruota panoramica sullo sfondo. Non vedo ora di vivere un evento così da un punto d'osservazione così esclusivo e privilegiato".